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Mandatoriccio (Cosenza) - "Occhi e orecchi"


di DON MICHELE ROMANO - Il "duro" linguaggio, che ritroviamo in questo brano del capitolo 13 del Vangelo odierno (Mt 13, 10-17), capitolo che contempla ben sette parabole, intente dimostrarci che l'opera salvifica di Dio, per noi, rimane sempre misteriosa, e si manifesta solo, se siamo disponibili a lasciargliela compiere. Ecco perché Gesù parla in parabole: "Un nuovo insegnamento! Dato con autorità! Diverso dagli Scribi" (Mt 7, 28). Infatti, Lui, nella parabola, comunica tutto con discrezione, stimolando il desiderio di approfondire, di domandare, di cercare: "Beati invece i vostri occhi perché vedono, e le vostre orecchie perché ascoltano"(v 16). La proposta di Dio, è sempre discreta, nascosta nelle pieghe della quotidianità, e le parabole, non fanno che spiegare i misteri del Regno dei Cieli, con l'uso di immagini e contesti, ben conosciuti dall'uditorio. Dio ci ha creati liberi! Che gran bel dono la libertà, ma non dimentichiamo che essa, è anche una grave responsabilità: siamo liberi di capire, liberi di aprire il cuore, liberi di accogliere, o rifiutare l'invito di Dio. Se oggi, noi siamo quì, a meditare la Parola di Dio, è perché, in un modo o nell'altro, abbiamo ascoltato, abbiamo accolto. Ecco perché, comprendiamo cosa intende dire, oggi, Gesù- Maestro: quante persone, nella loro superficialità, ascoltano distrattamente, quanti, magari, leggono pure il Vangelo (Come noi!), senza lasciarsi minimamente scalfire dalla Parola che ascoltano. Dio rispetta sempre, la nostra libertà, il nostro percorso esistenziale, ci tratta da "adulti", tocca a noi, ora, corrispondere e ricambiare questa fiducia. Proprio per la durezza di cuore degli Israeliti, Gesù cita un brano, tratto dalla Vocazione di Isaia, dubbioso sull'efficacia della sua missione. Questa incertezza, tuttavia, non intende porre un limite, al piano "universale" della Salvezza, ma intende suscitare nei discepoli, la riconoscenza, per la certezza di farne parte! Beati noi, oggi, che abbiamo accolto la Parola, e la coltiviamo. Beati noi, che ogni giorno, desideriamo di conoscerla sempre più, e meditarla. Beati noi, se sapremo aprire "le orecchie del cuore", senza pregiudizi, accogliendo la Parola, che, "sola", può fecondare la nostra vita, e farla germogliare. Solo se abbiamo questa disponibilità, ci verrà data dallo Spirito Santo, anche la comprensione dei tanti "segni", annunciati nelle parabole, diversamente: "abbiamo occhi e non vediamo, abbiamo orecchie e non udiamo!" Ogni parabola, nel contempo, è capace di "rivelare", come di "nascondere": "Rivela", a coloro che "sono dentro", ossia che accettano Gesù Messia sofferente e Servo; "Nasconde", a tutti coloro che insistono nel dire, che il Messia deve essere solo, un Re glorioso. Noi oggi, vogliamo essere coloro, che contemplano Gesù, nella Preghiera, che ci consente di parlare con Dio, e nella santa Eucaristia, accogliendolo nel nostro cuore. Preghiera ed Eucarestia, ci assicurano questa grande intimità con Lui, sentendoci davvero fortunati, nel guardarlo "con gli occhi e ascoltarlo con gli orecchi della fede"! Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 21/07/2022

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