We're sorry but our site requires JavaScript.

 


Mandatoriccio (Cosenza) - "Vendere tutto per quel campo"


di DON MICHELE ROMANO - Oggi il Vangelo di Matteo (Mt 13, 44-46), sottopone alla nostra considerazione, due parabole sul Regno dei Cieli. Nella predicazione di Gesù, l'Annuncio del Regno, è essenziale, è un tesoro di ineguagliabile valore, ma è notorio che, non sempre e non tutti, ne hanno compreso il valore. Non lo comprese il Sinedrio, che condannò Gesù a morte, non lo compresero né Pilato, né Erode, ed inizialmente, neanche i discepoli. Ma, guarda caso, a comprenderlo, sarà proprio il buon Ladrone, inchiodato con Lui, sulla croce:  "Gesù ricordati di me quando entrerai nel tuo regno" (Lc 23, 42). Per una ragione che ignoriamo, questo malfattore, agonizzante, riconosce Gesù, quale Sovrano di un Regno, che lui crede, verrà dopo quella terribile morte. Non poteva che essere un Regno "spirituale". La scoperta di questo Regno, che Gesù paragona ad un tesoro nascosto (v 44a), bisogna cercarlo con interesse e sforzo, ed una volta trovato diviene motivo di gioia, e stimola a vendere tutto, per l'acquisto del campo, per goderne gli eterni benefici: "Poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo" (v 44b). Chi ha la grazia di trovarlo, deve fare di tutto pur di conseguirlo, perché il Regno di Dio, è pace amore, giustizia, e libertà. Raggiungerlo, è contemporaneamente, dono di Dio, e responsabilità umana. Ma, constatiamo che, tante volte, la nostra imperfezione e superficialità nei nostri sforzi, vengono resi inefficaci dal peccato, dalle guerre, da tanti odi e superbie, che ci sembrano insuperabili. Ci consoli sapere che ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio! Tuttavia, vale la pena di lasciare tutto per questo Regno, perché è un tesoro già presente, sperimentabile, trasmissibile  nella Parola e nell'Opera di Gesù. Solo chi Lo incontra, orienta in modo nuovo la sua vita, non teme di vendere tutto ciò che ha, per Lui. Ai tesori della terra, sostituisce il tesoro del Regno dei Cieli. Ci sono di esempio, in questo, i discepoli, che senza ripensamenti, incontrando Gesù, hanno lasciato tutto per seguirlo (Mt 4,18-22; 8,21-22; 9,9 ); 19,16-29).
La gioia, segno di ottimismo e di speranza, è il punto culminante del racconto: l'espropriarsi di ogni bene, non è stato un sacrificio, ma un guadagno. È da notare che nella prima parabola, quella del tesoro nascosto, l'uomo lo trova "casualmente", mentre nella parabola della Perla preziosa, è l'uomo che va "in cerca". Nella vita, alcuni hanno incontrato Cristo senza averlo cercato (cfr -Mt 4, 18-22: la chiamata dei primi quattro discepoli; oppure At 9,1-9: la chiamata di Saulo); altri lo hanno cercato, come Nicodemo (Gv 3, 1-15).
In ogni caso, come amava ripetere Sant'Agostino: "Signore tu ci hai creati per te, è il nostro cuore è inquieto, finché non riposa in te", fin quando, cioè non trova il suo tesoro e la sua perla preziosa, che è Cristo. Purtroppo, tanti sono coloro che pongono il loro cuore nella cupidigia delle ricchezze, e nei tesori della terra, accusando, poi, alla fine, sono illusioni e fallimenti. Incontrare e seguire il Signore Gesù, ci conferma oggi il Vangelo, è la ricchezza più grande della nostra vita. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 27/07/2022

Pubblicità

vendesi tavolo da disegno Spazio pubblicitario disponibile


Testata Giornalistica - Registrazione Tribunale di Rossano N° 01/08 del 10-04-2008 - Nessun contenuto può essere riprodotto senza l'autorizzazione dell'editore.

Copyright © 2008 - 2022 Ionio Notizie. Tutti i diritti riservati - Via Nazionale, Mirto Crosia (CS) - P.IVA: 02768320786 - Realizzato da CV Solutions

Ogni forma di collaborazione con questo quotidiano on line è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita - E-mail: direttore@ionionotizie.it