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Mandatoriccio (Cosenza) - "Chi si potrà salvare?"


di DON MICHELE ROMANO - Sull'episodio del giovane ricco, che precede il brano Evangelico di oggi (Matteo 19, 23-30), che nonostante le sue ottime intenzioni, non ha il coraggio di seguirlo, Gesù fa una amara riflessione: "Difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli" (v 23). Con questo, Gesù, non pensa che i ricchi, siano necessariamente delle persone inaffidabili, non è un classista, vuole solo ricordarci che: "il denaro è un buon servo, ma è anche un pessimo padrone!"
Ricco, non è solo chi possiede molti beni, ma è soprattutto chi è smodatamente attaccato alle ricchezze di questo mondo, fino a farle diventare il proprio idolo ("O Dio, o Mammona"- Mt 6, 24). Questo di Gesù, non è un messaggio isolato o accidentale, nei Vangeli, infatti, viene ripetuto ben 20 volte, a ricordarci che solo con l'aiuto della Grazia, possiamo oltre che condividere il nostro "di più" con i poveri e i più svantaggiati, nel contempo, aprirci e cercare i veri valori spirituali: "Chiunque avrà lasciato tutto per il regno dei cieli, riceverà il cento per uno ed erediterà la vita eterna" (v 29). Interessante notare, come il tale del Vangelo (Il giovane ricco), aveva chiesto a Gesù: Cosa "fare" per "avere" la vita eterna (Mt 19, 16); Gesù, nella risposta ai discepoli, rovescia la prospettiva: Bisogna "lasciare" per "avere" (v 29).
Lo stesso Lutero, in una omelia del 1517, ripeterà: "Senza la rinuncia alle cose, non si ottiene nulla".
La scelta che il Signore ci propone, è radicale: O si muore a se stessi, per ricevere tutto da Dio, o si rende impossibile in noi, la venuta del Regno dei Cieli. L'uomo, ricco o povero che sia, non può salvarsi da se stesso, ma deve saper accogliere la salvezza come "dono" di Dio. Questa proposta di farsi "piccoli" (Al par della cruna di un ago!), crea negli stessi Apostoli, una fase di sconforto e smarrimento, e Pietro, a nome di tutti, piuttosto costernato, chiede a Gesù: "Chi si potrà dunque salvare?" (v 27). Gesù chiarisce: "Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile" (v 26). Il Regno, non è una conquista, un bene che si guadagna, o si possiede, occorre vivere nella semplicità di una fede operosa, per riceverlo, come "Dono" da Dio! Gesù insiste: "È più facile che un cammello passi, per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio" (v 24). Per una corretta interpretazione di questo "paragone", fra le tre possibili, noi ci avvaliamo della prima ipotesi, che risale ai tempi di San Girolamo che, probabilmente (Alcuni dicono "distrattamente"), potrebbe aver trascritto "Kamelòs" (Cammello), al posto del molto simile "Kamilòs", che però ha un significato differente, perché indica una grossa fune, o una gomena da nave.
E comunque sia, resta comunque impossibile, che anche una grossa fune di ancoraggio per le navi, possa passare per un forellino così piccolo, come la cruna di un ago! I beni di questa terra, tante volte ci rendono "elefanti" (Altra possibile traduzione rabbinica di Kamelòs), che ci impediscono di cogliere la grande opportunità che tutti abbiamo nella vita: liberare il cuore dal possesso e dai tanti "macigni interiori": ansie, paure, preoccupazioni..., per poter vivere nella libertà e semplicità dei figli di Dio! Se davvero, abbiamo scelto di seguire Gesù- Maestro, siamo già consapevoli di aver "oltrepassato" la fatidica "cruna", e di aver ricevuto "cento volte tanto"! Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 16/08/2022

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