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Mandatoriccio (Cosenza) - Pesci buoni o cattivi?


di DON MICHELE ROMANO - Oggi, il Vangelo (Mt 13, 47-53), è come se ci mettesse di fronte ad un "ultimatum": "O con me o contro di me", dirà Gesù (Mt 12, 30), un avvertimento chiaro, che rappresenta un richiamo vitale alla Conversione, di fronte al quale non si può rimanere indifferenti. Gesù non si nasconde la dura realtà: "Verranno gli Angeli e separeranno i cattivi dai buoni, e li getteranno nella fornace ardente" (vv 49-50). A noi quindi la libera scelta: o nella nostra vita cerchiamo Dio, e facciamo il bene con tutte le nostre forze, o rischiamo di mettere la nostra vita sull'orlo del precipizio della morte. Convertirsi, in questo caso, significa scegliere liberamente di far parte dei "giusti", e condurre una vita degna come "figli" del Padre. Tuttavia, sapendo di essere tutti fragili e peccatori, da soli non possiamo fare granché; lo stesso San Paolo, dirà: 
"Io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio" (Rm 7,19). Ma se ci mettiamo nelle mani di Dio, allora sì che riusciremo a vivere con intensità e responsabilità il nostro essere Cristiani. Ma quando verrà il nostro Giudice? È importante vivere, come se dovessimo comparire davanti al Signore il giorno dopo (San Girolamo). Questo non deve terrorizzarci, ma infondere tanta speranza, per vivere ogni giorno della nostra vita, come tempo di Grazia e di Gloria. Cristo è la nostra salvezza, la nostra eterna felicità, e se tutto abbiamo in Cristo, non possiamo non amare la Chiesa, suo Corpo mistico. Ovunque andiamo, persino nella più piccola Parrocchia, nell'angolo più oscuro di questa terra, c'è sempre l'unica Chiesa, quale luogo prezioso, dove incontrare il Signore. Compito della Chiesa, e la "missione", raffigurata mediante la pesca, ma l'incarico della cernita, immagine della separazione dei malvagi dai buoni, è affidata agli Angeli (v 41). Gesù, termina il suo discorso, con una domanda: "Avete compreso tutte queste cose?" (v 51). La risposta è "Sì". E noi, oggi, come rispondiamo? Diventare discepoli di Gesù, è tipico di ogni Scriba che si fa discepolo del Regno dei Cieli, ed implica la missione di insegnare agli altri. Lo Scriba era uno specialista della Scrittura, solo quando scopre ed incontra Gesù il "tesoro nascosto" (v 44), "rinnova" tutte le sue concezioni religiose, e utilizza tutta la ricchezza dell'Antico Testamento, accresciuta e perfezionata dal Nuovo.Tutti noi, oggi, siamo invitati ad essere i "nuovi Scribi", i maestri del Regno dei Cieli, non solo per la nostra salvezza personale, ma nella Chiesa,
saper insegnare ciò che abbiamo udito, consapevoli che come cristiani potremmo farlo con la stessa autorità di Gesù, solo nella misura in cui avremo creduto e praticato. Tuttavia, sia ben chiaro, resteremo per tutta la vita, semplici discepoli, degli "Scolari"! Ci attende l'Esame, la verifica finale, che deve ancora venire! La vita, è questo "tempo del merito", che ci viene offerto da Dio per far germogliare e crescere il seme della Parola in noi, ben consapevoli che il discernimento ultimo tra i buoni e cattivi e già operato in questo mondo: dall'adesione, o dal rifiuto, nei confronti di Cristo! Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 28/07/2022

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