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Mandatoriccio (Cosenza) - "Chiunque mi riconoscerà, lo riconoscerò"


di DON MICHELE ROMANO - Oggi il Vangelo (Mt 10, 24-33), si apre con l'invito a riflettere, sulla relazione Maestro -  discepolo: "Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore" (v 24). Quello che maggiormente colpisce in questa istruzione di Gesù ai discepoli, sono due avvertenze: 1)- La frequenza con cui allude, alle sofferenze e persecuzioni, che dovranno sopportare (vv 24-25);  2)- L'insistenza, tre volte ripetuta al discepolo, di non avere paura (vv 26-27). Ogni discepolo, deve sapere che, per il solo fatto di essere seguace di Gesù, sarà perseguitato (Mt 10, 17-23). Ma ciò, non deve costituire motivo di preoccupazione, perché un vero discepolo, deve imitare la vita del Maestro, e condividere con lui le prove. Se hanno chiamato Belzebùl a Gesù, quanto più insulteranno i suoi discepoli, che considerano "suoi familiari" (Definiti "quelli della sua famiglia"- v 25c). A questo punto, forse è il caso di preoccuparsi, se nella vita di un "vero" discepolo di Gesù, non spuntano persecuzioni. Siamo chiamati ad annunciare sempre e comunque la Verità, anche di fronte a calunnie e persecuzioni. La Verità, che è Cristo Signore, non può essere taciuta, e mai può diventare oggetto di compromesso! Poi, riguardo le possibili violenze, con sapienza Divina, il Signore ci invita a discernere, tra coloro che ci possono uccidere nel corpo, ma non hanno potere di uccidere la nostra anima, e "colui che ha il potere di uccidere l'anima e il corpo"! Quì occorre una saggia valutazione, nel saper distinguere: tra le trame degli uomini e la protezione di Dio. Se viviamo in questa prospettiva di salvezza, deporremo ogni timore o paura, perché la nostra fede, è in un Dio che si occupa e preoccupa, anche dei passerotti, e ben conosce il numero dei nostri capelli. E pensare che un passero, dice la Scienza, è fatto in maniera meravigliosa: le loro minuscole ossa, sono forti e adatte al volo; ancora, non si è riusciti a capire, l'intricato sistema di volo, che permette loro di migrare per due o tremila miglia; infine, ogni passero ha da 1300 a 2600 penne! Stessa cura per i capelli del nostro capo: tutti "contati", dal nostro Padre Celeste. Ogni cranio, è coperto da circa 100/150.000 capelli, che servono, non solo per un fatto di esteriorità, ma per proteggerci dall'insolazione, sia d'estate che d'inverno. Ecco, consapevoli che "noi valiamo più di molti passeri" (v 31), fiduciosi nella Provvidenza del Padre, Gesù ci chiede di essere, araldi annunciatori della sua Parola, invitandoci a "non avere paura", abbandonando le nostre emotività, approfondire la nostra fede, scrollarci di dosso, la polvere dell'abitudine e del tradizionalismo:  "Quello che ascoltate all''orecchio, voi annunciatelo dalle terrazze" (v 27b). Non basta, ormai più, nel nostro tempo, limitare l'Annuncio alle sole nostre Chiese, ormai semi-deserte, non solo più nelle nostre sagrestie o al piccolo gregge, ma nelle piazze, nei bar, negli uffici..., questo è "gridare il Vangelo" con coraggio, nella nostra vita. Questo è il vero senso del comando che Gesù, oggi, nel Vangelo, ci ripete tre volte: "Non abbiate paura..." vv 26a, 28a, 31a, nonostante le sofferenze, che dovremmo sopportare per amore suo. Ci consoli sapere, che se sapremo "riconoscere" Gesù (Ma prima occorre "conoscerLo"...),  su questa terra, anche Lui, ci riconoscerà in Cielo (E Lui, ci conosce molto bene!). Nella Storia, tuttavia, i veri vittoriosi, non sono mai stati i carneficici e i persecutori, ma i Santi e i Martiri, che la Chiesa oggi venera, e il mondo ammira. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 09/07/2022

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