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Corigliano Rossano (Cosenza) - “Zi’ Tore. Il ‘parroco’ di Padre Pio, il nuovo llibro di Raffaele Iaria


dI QUINTINO BERARDI - Il 7 settembre 1910, a meno di un mese dalla sua ordinazione sacerdotale, padre Pio ebbe le prime stigmata, quelle definiti “invisibili”, e che comunica un anno dopo al suo direttore spirituale, perché si 'vergognava'. La data precisa del fenomeno viene indicata da don Salvatore Pannullo, il parroco di Pietrelcina che alla nipote Grazia, venuta a conoscenza delle stigmata del religioso, avvenute poi a San Giovanni Rotondo, disse: "Voi lo sapete adesso, io lo so dal 1910". Alle reiterate richieste della nipote che voleva saperne di più, don Salvatore rispose raccontando che nel pomeriggio del 7 settembre 1910, mentre padre Pio era sotto l’olmo di Piana Romana in preghiera  per prendere fresco, si presentarono Gesù e la Madonna e gli donarono le sacre stigmata. Al mattino, recatosi per la celebrazione della Messa in paese, raccontò tutto all’arciprete: "Zi’ Tore, fatemi la carità, chiediamo a Gesù che mi tolga questa confusione. Voglio soffrire, morire di sofferenza, ma tutto nel nascondimento". E don Pannullo: "Figlio mio, io ti aiuto a pregare e a chiedere a Gesù che ti tolga questa confusione; però, se è volontà di Dio, devi piegarti a fare in tutto e dappertutto la sua volontà". 
In occasione di questa data e nel ventesimo anniversario della canonizzazione di Padre Pio, l’Editrice Tau ha dato alle stampe un volume del giornalista Raffaele Iaria dal titolo “Zi’ Tore. Il ‘parroco’ di Padre Pio. Don Salvatore Pannullo”. Una figura, quella del sacerdote, significativa per la formazione del futuro frate cappuccino che aveva insegnato, fra l’altro, in Calabria, a Catanzaro prima di arrivare a Pietrelcina, suo paese natio, per ricoprire il ruolo di parroco. Una figura piuttosto trascurata nelle biografie del santo cappuccino ma importante per essere stato accanto a Francesco Forgione nel corso della maturazione della sua vocazione religiosa e che fu per certi versi consigliere e guida, maestro e amico, prima alla vigilia dell'inizio del noviziato nei Frati Minori Cappuccini e poi nei periodici soggiorni nel borgo natio per ristabilirsi in salute. Un sacerdote che seguì il giovane Forgione negli ultimi mesi di preparazione al sacerdozio, offrendogli istruzioni inerenti la liturgia e accompagnandolo per l'esame finale a Benevento dove trova un sacerdote di Tropea, mons. Loiacono. Ancora è accanto a lui il giorno dell'ordinazione sacerdotale il 10 agosto 1910 nel Duomo di Benevento e durante la sua prima messa a Pietrelcina, quattro giorni dopo. Raffaele Iaria, originario di Scala Coeli (CS), giornalista, da anni si occupa di informazione religiosa. Accreditato presso la Sala Stampa della Santa Sede, è referente dell’Area comunicazione della Fondazione Migrantes della Cei. Socio della Deputazione di Storia Patria e corrispondente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Sezione di Cosenza. Iaria è autore di diversi volumi biografici e storici (alcuni dei quali tradotti in più lingue) su Scala Coeli e alcuni suoi personaggi, su padre Riccardo Lombardi, Giovanni Paolo II, Giovanni XXIII, Faustina Kowalska, padre Pio da Pietrelcina, oltre che di diversi articoli e saggi su riviste specializzate. Buona lettura!


di Quintino Berardi (per Istituto Storia Risorgimento Cosenza) | 23/08/2022

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