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Mandatoriccio (Cosenza) - "Predicate, il Regno dei Cieli, è vicino"


di DON MICHELE ROMANO - Ancora una volta, il Vangelo di oggi (Mt 10, 7- 15), ci invita a portare il "Lieto Annunzio" nel mondo, e ci dice: "Predicate..., dite a tutti che Gesù è il nostro Salvatore, inviato dal Padre a parlarci del Regno di Dio: "Il  Regno di Dio è vicino" (v 7). Per questa ragione, Lui è l'Unico che può rinnovare dal di dentro, e cambiare la Società in cui viviamo. Gesù vuole la Salvezza dell'uomo completo: nel suo corpo e nel suo spirito, anzi di fronte alla paura che attanaglia il mondo, la Morte, Lui propone la Risurrezione. Per noi Cristiani, questa opportunità, è iniziata dal giorno del nostro Battesimo (Rm 6,4).
Ecco perché siamo chiamati ad essere sempre portatori di Pace: "Entrando nelle case, rivolgete loro il saluto di Pace". Nel linguaggio dell'Antico Testamento, la Pace è sinonimo di benessere materiale e spirituale; nel Nuovo Testamento, significa: Salvezza portata dal Cristo, anzi Cristo stesso (Ef 2, 14). Un pò come facciamo noi Sacerdoti, quando entriamo nella casa di un ammalato, per portargli la santa Eucarestia, che diciamo: "La Pace del Signore, entri in questa casa". Se c'è una buona disposizione interiore, la Pace di Cristo, resta in quella casa: "Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa" (v 13a). Epperò, c'è tanta gente che rifiuta, e cerca mille scuse, per non ricevere gli annunci del Vangelo: "Se qualcuno poi non vi accoglie..., uscite da quella casa..., e scuotete la polvere dei vostri piedi" (v 14). Ma non per questo, dobbiamo scoraggiarci;
la nostra è una grande responsabilità, non possiamo non annunciare il Vangelo di Cristo, perché noi viviamo di esso, e vogliamo che così lo vivano anche gli altri. Ad ogni evangelizzatore, tuttavia, viene chiesto da Gesù, una condotta coerente con quanto si annuncia: Non ricerca di ricchezze, di vantaggi, e favori umani, ma piena Fiducia, anche per le necessità materiali, in Colui che li invia. Il disinteresse ("Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (v 8b), rimane, certamente, la prova più grande, della bontà della causa, che essi promuovono, perché il Regno dei Cieli, viene annunziato ai poveri, ed appartiene ai poveri (Mt 5, 3). Infatti, Colui che invia, Gesù, è povero" (Mt 8, 20). Il rifiuto, a questo annuncio di salvezza, è tragico. Sarà un giudizio, più severo, di quello che ha portato alla distruzione Sòdoma e Gomòrra. Tuttavia, anche il rifiuto, non deve scoraggiare colui che annuncia, né arrestare l'azione missionaria: Egli, andrà altrove a portare il dono della Salvezza. Il gesto, poi, di scuotere la polvere dai piedi, non è da considerare una maledizione, bensì un segno di distacco e di protesta, un po' come faceva ogni israelita, al rientro in Palestina, da un luogo pagano quale gesto di totale separazione. Sòdoma e Gomòrra, sono il simbolo del sacro dovere dell'ospitalità (Gen 19, 8), per questo: Le città, le famiglie, ecc.,  che non accoglieranno ed ospiteranno gli inviati di Cristo, saranno trattati più duramente di quelle città, nel giorno del Giudizio. Leggendo questa pagina del Vangelo, con Gesù che ci invita a predicare "strada facendo", durante il percorso, come a dire: mai fermarsi, come fossimo "arrivati" (Quasi a saperne più del Maestro!), bèh, forse è questo, il momento in cui ci rendiamo conto, di quanto siamo ancora "lontani". Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 07/07/2022

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