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Mandatoriccio (Cosenza) - "Signore, Signore, aprici!"


di DON MICHELE ROMANO - Oggi in questo Venerdì (XXI del T.O.), Gesù, ci ricorda nel Vangelo (Mt 25, 1-13), che bisogna essere sempre vigilanti e preparati all'incontro con Lui. La morte, non fissa un appuntamento previo: "Vegliate, dunque, perché non sapete nè il giorno nè l'ora" (v 13), per cui, in qualunque momento, il Signore può bussare alla nostra porta, ed invitarci a raggiungerlo, nella Pasqua eterna del suo Regno. Siamo sempre pronti? L'invito ad essere vigilanti, non significa, tuttavia, vivere nella paura e nell'angoscia. Significa vivere in modo sereno e responsabile, la nostra vita dei figli di Dio, con grande fede: è il caso di ripetere: "Carpe diem"!
Viviamo, cioè, la nostra vita, in modo "sapienziale". Un vecchio motto diceva: "Vivi ogni giorno della tua vita, come se fosse l'unico giorno di cui disponiamo, come se fosse l'ultimo giorno della nostra vita". Non aspettiamo un "domani", che forse non verrà, per accendere la lampada del nostro amore, per l'arrivo dello Sposo. Potrebbe essere troppo tardi! Nella sua grande misericordia, Dio ci conceda di non sentire, nell'ora suprema, le terribili parole parole che rivolge alle vergini "stolte": "In verità vi dico: non vi conosco" (v 12), che "attualizzato", può voler dire: "Voi, per il tempo in cui siete vissuti sulla terra, non avete curato nessun rapporto con Me, né mi avete cercato e tantomeno amato! Ma chi siete? Ora, cosa volete? Ahimè! Riflettiamo sui nostri ritardi, e sulle nostre sprovvedutezze, procuriamoci l'olio della Fede, della Speranza, e della Carità, per alimentare le nostre lampade. Non basta avere la fede per salvarci: "La fede, senza le opere è morta", ci ricorda San Giacomo (2,26). È, appunto, una lampada senza olio. Il vero cristiano, dirà Benedetto XVI: "Non è colui che si culla nell'attesa, ma è uno che "agisce", lotta contro il male e le tentazioni, per poter partecipare, un giorno, alle evangeliche Nozze". Questa, come le altre parabole del Regno, mette in risalto due dimensioni fondamentali: una conclusiva, e l'altra quotidiana. Della conclusiva, abbiamo visto, non conosciamo né il giorno nè l'ora; della quotidiana, non conosciamo l'entità, nè la modalità di offerta. Spesso, cioè, siamo cristiani di "superficie"; non riusciamo a cogliere l'azione di Dio nel "profondo". Lui, che si manifesta in mille modi nella nostra vita (Le famose Dio-Incidenze!). Mettiamo al bando, la pretesa di poter raggiungere la partecipazione alla vita di Dio, con le sole nostre forze,
vantando illusorie "pratiche meritorie"...! Occorre saggezza, e soprattutto prudenza, cioè intelligenza, che accoglie nella vita, lo Spirito, raffigurato dall'Olio. Attingendo a questa fonte, anche nella notte della prova, pur se nella fragilità dei nostri limiti, dovesse capitarci di essere vinti dal sonno, fidandoci della presenza di Dio, le nostre lampade dell'amore per Lui, non si spegneranno. E proprio come le vergini "sagge", che erano "pronte", anche noi, auguriamocelo, di poter sentire lo stesso invito: "Entrarono con lui alle nozze, e la porta chiusa" (v 10b). Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 26/08/2022

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