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Mandatoriccio (Cosenza) - "La Parola produce frutto, con la perseveranza"


di DON MICHELE ROMANO - Il Vangelo odierno (Lc 8, 4-15), ci dice che Dio continua a seminare con abbondanza la sua Parola nelle nostre vite, col gesto ampio e generoso del seminatore della parabola. Non basta, tuttavia, ascoltare il "seme" della Parola, per farla germogliare, ma occorre coltivarla, comprenderla, studiarla, amarla, meditarla, e pregarla. Certo, una volta attecchita, la Parola può incorrere in diversi pericoli, occorre lottare e faticare ogni giorno, perché l'avversario, il demonio, cerca in tutti i modi di soffocarla, perché sa bene quanto sia "pericolosa", dal suo punto di vista. A primo impatto, il seminatore della parabola di oggi, semprerebbe piuttosto distratto o incapace, ma così non è. Anzi, è  un grande ottimista, che spera che anche dalla "strada" spuntino spighe piene e mature, che anche le "pietre" diventino  terra feconda: In altre parole, il seminatore, cioè Gesù, non ha preclusioni verso nessun uomo, annuncia la sua Parola a tutti, buoni e cattivi, non sceglie il terreno (Il nostro Cuore), secondo criteri di opportunità: "Perché Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità" (2Tm 2, 4). Lui è venuto "a salvare i peccatori" (Lc 5, 32), a "guarire i malati" (Lc 5, 31), il suo messaggio è rivolto ai nemici più ostinati, ai peccatori più induriti. Non si è rivolto solo ai buoni e agli eletti, dimenticando gli altri (Come tante volte facciamo noi), ma ha rivolto il suo sguardo e la sua attenzione, a tutti. Così anche noi, oggi, suoi discepoli, operai della nuova evangelizzazione, dobbiamo continuare a essere ottimisti, ad avere fiducia e saper attendere che ogni cuore, fosse anche:  Pietra, Sasso, Rovi, o Terreno buono, si converta e porti frutti..., al di là delle nostre attese ! Sappiamo che il successo, passa attraverso l'insuccesso, il cristiano poi sa bene, che la Risurrezione, è frutto della Croce. La motivazione della scelta di Gesù, di parlare in parabole, è soprattutto di carattere pratico, pastorale: "Con molte parabole di questo genere annunciava loro la parola, secondo quello che potevano intendere" (Mc 4, 33). I due gruppi abituali del Vangelo, che vengono spesso messi in contrapposizione, sono da una parte i discepoli (Gli Apostoli e coloro che ascoltano), e dall'altra gli Scribi e i Farisei (Col loro seguito), sempre ostili al discorso semplice e alle parabole, adottato da Gesù. Oggi nella Chiesa parliamo di stile "narrativo", tanto raccomandato nella Catechesi. Ecco perché Luca definisce : "Gli altri...", Scribi e Farisei, perché nella loro ostinatezza: "Vedendo non vedano e ascoltando non comprendano"
(v 10b). Il significato della tipologia dei "terreni", poi, è chiara: 1)- "I semi caduti lungo la strada" (v11), sono coloro che vivono nella superficialità e nella banalità, tutt'altro che indifferenti nei confronti di Dio; 2)- "Quelli sulla pietra" (v 13), sono gli incostanti e gli egoisti, chiusi a Dio e al prossimo; 3)- "Il seme caduto in mezzo alle spine" (v 14), sono coloro che, alleati del demonio, si lasciano sopraffare dagli affanni della ricchezza, dalle ansie e dalle preoccupazioni di questa terra; 4)- "Il seme caduto sulla terra buona, sono coloro che ..., producono frutto con la loro perseveranza" (v 15), cioè con la costanza e la fermezza. È pur sempre vero, che la potenza della Parola di Dio, è capace di trasformare l'uomo, ma non senza la collaborazione dell'uomo. Sant'Agostino direbbe: "Chi ha creato te, senza te, non salverà te, senza di te! Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 17/09/2022

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