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Mandatoriccio (Cosenza) - "Signore del Sabato!"


di DON MICHELE ROMANO - Per meglio comprendere, l'ennesima diatriba tra Gesù e i Farisei, quella che ci viene presentata nel brano Evangelico di oggi (Lc 6, 15), occorre richiamare quanto prescriveva la norma di Dt 23, 26: "Se passi tra la messe del tuo prossimo, potrai coglierne le spighe con la mano...senza ricorrere all'uso della falce"! Secondo questa norma, gli Ebrei poveri, quando erano affamati, potevano raccogliere le spighe dai campi, tutti i giorni della settimana, fuorché il Sabato. Chiunque trasgrediva questa norma, la prima volta era chiamato ad offrire un sacrificio espiatorio. Se il Sabato veniva ancora trascurato, nonostante la precedente ammonizione, era prevista la morte per lapidazione. In modo sottile, in questo caso, i Farisei, si rivolgono ai discepoli, ma alludendo a Gesù: "Perché fate in giorno di Sabato, quello che non è lecito?" (v 2). Gesù giustifica l'operato dei suoi discepoli (Quasi, diremmo noi oggi, restituendo loro "pan per focaccia"), citando un brano biblico analogo: "Il Sacerdote diede (A Davide, che stava fuggendo dalla vendetta di Saul), il pane sacro, perché non c'era là, altro pane, che quello dell'offerta"(1Sam 21, 7). I pani dell'offerta, in numero di 12, uno per ogni Tribù di Israele, rimanevano su un tavolo del Tempio, per la durata di una settimana, come offerta a Dio. Nessuno poteva mangiarli, se non i soli Sacerdoti, alla fine della settimana. Davide però e i suoi compagni, li mangiarono, perché erano affamati, e non c'era altro pane a disposizione. Ma nessuno ha mai biasimato Davide: nè la Scrittura, né i Dottori della Legge, perché la necessità "scusa", in questo caso, la trasgressione della Legge: "Il Sabato, è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato" (Mc 2, 27). Quindi anche i discepoli di Gesù, non trasgrediscono la Legge, perché motivati dalla fame! È vero, ci sono le norme, certo, ma sono al servizio delle persone e della verità, eccezioni comprese, tant'è  che i benpensanti Farisei, dovranno anche rassegnarsi nel vedere il Rabbì, guarire gli infermi, anche di sabato (Mc 3, 4). Gesù non si lascia travolgere dal puro legalismo. Certo, il sacro giorno dello "Shabbat" biblico, va rispettato, ma con intelligenza, come, ancora oggi, sanno fare gli Ebrei praticanti, che al Sabato, spengono il cellulare ed il televisore, per stare in famiglia, ed intessere relazioni. Anche noi Cristiani, che viviamo il nostro Sabato - "Giorno di riposo"- alla Domenica, giorno del Memoriale della Risurrezione di Cristo, non solo per ricordarci di "santificare" questo giorno (Di rapportarci, cioè, col "Santo", che è Dio), ma anche per ricordarci che Lui, ci ha creati liberi, e ci ha reso anche suoi figli. Il Cristiano maturo, rifugge, pertanto, ogni sterile legalismo, vivendo in una logica di vera libertà, rifuggendo la pericolosa deriva, di una religiosità che si impantana, in una vuota ritualità. Siamo liberi, allora: Certo, ma non dalle regole, siamo liberi di amare, in una regola di vita, andando al cuore di ogni gesto che viviamo. Ecco allora il vero senso dell'espressione: "Il Sabato è stato fatto per l'uomo": non solo perché l'uomo in questo giorno, potesse riposare da ogni attività umana, ma anche perché potesse dare Gloria a Dio! Con la frase conclusiva del Vangelo: "Il Figlio dell'uomo è Signore del Sabato" (v 8), Gesù vuol dirci che sta annunciando un altro Sabato, che sta dando complimento alla Legge antica, sta proclamando la vera libertà, vincolata solo dall'amore ("Ama, e fa ciò che vuoi", diceva Sant'Agostino), che ci pone dinanzi a Dio con la dignità di figli, non più come servi o schiavi. Il nuovo Sabato, sarà il Suo giorno, il giorno della sua Risurrezione: La nostra Domenica, appunto, la nostra Pasqua settimanale. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 03/09/2022

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