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Mandatoriccio (Cosenza) - "Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida"


di DON MICHELE ROMANO - Già nella nostra vita, non è facile accogliere un solenne rimprovero, figuriamoci se questo ci arriva da Cristo. Deve essere particolarmente doloroso: "Guai a te..., altri si sarebbero convertiti" (v 21). Tiro e Sidòne (Città "pagane", per i benpensanti di Israele), avrebbero fatto penitenza ("Vestite di Sacco, e ricoperte di cenere"), con grande umiltà, se avessero visto le meraviglie del potere di Dio, che voi, Città del "Popolo Eletto", avete colpevolmente ignorato. Oggi, nel Vangelo (Mt   11, 20-24), Cristo, rimprovera le città del Lago: Corazìn e Betsàida (Insieme a Cafàrnao), per la loro incredulità, in modo diretto e chiaro ("Lui è la Verità"), e profetizza senza tergiversazioni. Questo, dice a noi, che nella nostra testimonianza di fede, dobbiamo avere, anche, il coraggio di porre i nostri amici, le nostre comunità parrocchiali, ecc., senza compromessi o raggiri, di fronte alle Verità eterne: dopo la Morte, ci attende il Giudizio di Dio ! Certo, l'ingratitudine fa male, e Gesù esprime tutta la sua sofferenza, e la sua indignazione, nel vedersi attaccato, dalla sua stessa gente: "Se a Tiro e Sidòne, fossero avvenuti i prodigi, che ci sono stati in mezzo a voi... (v 21b), dando così, testimonianza favorevole a due città "pagane" (Città della Fenicia, non d'Israele), che nel giorno del Giudizio, saranno trattate meno duramente di loro, perché loro, hanno preferito rimanere nella incredulità. Saranno proprio queste due città fortificate della Galilea, Corazìn e Betsàida, a crollare rovinosamente, e ad essere assediate ed espugnate dai Romani, durante la rivolta del 67-70, che culminò poi, nella distruzione di Gerusalemme. Ed anche Sòdoma, esisterebbe ancora, dice Gesù, rispetto a Cafàrnao. Guai perciò, a chi non presta attenzione alla parola di Dio, e non si ravvede. La vita di fede, comporta sempre un serio "cambiamento di rotta" (Metànoia- Conversione). La durezza di cuore, ci rende responsabili dinanzi al Signore, soprattutto noi, che viviamo nel cuore della Cristianità, e non riusciamo a trasmettere agli altri, tutta la ricchezza spirituale che abbiamo ricevuto nel Santo Battesimo. È triste constatare, che tante volte anche Dio nella nostra vita, diventa "un'abitudine": siamo i cosiddetti, "cattolici di facciata", ci sentiamo a posto, arrivati e sistemati (Ma l'Amore non coltivato, muore!). Mi verrebbe da ripetere, siamo cristiani "senza infamia e senza lode", senza, cioè, alcuna convinzione, forti del fatto che siamo nel cuore della Cristianità, tanto, il Papa è da noi, a Roma. Gesù  oggi, cerca di "scuotere" le nostre coscienze, ci invita a ricercare quella carica di adrenalina, tipica di chi convertendosi, accoglie con gioia la novità del Vangelo. Non pensiamo che il Dono di Dio: la Salvezza, ci sia dovuto; non basta essere "figli di Abramo", dobbiamo convertirci ogni giorno, per meritarla. Eviteremo, così, di cadere nell'arroganza di sentirci "privilegiati", rispetto a tanti, che consideriamo "lontani" dalla Chiesa (E forse lo sono anche per colpa nostra), e che noi cataloghiamo con sufficienza, come "Pagani", ignorando che essi, riceveranno un trattamento migliore di noi tutti, alla fine dei tempi. Guai, quindi, se la nostra Chiesa, perde lo smalto della Profezia, adagiandosi sulle proprie conquiste. Guai, se pensiamo di non aver bisogno di conversione alcuna; se guardiamo gli altri, dall'alto in basso, convinti di essere i migliori. Lasciamoci, pertanto, scuotere da questa Parola "càustica", ma efficace, che oggi, Gesù Maestro, ci consegna nel Vangelo. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 12/07/2022

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