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Mandatoriccio (Cosenza) - La Parola-Seme!


di DON MICHELE ROMANO - La Parabola del Seminatore, nel Vangelo di oggi (Mt 13, 1-9), non è certo una pagina che vuole innalzare i perfetti, per relegare tutti gli altri, in una strada senza uscita. Gesù vuole soltanto dire, che ognuno di noi, può essere, nei vari momenti della sua esistenza, tanto "terreno buono", quanto "strada", e che l'impegno, è proprio nel cercare di divenire ogni giorno, terra fertile ("Terreno buono"), nonostante le aridità ("Strada"), le infedeltà ("Sassi"), e le tante preoccupazioni ("Spine"). L'uso della parabola a cui ricorre Gesù, è sempre uno strumento efficace, perché  Lui, da buon Rabbino, "siede" (Non è sfuggente), perché sa insegnare, ed usa immagini concrete, non concetti astratti, che tuttavia,  contengono una morale, un insegnamento, che arriva a toccare nel profondo, chi ascolta. In tal modo Gesù, ha rivoluzionato i criteri della predicazione farisaica, perché non si è rivolto solo ai "buoni", o ai "migliori"  ("Al Terreno buono"), ma ha comunicato, con l'esempio di questa parabola, il messaggio di Dio ad ogni sorta di persone. Per questo è stato chiamato: l'amico dei peccatori (Mt 11,19), che indica pubblicani e prostitute, precederci nel Regno dei Cieli (Mt 21, 31-32); infine, ha dimostrato, che anche il terreno più infruttuoso, può diventare "buono": il successo tante volte nasce dall'insuccesso, prova nè è la Croce, garanzia di Risurrezione. Sappiamo bene, che il Seme, è la Parola proclamata, Il Seminatore è Gesù stesso, i quattro tipi di terreno, rappresentano la tipologia dei nostri cuori, che possono essere: strada, sassi, spine, terreno buono! Gesù tuttavia, non cerca di seminare solo nel miglior terreno, per assicurarsi la migliore raccolta. Lui è venuto affinché tutti "abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza"(Gv  10,10). Per questo, non risparmia, nel cospargere mangiate generose di Seme, sia sulla "strada" (v 4), come "in luogo sassoso" (v 5), o "sulle spine" (v 7), ed infine sulla "terra buona" (v 8). La Parola di Dio è viva, è seme fecondo, e chiede di piantarsi nel terreno della nostra esistenza, per fruttificare in opere buone. Quante volte, nella nostra esperienza di vita cristiana, ci capita di sperimentare questa  quadruplice possibilità: molte volte ci chiudiamo, e siamo più duri della "strada"; quando i "sassi" dell'incostanza ci caratterizzano, siamo solo persone superficiali (Partiamo con l'accogliere "con gioia" la Parola, ma poi basta un "sasso", e ci perdiamo); quante volte non ci decidiamo di appartenere con forza al Signore, lasciando che le "spine" in noi, soffochino ogni anelito verso la luce; la gioia più grande, è quando accogliamo in noi la Parola, e lasciamo che cresca, e porti frutti, per noi e per gli altri. Oggi tocca a noi continuare l'opera del "Seminatore", che deve abbracciare ogni persona, ogni tipo di terreno, immagine di una Chiesa, che deve annunciare, sempre con più forza e perseveranza, il "Seme" della Parola di Dio, vincendo le difficoltà e le tentazioni del mondo, superando tutte le prove, sicuri che noi tocca seminare, sarà Dio, poi, a far fruttificare ogni seme nel cuore di ogni uomo, nei suoi tempi e nei suoi modi, sempre Sapienziali. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 20/07/2022

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