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Mandatoriccio (Cosenza) - "Donna, grande è la tua Fede!"


di DON MICHELE ROMANO - La pagina del Vangelo di oggi (Mt 15, 21-28), ci presenta uno dei personaggi più simpatici del Vangelo: "La Straniera delle briciole", una Donna Cananèa, la prima Pagana diventata credente, che vive un incontro straordinario con Gesù. Una Donna, dalla Fede granitica, di un altro paese, di un'altra religione, non israelita, ma che, in un certo senso, "converte" Gesù, gli fa cambiare mentalità, lo fa "sconfinare" da Israele, apre il suo cuore alla fame e al dolore, di tutti i bambini, che siano di Israele, di Tiro e Sidone, o di Gaza, tanto la fame è uguale, il dolore è lo stesso, identico l'amore delle madri. Quasi, sembra dire a Gesù, la Tua missione, non può essere rivolta solo alla casa di Israele, Tu sei il Pastore, di tutto il dolore del mondo (Apertura alla sua missione salvifica "universale"). Anche i discepoli partecipano: "Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!" (v 23b). Ma la posizione di Gesù, è molto netta e (apparentemente) brusca: "Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa di Israele" (Cfr: Progetto tematico del Vangelo di Matteo, che scrive per i Giudeo-Cristiani). Ma la Donna non molla, quasi sembra "scocciare" Gesù: "Signore, aiutami" (v 25b). Gesù replica con una parola ancora più forte: "Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini" (v 26 -  
I Pagani,  venivano chiamati "cani" dai Giudei, perché rappresentavano i nemici ed i malfattori - Sal 22, 17.22). Ed è quì, che arriva la disarmante e geniale risposta della madre: "È vero signore, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni" (v 27). Siamo alla svolta del racconto. Questa immagine sorprende e suscita l'ammirazione di Gesù, quasi a dire: nel Regno di Dio, e soprattutto nel suo Cuore, non ci sono figli di serie A ("Uomini"), e figli di serie B ("Cani"), ma solo fame e figli da saziare, anche quelli che pregano un altro Dio. Allora Gesù, le replicò: "Donna, grande è la tua Fede! Avvenga per te come desideri" (v 28a). È quì, ora, mi sembra di sentir riecheggiare, il commento "silenzioso" di Gesù, a noi tutti: "Vedete, questa Donna, non ha la Fede dei Teologi, ma quella delle madri che soffrono. Conosce Dio, dal di dentro, lo sente all'unisono col suo cuore di madre, e sa che Dio è felice quanto vede una madre, qualsiasi madre, riabbracciare felice la "carne della sua carne", finalmente guarita: "E da quell'istante sua figlia fu guarita" (v 28b). Questa Donna, con la sua grande Fede, ci invita a relazionarci in modo nuovo, con la nostra quotidianità: Finché anche noi, rimaniamo seduti alla tavola del Benessere, non percepiremo mai quello che succede sotto il tavolo. Occorre una Fede che ci fa scendere verso il basso, a livello del pavimento, quello degli ultimi, dei poveri, lì dove Dio ha "nascosto" il suo Regno. Mi commuovo sempre, pensando a Sant'Agostino, che paragona la madre Monica, a questa Donna, ricordando, verosimilmente, tutte le lacrime versate per la sua conversione: "Lei, questa Donna Cananèa, avvalora che Gesù, non era stato inviato solo alle pecore perdute della casa di Israele, ma come Lui stesso dirà: "Ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare" (Gv 10, 16a). Una di queste pecore, era proprio lei, questa donna Cananèa" (Discorso 77, 1.5). Che il Signore conceda anche a noi, la sua stessa Fede, e così l'impossibile diverrà possibile. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 03/08/2022

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Mandatoriccio: "Li inviò, a due a due"

Cosenza, 03/08/2022
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