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Mandatoriccio (Cosenza) - "Gesù andava per città e villaggi"


di DON MICHELE ROMANO - Il brano del Vangelo odierno (Lc 8, 1-3), è tutto sintetizzato in ciò che contempliamo nel terzo mistero luminoso del Santo Rosario: L'annuncio del Regno di Dio e l'invito alla conversione! Egli ci accorda sempre il suo perdono, se ci accostiamo a Lui con umile fiducia, fino alla fine del mondo, in modo particolare attraverso i Sacramenti dell'Eucaristia e della Riconciliazione, affidati alla sua Chiesa. Oggi vediamo Gesù che, come viandante instancabile, svolge la sua vita attraverso località grandi (Città) e piccole Villaggi)..., questo per dirci che il Vangelo deve camminare sulle vie del mondo. In questo suo peregrinare Gesù è accompagnato non solo dagli Apostoli, che costituiscono il primo nucleo del popolo di Dio, ma ci sono anche alcune donne, che avendo fatto esperienza del dono e del perdono, si sono sentite amate e per questo amano il Signore, con una lodevole azione assistenziale, offrendo la loro collaborazione... "e li servivano con i loro beni" (v 3b). Questo ci dice che Gesù non esclude nessuno dalla sua missione evangelizzatrice, anzi, va detto che con le donne si comporta sorprendentemente, in modo "moderno"! Mentre la donna al suo tempo, sia tra gli Ebrei, che Greci e Romani, godeva di ben poca stima, e ancor meno libertà (Escluse da ogni attività decisionale: politica o religiosa), Gesù non ha alcun problema a parlare con loro (Vedi la Samaritana al pozzo: Gv 4, 1-30), anzi lo spirito di servizio di queste donne, le porterà fino ai piedi della Croce e davanti al Sepolcro, le farà entrare in esso, e diventeranno le prime testimoni del Risorto. Saranno proprio gli Apostoli e queste donne, il "piccolo gregge", al quale il Padre si è compiaciuto di donare il suo Regno (Lc 12, 32). La loro peculiare caratteristica, è che ascoltano Gesù e stanno con Lui. Questo "ascoltare" Gesù, e "stare" con Lui, è la qualifica più bella e più profonda che deve caratterizzare il discepolo, perché questo sottolinea l'amore personale che lo lega al suo Signore. Come Società, ma soprattutto come Chiesa, abbiamo ancora molta strada da percorrere, per guardare  ognuno come persona, e valorizzare i talenti e le caratteristiche, senza discriminazione alcuna, proprio come faceva Gesù, che valorizzava ciascuno per i suoi Carismi e i suoi Doni. Notiamo come nel Vangelo, le donne non sono elencate genericamente tra i discepoli  ma accanto ai Dodici: "C'erano con lui i Dodici ed alcune donne... e molte altre" (vv 2-3a). C'è chi ha commentato, che questi tre versetti, probabilmente, sono sfuggiti ad ogni censura maschilista, anche quella clericale, se pensiamo che dopo i primi secoli, si pensò bene di ribadire la superiorità maschile, anche nella Chiesa!
Eppure Luca ci fornisce queste informazioni "sconvolgenti"(Per quei tempi), senza tema alcuna, parlandoci della presenza di queste donne: Non "perpetue" degli Apostoli, o "Badanti" di Gesù, ma "Discepole" coinvolte direttamente nell'annuncio. E che donne! Maria di Magdala (Città opulenta e ricca), non una povera prostituta, allora, ma forse una commerciante benestante, liberata dai suoi demoni interiori; e Susanna, della quale non sappiamo molto; Giovanna, moglie del contabile di Erode. Donne, che Gesù ha riscattato dalla loro condizione di servilismo e di subalternità, senza vie di scampo. Oggi sono passati duemila anni, e la esemplare intuizione, così innovativa di Gesù, stenta ancora a realizzarsi nella Chiesa! Che lo Spirito Santo ci aiuti in tutto questo. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 16/09/2022

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