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Mandatoriccio (Cosenza) - Non vendetta..., ma Perdono!


di DON MICHELE ROMANO - Nel brano evangelico di oggi (Mt 5, 38-42), terza antitesi del capitolo quinto di Matteo, Gesù insegna che l'odio e la vendetta si superano con il perdono. L'aforisma che caratterizzava la "Legge del Taglione" (Es 19, 15-51; Lev 24, 20): "Occhio per occhio, dente per dente", a livello giuridico e sociale, rappresentava un progresso, era il superamento della legge della Vendetta di sangue, di Gn 4, 23 :"Puoi fare al prossimo, quello che lui ha fatto a te, diversamente scadi nell'ingiustizia". Al di là di tutto ciò, Gesù, nella pienezza e nel compimento della Legge, afferma il bisogno di superare la vendetta col perdono, dandocene un chiaro esempio, quando, sulla Croce, intercedette per i suoi carnefici:  Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno" (Lc 23, 34). Amare chi ci ama, è facile ed istintivo, ma amare i nemici, e addirittura pregare per chi ci perseguita, è eroico! Solo seguendo questo percorso di pace, che sappiamo essere, assai arduo, e perciò sfuggito dai più, vivremo realmente la figliolanza dell'unico Dio, e la Fratellanza nell'amore di Cristo, per guardare gli altri riconoscendoli nostri fratelli, senza distinzione di razza, di censo, di religione, o di cultura. "L'arma" del cristiano, è l'Amore, il solo capace di: fermare i violenti, disarmare i guerrieri, ristabilire la Pace. È un discorso che deve regnare, "In primis", dentro le nostre Chiese, che possano avere sempre "porte aperte" per tutti, dove i cuori dei pastori e dei ministri, ricolmi dell'amore di Cristo, sappiamo accogliere vicini e lontani  senza respingere mai nessuno. Forse il sacramento del perdono, e della riconciliazione: con se stessi, con gli altri, e con Dio, trova sempre maggiori difficoltà ad essere accolto e praticato, perché abbiamo eretto steccati e muri, talvolta invalicabili (Tanti prediligono ancora, la "fredda" applicazione di leggi e canoni, che creano nuove forme di "schiavitù"), anziché far sperimentare la gioia del perdono, e l'abbraccio di Pace del Signore. Del resto, i quattro esempi elencati da Matteo, vogliono illustrare al meglio, le reali intenzioni di Gesù, sul comandamento, di non opporsi al malvagio.1) - Lo schiaffo sulla guancia destra, è particolarmente doloroso ed oltraggioso, perché è un manrovescio: Così fu anche per Gesù (Mt 26, 67 - Is 50, 6). 2) La lite giudiziaria, con chi pretende la tunica, come caparra o risarcimento danni, per il discepolo di Gesù non ha più senso, anzi non farà valere per sé ,neanche la legge che vietava il pignoramento del mantello del povero, e il dovere di restituirglielo, prima del tramonto del sole (Es 22, 25; Dt 24, 13): egli darà tunica e mantello, senza opporre resistenza. 3)- Riguardo alle prestazioni "forzate", da parte di autorità militari o statali, vedi l'esempio di Simone il Cireneo: "Lo costrinsero a portare la sua croce -  Mt 27, 32), di percorrere un miglio (All'epoca Romana, misurava 1478,70 metri), Il discepolo di Gesù, senza ribellione o astio nel cuore, liberamente, e di buon animo, farà con gioia, il doppio, di quanto esige da lui, la prepotenza del malvagio. 4) - Il quarto esempio, ci presenta i poveri e i richiedenti un prestito. Circa i fastidi e le relazioni violente, denunciate dalle cattive esperienze, relative ai prestiti, come leggiamo in Sir 29, 4-10, Gesù ci comanda di conformarsi al comportamento del Padre: "Il Padre vostro che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele chiedono" (Mt 7, 11b ). Se questi princìpi, e questi comportamenti "cristiani", entrassero anche nella Società, allora sì che migliorerebbero i rapporti umani, più di quanto non si ottenga, con gli apparati di giustizia e/o di repressione. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 13/06/2022

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