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Mandatoriccio (Cosenza) - "Voi chi dite che io sia?"


di DON MICHELE ROMANO - Nel Vangelo di oggi (Mt 16, 13- 23), Gesù pone la domanda fondamentale, sulla quale si decide il destino di ogni uomo:  "Ma voi, chi dite che io sia?" (v 15). La risposta di Pietro, è decisa e sicura: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" (v 16). Un discernimento, non tanto frutto della "carne", quanto della fede accolta dal Padre. E Gesù lo costituisce come "roccia" della sua Chiesa. Subito dopo il Signore, farà il suo primo annuncio, della morte e risurrezione. Ma notiamo, che in questo brano, ci sono dei forti contrasti, che lo caratterizzano. Intanto vediamo, che il dialogo tra Gesù e gli Apostoli, si svolge per strada, nella regione di Cesarea De Filippo, sulla "strada", non in una Sinagòga o nel Tempio, la strada, dove normalmente, si svolge la vita, nella sua quotidianità…! È quì che Dio svela la sua identità, e Gesù, vuole accertarsi che i Dodici, scelti con tanta cura e dedizione, siano preparati per la sequela coraggiosa e totale: "La perdita della propria vita per causa mia", dirà..., una richiesta ripetuta ben sei volte nei Vangeli. È quì che Gesù, da buon pedagògo, pone una domanda emblematica: "La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?" Parte dal generico, facilita e favorisce la risposta, anzi c'è quasi un sovrapporsi di opinioni: "Alcuni dicono Giovanni Battista, altri Elia,  altri Geremia, o qualcuno dei Profeti" (v 14). Tuttavia, queste risposte, non sembrano interessare granché Gesù, sono servite unicamente a mettere a loro agio i Discepoli, per prepararli a quella che dicevamo, essere la domanda fondamentale:
"Ma voi, chi dite che io sia?" È qui che cala il sipario, di un silenzio imbarazzante. C'è questo "Ma", nella domanda, che sembra essere un "muro", che si alza e divide le risposte "scontate", da quelle intime e personali, che Gesù si aspetta dai Discepoli di allora e di sempre. Sì, direbbe Gesù: È facile riportare il "sentore" della gente, "ma" voi, voi, che siete da tanto tempo con me, voi, che avete avuto modo di vedere e condividere con me, eventi straordinari: "Voi, chi dite che io sia?" A Gesù interessa questa risposta, una risposta che, sostenuto e guidato dallo Spirito, Pietro darà per tutti:
"Tu sei il Cristo...!" Sarà, tuttavia, la sua fede in un Messia politico, che spiega i due modi diametralmente opposti, con i quali Gesù si rivolge a lui: prima lo loda: "Beato te Simone..." (v 17), e subito dopo lo rimprovera aspramente: "Va' dietro a me, Satana...!"(v 23). Questo ci dice, come tante volte, anche noi, guardiamo solo al Cristo Glorioso, subblimando il passaggio della passione e della morte. Non basta "sapere" che Lui è il Cristo, conoscere tutte le sue "credenziali", è importante invece sapere: "Chi è per me?" Se vivo, quanto Lui mi chiede. Gesù ci ha sempre indicato la "via" della Salvezza: "Sforzatevi" di entrare per la porta stretta" (Lc 13, 24a): "Agonistès", lotta fino all'Agonia! Questo fa la differenza, tra la fede vera e quella apparente: non basta professare la Messianicità di Gesù, occorre accettare il Progetto del Padre, che realizza la Salvezza, attraverso la morte e la resurrezione del Figlio. L'altra contrapposizione, è data dalle "Chiavi del Regno"! Finora, ne erano stati detentori, Scribi e Farisei, ma rifiutando il Vangelo, Pietro subentra al loro posto, garante di una Chiesa, nuovo popolo di Dio, che permette e facilita agli uomini, l'ingresso nel Regno, sia con l'esercizio del Magistero, che col Potere disciplinare: "Legare" (Scomunicare), e "Sciogliere…" (Togliere la Scomunica). Occorre tanta fiducia ed umiltà, per accogliere la volontà di Dio nella nostra vita, diversamente rischiamo anche noi, di pronunciare "bestemmie", e pensare come Pietro, secondo gli uomini. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 04/08/2022

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