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Mandatoriccio (Cosenza) - 'Abba' - Padre!


di DON MICHELE ROMANO - Il Vangelo di questa 17a Domenica del T.O. (Lc 11, 1-13), contiene una redazione del Padre Nostro, la Preghiera per eccellenza, riassunto di tutto il Vangelo, anche se la versione più completa, la troviamo nel Vangelo di Matteo (Mt 6, 9). Confrontando i due testi, notiamo che la traduzione, oggi, è un po' cambiata, soprattutto nella conclusione:
"...Non abbandonarci alla tentazione..! Per me, sarebbe stato meglio, usare la preposizione "Nella", anziché "Alla", perché il verbo Abbandonare (Come del resto il verbo Indurre), regge, il complemento di "moto in luogo". Per cui la traduzione ottimale, doveva essere:..."Non abbandonarci nella tentazione", e non usare il complemento di moto a luogo: ..."Non abbandonarci alla tentazione"! Per favore, chi ne ha la possibilità, riferisca questo a Papa Francesco.  Scherzo..., ma non troppo !
Tutto ciò, perché si addice meglio alla misericordia del Padre e lo mette al sicuro, dall'equivoco, che sarebbe Lui, ad indurre noi suoi figli, "in" tentazione, per vedere se siamo poi capaci di resistere. Purtroppo così non è ! Sono  e saranno sempre, le nostre "libere scelte", ad indurci nel peccato, perché "siamo cattivi" (v 13), e preghiamo Dio, sempre rispettoso della nostra libertà, che in quei momenti di buio e tristezza, non ci abbandoni "nella" tentazione, ma ci sostenga e ci aiuti a superarla. La Preghiera, è un moto dell'anima, che richiede anzitutto silenzio e ascolto: "Non sprecate parole come i pagani..." (Mt 6, 7). Perché la Preghiera, come diceva Sant'Agostino, è: "Quell'intimo, amoroso, colloquio dell'Anima con Dio", non è una lista della spesa, un tentativo di corruzione, una litania portafortuna, è anzitutto, "Ascolto" di Dio, che parla al nostro cuore. Il problema, è che spesso chiediamo, ma non otteniamo, perché come ci dice l'Apostolo Giacomo, non sappiamo come si chiede: "Non ottenete, perché chiedete male" (Gc 4, 3), e addirittura, San Paolo, aggiunge che, quando preghiamo: "Non sappiamo nemmeno cosa sia conveniente chiedere" (Rm 8, 26-39). Luca, sulla linea di Paolo, ci dice che il dono più importante che possiamo e dobbiamo chiedere a Dio Padre, è lo Spirito Santo, che il Padre invierà a coloro che glielo chiedono. Gesù ci raccomanda di pregare "sempre", senza stancarci (Lc 18, 1), e la splendida ed unica Preghiera che ci ha lasciato, dovrebbe essere il "centro" della nostra giornata, dove attingere: -affetto Paterno (La richiesta del "pane quotidiano"), -grande fiducia (Unione intima con Lui), -sentimenti di gioia (Per il suo perdono), - e di vita (Liberazione dal male). Nel Padre Nostro, siamo invitati a vivere la nostra esperienza "filiale" con Dio, imparando, cioè, a vivere da figli, ecco perché Gesù, ci invita a chiamarlo "Padre". Meglio, tuttavia, la versione greca: "Abba"- Papà, proprio come i bambini, che si rivolgono da piccoli al loro Genitore, chiamandolo Papà (Da "Adulti", poi, nella maturità della Fede, possiamo anche chiamarlo: "Padre"), ma, noi sappiamo che se non ritorneremo "bambini", non entreremo nel Regno dei Cieli. La Preghiera autentica, tuttavia, deve essere anche coraggiosa, insistente, quasi un negoziare col Signore, ma questo è possibile, solo quando c'è grande familiarità con Lui: vedi il dialogo rispettoso, ma confidente e tenace di Abramo con Dio, per Sodoma e Gomorra (Gen 18, 22-33). "Signore insegnaci a pregare", gli chiederà uno dei discepoli (v1b), tuttavia, tante volte ci può capitare di dire: "Ho pregato tanto (Es.: Per la guarigione di una malattia grave...), e il Signore non mi ha ascoltato. Sono proprio questi i momenti "bui", della nostra fede, ma dobbiamo sempre affidarci a due certezze fondamentali:
1)- Dio è Padre "sempre", anche quando noi non comprendiamo la sua volontà, ed "Ascolta" sempre, la nostra Preghiera;
2)- Nella sua Sapienza, Lui conosce i tempi e i modi per "esaudirci", siamo noi, che dobbiamo crescere nella fiducia, nell'attesa della salvezza…, che ci offre ogni giorno, e che ci darà in pienezza, nel suo abbraccio pieno e definitivo, nella Vita eterna. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 24/07/2022

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