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Mandatoriccio (Cosenza) - 'Seguimi!'


di DON MICHELE ROMANO - Nel Vangelo di Luca (Lc 9, 51-62), in questa ultima Domenica di Giugno (XIII del T.O.), vengono offerte alcune piste di riflessione, sia per la nostra vita di credenti, sia per la vita della Comunità. Il linguaggio usato "senza sconti", sfronta la via Cristiana da facili irenismi, e nel contempo tende a ripulire ogni soggettivismo e autoreferenzialità, che caratterizza spesso la nostra prassi pastorale, e quella vocazionale in particolare.
È bello notare, che l'intero quadro biblico, si svolge sulla strada. È proprio una delle caratteristiche di Luca, fare del suo Vangelo, un "cammino" di Gesù, verso Gerusalemme, in atteggiamento di pellegrino, un viandante che percorre la via, quale stile esistenziale. Quante proposte vengono offerte oggi, ai nostri giovani e ragazzi, per educarli a questo cammino, che Gesù ci propone: Campi Scuola, Estate Ragazzi, Grest, Stage..., ma tutto questo, spesso, risulta essere riduttivo. Va "chiesto" ai Giovani, e non solo "proposto", di prendere la loro vita sul serio, comprendere il progetto di Dio su di loro, e perseguirlo.
C'è molto relativismo e superficialità, che , tante volte, disorienta.
A tal proposito, il parlare deciso e sferzante di Gesù, verso chi gli diceva di seguirlo, lascia intendere che nel fare una "scelta", occorre tanta maturità: Non solo i facili entusiasmi dell' oggi, ma guardare anche alle conseguenze, alle responsabilità del domani. Quando Gesù dice, che "non ha dove posare il capo" (v 58b), vuol dire a quel tale (Che un po' ci rappresenta tutti), che l'essere suoi apostoli, implica uno spogliarsi di schemi personali, aprendosi alla vera libertà di mente e di spirito. Inutile quindi, aggiungere "dovunque tu vada" (v 57), se spesso, non ci rendiamo nemmeno conto, di quello che diciamo. Poi non mancano "le cose di casa", come: Il padre da seppellire, o il congedo da quelli di casa. Tuttavia, Gesù, non pone un out- out, come a voler mostrare la sua insensibilità. Tutt'altro: Vi è un forte invito, a rendere più maturo e qualificato il grado di discernimento e donazione. Occorre sempre, che ci sia quel "Seguimi", detto da Lui, che va a sbloccare ogni paura e timore, sia per chi volesse "Consacrare" la vita a Signore, sia per la vocazione alla Famiglia. Accogliere il Cristianesimo, significa accogliere Cristo, non l'idea che ci siamo fatta di Lui. L'aratro di cui parla Gesù, richiede, in campo pastorale, una doppia costante verifica: Di chi sta a trainare e direzionare l'aratro, e soprattutto verso chi, e che cosa si guardi avanti. Nella mia esperienza personale, un giorno, chiesi a mio padre, indimenticabile agricoltore, e bravo contadino, se mentre arava con i buoi, nel mezzo del solco, avesse "comandato" ai buoi (Nel suo simpaticissimo "linguaggio"), di voltarsi indietro, lo avrebbero "obbedito"? La sua risposta mi illuminò: Mai, mi disse, non si volterebbero neanche se li prendessi a bastonate. Però, aggiunse, arrivati alla fine del solco, si girano da soli ! Compresi, allora, che il "voltarsi indietro", a metà cammino esistenziale, sia esso da Consacrati (Tu es Sacerdos in Aeternum), o da Coniugati (Fino a che morte non vi separi), è contronatura, è quasi un rifuggire dalla novità che Cristo sta per compiere, portando a termine la sua missione verso Gerusalemme (Non è possibile che un Profeta, muoia fuori di Gerusalemme"- Lc 13, 33). Traiamo motivo, pertanto, da tutto questo, per una rinnovata fedeltà a Cristo Signore. Una Santa Domenica.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 26/06/2022

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