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Mandatoriccio (Cosenza) - Grano e zizzania


di DON MICHELE ROMANO - "Chi ha orecchi, ascolti" (v 43b), ma lo faccia davvero, perché questa pagina di Vangelo (Mt 13, 36-43), non fa sconti, dobbiamo essere pronti a custodire e far germogliare, il seme della Grazia, che abbiamo ricevuto il giorno del nostro Battesimo, facendo crescere sempre più, la fede nel Signore, che nel mentre produce frutti di opere buone, impedisce al male (La Zizzania), di mettere radici. Oggi, per mezzo della parabola del grano e della zizzania, la Chiesa ci invita a meditare, sulla convivenza del Bene e del Male nel nostro cuore, e nel mondo intero. Gesù ci invita ad avere gli occhi "fissi" nel Cielo, perché,  è lì, la nostra dimora eterna. Viviamo una vita così frenetica, che non ci fermiamo mai a pensare che un giorno (E solo Dio lo sa!), dovremmo presentarci davanti a Lui, rendicondando sulle qualità ci ha donato. Il Signore annuncia che alla fine dei tempi ci sarà una "scelta": di Salvezza ( I Giusti splenderanno come il sole..., v 43a); o di condanna (Per tutti quelli che commettono iniquità - v 41b). Ma sia ben chiaro: il Cielo, ce lo dobbiamo guadagnare sulla terra, pur nella frenesìa di ogni giorno, senza aspettare eventi eclatanti, ma col vivere eroicamente la quotidianità, priva di ogni trascendenza. In fondo, poi, raccoglieremo ciò che abbiamo seminato: ecco perché bisogna lottare ogni giorno, con perseveranza, per presentarci in quel giorno, al cospetto di Dio, con le mani piene di: Atti di fede, di amore..., che seppur nella semplicità e piccolezza, avranno fatto di noi, persone più umane, più cristiane, più Santi. La spiegazione che Gesù dà ai discepoli, sulla parabola, rende esplicita la Verità di fondo: il dramma del Giudizio finale. Il Seminatore, che è Dio, a piene mani, ha seminato il buon grano nel nostro cuore, mentre l'Avversario ("Colui, cioè, che non si arrende!"), semina sempre zizzania. Quante volte, la nostra tentazione, è quella di strappare tutto, come dicono i servi zelanti della parabola, e fare un bel falò! Ma Dio, con prudenza, ci ammonisce: così, correte il rischio di procurare danni, anche al grano, meglio lasciar perdere. Che crescano pure insieme. Ma quanta sofferenza convivere, con la zizzania dei nostri difetti, delle nostre ombre..., pazienza e forza. A noi il Signore chiede di evitare, che la parte oscura, non soffochi in noi, la parte luminosa. Certo, Lui ci assicura, che il male non trionferà, e che il diavolo, e tutti gli operatori di iniquità, saranno condannati:
"Gettati nella fornace ardente..."v 42a), ma, ci pone un grave interrogativo: Noi viviamo veramente da Figli del Regno, o del Maligno? Gesù spiega, che non ci sono campi separati, grano e zizzania, crescono assieme, non esiste una divisione "manichèa (Da una parte i buoni, dall'altra i cattivi), la zizzania può essere (E crescere!), ovunque: in ogni parte del Mondo, nel cuore di ognuno di noi, nelle stesse comunità o gruppi Parrocchiali. Bene e male co- abitano, in ciascun popolo, in ciascuna cultura… Ma alla fine Gesù, sposta il discorso al momento del Giudizio. Ora, c'è da considerare che in Dio sperimentiamo la sua Pazienza, e la sua Misericordia, nel corso della nostra vita terrena, ma alla fine si prospetta la sua Giustizia, proprio nel momento della "separazione" ! Non arriviamo "impreparati" a questo momento !
È meglio cambiare con pazienza, la zizzania, in seme buono, nell'arco della nostra vita, diversamente al termine, arriverà inesorabile il "fuoco della Genna". Diciamocelo ancora: "Chi ha orecchi, ascolti. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 26/07/2022

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