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Mandatoriccio (Cosenza) - "Una spada ti trafiggerà l'anima"


di DON MICHELE ROMANO - Oggi, 15 settembre, ricorre la Festa della Beata Vergine Maria Addolorata, associata alla Passione del Figlio, e vicina a Lui, innalzato sulla Croce. Questa memoria, di origine devozionale, fu introdotta da papa Pio VII, nel 1814. Maria ce la presente il Vangelo di oggi (Lc 2, 33-35), come la nuova Eva, "l'Ave" della Storia, perché, come Eva con la sua disobbedienza, portò la morte, così Maria, con la sua ammirabile obbedienza, portò la Vita: Cristo Signore! Nel corso della vita pubblica di Gesù, Maria tante volte ha sperimentato la sofferenza, provando un dolore intimo e silenzioso, nel vedere sempre Gesù rifiutato dalle Autorità del popolo, e minacciato continuamente di morte. Ma il momento straziante della sua sofferenza, è quello in cui vive intensamente la Croce, il momento della Crocifissione e della Morte di Gesù: "E anche a te una spada trafiggerà l'anima" (v 35a), le aveva preannunciato il vegliardo Simeone. Per questa sua perseveranza nel dolore, Maria diventa figura e modello per ogni cristiano. Scriverà S.Paolo: "Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui, a somiglianza della sua morte,  lo saremmo anche a somiglianza della sua Risurrezione"
(Rm 6,5). Maria ci precede nel cammino della fede e della sequela di Cristo. Oggi nel Vangelo, Simeone, prendendo Gesù Bambino in braccio, guidato dallo Spirito Santo, intuisce il dramma del suo popolo, che sarà profondamente lacerato dalla parola viva e tagliente del Redentore. Maria, nel piano di Dio, ne rappresenta il percorso: Deve fidarsi ed affidarsi al Signore, ma attraverserà dolori ed oscurità, lotte e silenzi angosciosi, che le meriteranno il titolo, nella Pietà popolare di: "Vergine Addolorata". La storia del Messia sofferente, sarà lacerante per tutti, ma ancor di più per la Madre: Non si segue Cristo, Luce del mondo, senza pagare il prezzo di questa sequela, senza essere provocati a scelte rischiose, senza "rinascere dall'alto", e in novità. San Giovanni Paolo II, nella "Redemptoris Mater", al n. 16, ci ricorda che: "Quello di Simeone, appare come un "secondo Annuncio" a Maria, poiché Le indica la concreta dimensione storica, nella quale il Figlio, compirà la sua missione, cioè nell'incomprensione e nel dolore"! Come ai piedi della Croce, Maria insieme a Giovanni, ha ascoltato le parole di perdono, che Gesù ha pronunciato, così anche noi, rivolgiamo con fiducia a Lei  l'antica, ma sempre meravigliosa Preghiera, della "Salve Regina", affinché non si stanchi mai, di rivolgere a noi, i suoi occhi misericordiosi, rendendoci degni un giorno, di contemplare Il volto della Misericordia, di suo Figlio Gesù! La preghiera della Chiesa, ci suggerisce il CCC al n. 2679, è sempre sostenuta dalla preghiera di Maria, alla quale rimane sempre unita nella speranza. Sia questo evento della vita di Gesù: la sua Presentazione al Tempio, portato in braccio dai suoi genitori, l'occasione di preghiera per tanti bambini che nascono, e non hanno una famiglia che li abbracci, per tanti bimbi non desiderati, che sono segnati dal rifiuto e dall'abbandono, tanti piccoli violentati, vittime di ingiustizia, dolore ed assurde guerre! È tutto questo, che ancora oggi, "Addolora" il cuore di Maria, nostra 
Mamma Celeste, il dolore di tutti questi bambini che, anche se rifiutati o maltrattati, hanno sempre un posto speciale nel cuore di Dio, e attraverso di loro: "si sveleranno i pensieri e le azioni di molti cuori" (v 35b). Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 15/09/2022

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