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Mandatoriccio (Cosenza) - "Padre, ti sei rivelato ai piccoli"


di DON MICHELE ROMANO - Oggi, questi pochi versetti del Vangelo (Mt 11, 25-27), ci danno la possibilità di penetrare nel grande mistero della Divina Sapienza. Tutta la nostra vita è caratterizzata da molti misteri, che vorremmo ci fossero svelati. Gesù, dice compiaciuto al Padre: " Ti rendo lode Padre, Signore del Cielo e della Terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti, e le hai rivelate ai piccoli" (v 25). Dei segreti profondi della vita, ne saprà sempre di più, la vecchietta senza alcun titolo di studio, di tanti "saggi e sapienti" (Rabbini e Farisei), teologi e professori, che possono vantare un curriculum di studi ineccepibili, presso le più prestigiose Università, perché il Padre "sceglie", le persone umili, insignificanti, i piccoli, gli scartati, che tuttavia, con la loro semplicità e povertà interiore, sanno mettere a frutto, le parole e le azioni di Gesù, riconoscendone l'identità più segreta..., ma non solo allora, questo vale anche per oggi. Questo brano, contiene un forte richiamo alla conversione, rivolto a tutti, ma soprattutto a chi ritiene di possedere sapienza e assennatezza: Dio dona la sua "Rivelazione" a chi smette di fare affidamento sulla propria sapienza, rivelandosi agli uomini "senza cultura", senza competenze nelle scienze religiose, che puntualmente, venivano disprezzati dagli scribi e dai farisei, che così commentavano: L'ignorante è un povero peccatore, e l'uomo dei campi non può appartenere a Dio". Ma solo Dio, che vede nel segreto dei cuori, può giudicarci, perché Lui dona, non secondo i meriti, ma secondo le necessità. A Lui, niente resta nascosto. A tal proposito, mi piace citare un proverbio arabo, che dice: "Se in una notte nera, una formica nera, sale su un muro nero, Dio la sta osservando". Ecco perché preghiamo: "Non guardare signore ai nostri peccati, ma alla Fede della tua Chiesa", ai poveri, ai semplici, ai reietti, a quelli che vengono guardati con disprezzo dai "devoti", ma che sanno ascoltare con entusiasmo la tua Parola ed accogliere con gioia e gratitudine, la predicazione del Regno. Pur nella fatica e negli insuccessi, anche pastorali, non dobbiamo scoraggiarci o demordere, perché la "strategia" del Padre, e la sua logica inattesa, saremo in grado di comprenderla, solo allorquando sapremo aprire il nostro cuore alla speranza, un cuore che sceglie di "arrendersi" all'ostinazione, sapendo valutare il limite della ragione, spalangandosi, così, all’inaudito di Dio. Se nella vita (apparentemente), sono gli arroganti a vincere, le persone cosiddette "splendide", i sani, i senza scrupoli, i saccenti, ecc., nella logica di Dio, invece, capiscono tutto: gli sconfitti, i perdenti, i miseri, perché capaci di spogliarsi da ogni attesa e da ogni malizia. Ecco perché nelle nostre Parrocchie, l'attenzione agli ultimi, sia la cifra a caratterizzare le nostre scelte pastorali, e i nostri movimenti liturgico- catechetici. Chiediamo, pertanto, al Signore: "Donaci un cuore umile e confidente, che ci faccia diventare come Bambini; infatti, è ai "piccoli" che il Padre si rivela" (CCC n 27 85) Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 13/07/2022

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