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Mandatoriccio (Cosenza) - "Alzati e mettiti qui in mezzo!"


di DON MICHELE ROMANO - Nella pagina del Vangelo di oggi (Lc 6, 6-1), assistiamo nuovamente, ad una feroce disputa (Guarda caso sempre di Sabato!), fra gli Scribi e i Farisei, che credono di essere graditi a Dio, sol perché fedeli "osservanti" della Legge, e Gesù, che nella sua compassione, non mette la Legge al centro, ma l'uomo che soffre. Dio non ha gravato i credenti con norme assurde, solo per manifestare la sua Divina autorità, ma per renderli felici. Ecco perché Gesù, antepone il bene della persona, al rispetto dei numerosi precetti orali, che al Sabato, ogni pio Israelita, doveva rispettare. Gesù rimette in ordine, la corretta interpretazione della norma, ponendo nel mezzo l'uomo dalla mano paralizzata: "Àlzati e mettiti qui in mezzo" (v 8b). È sempre l'uomo ad essere posto al centro, non l'osservanza di una pur giusta regola. Ogni regola, se salva guarda la dignità dell'uomo, e ne rispetta la libertà, può diventare "l'abito dell'Amore"! Ecco, allora, il valore dell'interrogativo di Gesù, posto a Scribi e Farisei: "Domando a voi: in giorno di Sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?" (v 9). Ma loro, più che ascoltare gli insegnamenti di Cristo, stavano solo ad osservare, quasi a spiare i suoi comportamenti, per trovare qualche appiglio per poi accusarlo: "Lo osservavano..., per trovare di che accusarlo" (v 7b). L'invidia acceca, e la cecità spirituale rilega nelle tenebre, e sfocia
in aperta avversione: "Essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù" (v 11). Gesù, che legge nei loro cuori, cerca ancora di illuminarli, dicendo a quell'uomo: "Stendi la tua mano", e la mano guarì. Purtroppo, abbiamo visto, che non segue l'ammirazione, per il miracolo avvenuto, non segue la loro conversione, e la lode a Dio, ma solo tanta rabbia ed invidia nel loro cuore. Purtroppo, questo episodio, volendo "attualizzarlo", è una storia che ha avuto, ed ha ancora tutt'oggi, il suo seguito. Ancora sono tanti i seguaci degli Scribi e dei Farisei. Ma, d'altra parte, ringraziando Dio, ci sono ancora tanti che stendono le mani verso Cristo, e ne sono guariti, tanti che cantano la misericordia del Signore per i suoi prodigi. Ancora oggi, Gesù, si adopera per eliminare questo "blocco", che si frappone fra l’applicazione della Legge alla "lettera", senza che ci sia la considerazione della "situazione umana". Ogni Legge, così,
diviene disumanizzante, perché sostiene solo il potere di chi la fa applicare agli altri, mentre "essi non
 vogliono muoverli neppure con un dito" (Mt 23, 4b). Oggi Gesù, entra nell'aridità della situazione di quella mano, e di quella Legge inaridita: Non solo guarisce la mano, ma anche la Legge, "segno" di quella mano, che ora torna ad essere operativa. È qui, che non ha ragion d'essere la rabbia dei Farisei, perché ogni volta che un uomo, può tornare a lavorare con dignità, insieme possiamo ripetere, le stesse parole che leggiamo nel libro della Genesi: "E Dio vide..., ed ecco era cosa molto buona"- Gn 2,3). A questo punto, solo chi è cieco nel suo cuore, può rattristarsi. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 05/09/2022

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