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Mandatoriccio (Cosenza) - 'Siate perfetti, come il Padre vostro Celeste'


di DON MICHELE ROMANO - Nel brano del Vangelo di oggi (Mt 5, 43-48), Gesù ci propone la quinta antitesi, che rappresenta il supremo completamento della Legge, senz'altro la più impegnativa:  "Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano" (v 44). Gesù è arrivato a proporci, così, l'apice di questo discorso, dopo una lunga e pedagogica catechesi. Ci ha parlato, in queste cinque antitesi: 1)-  Dell'astensione dall'ira e dell'immediata riconciliazione (vv 21-26); 2)- Del rispetto verso La donna (vv 27-30), e la propria moglie (v 31-32); 3)- Della verità e sincerità nei rapporti interpersonali (v 33-37); 4)- Fino alla rinuncia alla vendetta e alle rivendicazioni (vv 38-42). Mamma mia !Quì c'è davvero, da rivoluzionare la nostra vita, rivedere tutti i nostri canoni comportamentali, come credenti e come discepoli del Signore. Ci viene chiesto un amore, che supera l'umana capacità di amare: "Se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete?" (v 46a). Certo, amare chi ci ama, è fin troppo facile, amare chi risponde ad un nostro tornaconto, è opportunismo (Chi ama davvero, non fa uso della "calcolatrice"), ma se Gesù, ci chiede la misura della "perfezione", tipica del Padre: "Siate figli del Padre, che fa sorgere il suo sole sopra i cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti (v 45), vuol dire che è consapevole, che nel nostro mondo, c'è troppa violenza, troppa ingiustizia. Sant'Agostino ci insegna che: "La misura dell'amore, è amare, senza misura". Intanto il Signore, ci chiede di non "accontentarci" di provare semplice compassione, per i bambini affamati dell'Africa, o commuoverci per i tanti immigrati, che vediamo in televisione, arrivare ogni giorno sulle nostre spiagge, e con i quali, però, non abbiamo nessun tipo di contatto. Tutto questo, è mera filantropìa. Lui ci chiede di amare il nostro "prossimo", così com'è, che abbiamo al nostro fianco, in famiglia, nel condominio, in parrocchia, sul posto di lavoro...! Da quì può partire, il "salto" di qualità: "Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste" (v 48). Amare i nostri nemici! Amare  persone che, sappiamo, mai ricambieranno: affetto, stima, un sorriso, sapendo che, semplicemente, ci ignoreranno. Questo "vertice" dell'ideale evangelico, lo si può comprendere, solo alla luce dell'esempio di Cristo, nostro Maestro e Signore, che pure morente sulla Croce, perdona chi lo crocifigge: non un rimprovero, non un lamento, solo parole di perdono! Il precetto della Carità, non tiene conto delle antipatie personali, anzi Gesù, ci comanda di amare il nostro prossimo, di qualunque colore sia: buono o cattivo, benevolo, ingrato, perché, con la ritrosìa del suo comportamento,  dimostra di essere colui che ha maggiormente bisogno di essere aiutato . Il Battesimo, ci ha reso "nuove creature" ( 2 Cor 5 -17), e non possiamo più agire, secondo l'istinto dell'uomo "vecchio" ( Ef4, 17), ma dobbiamo imitare la perfezione del Padre. Solo così diventeremo anche, perfetti imitatore di Cristo, nella sua piena ed eroica sottomissione, alla volontà del Padre. Questa rimane la via maestra, per vincere, la più "diffusa" morale farisaica. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 16/06/2022

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Mandatoriccio: Il Padre vostro, sa...

Cosenza, 16/06/2022
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