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Rossano (Cosenza) - L'anguria, la regina dell'estate


di LETIZIA GUAGLIARDI - In questa foto la mia tavola è allegra, fresca e colorata…come l’anguria! Il verde, il bianco e il rosso: ho fotografato la mia tavola per riguardarla quest’autunno, quando i colori predominanti della natura saranno il marrone, il giallo, l’arancione, l’ocra…e anche in inverno, in cui dominerà il bianco con le sue tante sfumature, il grigio, il blu e l’argento.

Anche servire a tavola l’anguria vuol dire abbracciare gli ospiti e allenare la nostra creatività: la regina dell’estate si può tagliare a fette, a cubetti, a palline, a spicchi, a zigzag. Può essere usata come contenitore (come ho fatto io) e può essere anche intagliata per creare meravigliose sculture.

In cucina può essere utilizzata in varie preparazioni, sia dolci che salate. La più semplice e la più veloce è il succo:

Pochi minuti, un mixer, un colino e abbiamo una bevanda rinfrescante e salutare.

L’anguria è menzionata anche nella Bibbia. Gli Ebrei, nel deserto del Sinai, rimpiangevano i cocomeri mangiati in Egitto:  (Numeri 11:5)

Ma l’anguria ha avuto sempre i colori con cui ci appare oggi? Forse no: in questa tela dipinta tra il 1645 e il 1672 dal naturamortista Giovanni Stanchi, detto dei Fiori, molto apprezzato nella Roma barocca, ha un colore pallido e si vedono strane sezioni cave in cui la polpa rossa forma delle spirali. Secondo la teoria di alcuni studiosi si tratta di una varietà selvatica, precedente ai processi di coltivazione e selezione genetica che l’uomo ha messo in atto nel corso dei secoli.

Un altro quadro che voglio presentarti è quello dipinto da Frida Kahlo otto giorni prima di morire, il 13 luglio 1954, a 47 anni. È il suo ultimo gioioso saluto alla vita, per la maggior parte da lei trascorsa nella malattia e nella sofferenza fisica (busti ortopedici e più di trenta interventi chirurgici). L’ha intitolato “Viva la vida”: le angurie sono succose, piene e ricche di gusto, proprio come lei ha concepito la vita, nonostante tutto.

E ora passiamo all’anguria in letteratura. Ho scelto alcuni versi di “Ode all’anguria” di Pablo Neruda:

L’universo secco
all’improvviso
cancellato
da questo firmamento di freschezza
lascia cadere
la frutta
traboccante:
si aprono i suoi emisferi
mostrando una bandiera
verde, bianca, scarlatta,
che si scioglie
in cascata, in zucchero,
in delizia!


Cassaforte dell’acqua, placida
regina
del fruttivendolo,
bottega
della profondità, luna
terrestre!
Oh pura,
nella tua abbondanza
si sciolgono rubini
e uno
desidera
morderti
affondando
in te
la faccia,
i capelli,
l’anima!

E io ancora ricordo il divertimento quando, da bambina con i miei amici, affondavamo la faccia nella fetta d’anguria e poi ci ritrovavamo con i capelli appiccicosi, il succo che ci colava dal mento sulle magliette e ridevamo! Allora non lo sapevamo, ma, come ha scritto Neruda, anche l’anima rideva. E mi vengono in mente anche le gare a chi sputava il più lontano possibile i semi di questo frutto (altro divertimento). Oggi si è scoperto che i suoi semi si possono mangiare e fanno pure bene!

Concludo con queste parole, attribuite al politico americano William Jennings Bryan (1860-1925):

Ho osservato il potere del seme dell’anguria. Riesce a uscire dal terreno e a trasformarsi in qualcosa che pesa duecentomila volte più di lui. Quando riuscirete a dirmi da dove prende quel materiale, da dove trae i colori che trasformano la superficie esterna dell’anguria in qualcosa che l’arte non può imitare, e come fa a formare al suo interno un bordo bianco che contiene un cuore rosso, tutto ripieno di semi, ognuno dei quali è in grado di riprodursi e di raggiungere un peso duecentomila volte superiore al proprio, quando riuscirete a spiegarmi il mistero dell’anguria, potrete allora chiedermi di spiegarvi il mistero di Dio.

Il regno della regina dell’estate durerà ancora pochi giorni: continuiamo a condividere con lei momenti di allegria, di freschezza e di creatività!


di Letizia Guagliardi | 07/09/2022

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