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Mandatoriccio (Cosenza) - "In Verbo tuo, laxàbo"


di DON MICHELE ROMANO - Il Vangelo di oggi (Lc 5,1-11), si apre con uno spaccato di vita quotidiana: "I pescatori lavavano le loro reti" (v 2b), che mette in evidenza, debolezze e fragilità, di persone come Pietro e Soci, "che avevano faticato tutta la notte, e non avevano preso nulla" (v 5a). Gesù si accorge di una grande folla, desiderosa di ascoltare la sua Parola, metàfora di un'umanità ancorata alle sponde, esattamente come le barche di loro proprietà. Dopo aver fatto il bel discorso, Gesù avrebbe potuto anche ringraziare, per l'ospitalità sulla barca, e andarsene. Invece no, resta! Avrà guardato Pietro in faccia, leggendo sul suo volto la delusione, la fatica, e l'insuccesso di una notte andata male, e lo invita a cogliere una nuova possibilità. Chiede, perciò, di salire sulla sua barca, come oggi chiede anche a noi di salire sulla barca della nostra vita. Pietro non si chiude all'insuccesso, si apre, va oltre la sua esperienza di esperto pescatore, e accoglie la parola di Gesù: "Prendi il largo" (v 4a), quasi a dire: Non arrenderti, Fidati di me! Ah, sei nella mia vita sapessi anch'io riconoscere la mia piccolezza,
accettare i miei insuccessi, allora sì, incontrerei il Signore, che mi dà sempre tanta fiducia: È l'Amore che pone in noi, le condizioni per una vita nuova, per poter sempre ricominciare.
I nostri limiti, per il Signore, diventano un veicolo, uno strumento, attraverso il quale la sua Parola, si diffonde: "Non temere, d'ora in poi, sarai pescatore di uomini" (v 10b). In tal modo, non solo i pesci, ma pescherai anche tanti uomini che, magari, stanno per affogare nel mare della loro cattiveria, nel mare della loro violenza e della loro indifferenza: Tu li pescherai, tu li tirerai fuori, tu li salverai. Questa è la bellezza e la potenzialità, di affidarsi a Dio.
Il tutto diviene una fragilità "benedetta", perché solo chi si sente debole, fragile, e povero, è capace di affidarsi a Lui: "Eccomi, manda me"! (Isaia); "Per Grazie di Dio, sono quello che sono"! (Paolo); "Sulla tua parola, getterò le reti"! (Pietro). Una fiducia, sempre ben ripagata: "Presero una quantità enorme di pesci" (153, le specie ittiche allora conosciute, specificherà Giovanni : 21,11 - simbolo di tutta l'umanità!). Se anche noi, imparassimo a fidarci davvero di Dio, se la smettessimo nella vita e nella Chiesa, di lamentarci sempre..., "che le cose non funzionano"!
Se avessimo il coraggio di osare l'impossibile (Nessuno va a pescare di giorno, dopo una notte fallimentare), di fidarci come Pietro, a cui il Signore, nel Vangelo di Giovanni, chiede addirittura, di gettare la rete dalla parte "destra" della barca (Gv 21,6). Umanamente parlando, Pietro avrà pensato: Costui, non capisce proprio niente di pesca"! Sì, perché al mattino presto, c'è sempre corrente di Scirocco a mare, e le reti vanno buttate sempre dalla parte sinistra, per allinearsi alla corrente (All'epoca, non c'erano i motori, per correggere la rotta!), diversamente si aggrovigliano tutte, sotto l'imbarcazione. Ma Pietro, tutto nonostante, si è fidato di Gesù: "In Verbo tuo, laxabo"! Ecco che l'orizzonte della sua vita si spalanca: "Dora in poi..., sarai pescatore di uomini" (v 10). Se anche noi, sapremo aprirci all'obbedienza della sua Parola, ci sarà ancora un "Poi", che Dio affida alla nostra responsabilità,
alle nostre labbra impure, alle nostre fragili mani. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 01/09/2022

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Mandatoriccio: "L'ascolto della Parola, ci rende Familiari di Dio"

Cosenza, 01/09/2022
di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare

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