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Mandatoriccio (Cosenza) - Mangiare per 'vivere'


di DON MICHELE ROMANO - Nella pericope evangelica di oggi (Gv 6, 52-59), Gesù ci rivolge un invito urgente a "riceverlo", nel sacramento dell'Eucarestia, con tre dichiarazioni capitali: 1)- Che si deve mangiare la carne del Figlio dell'uomo, e bere il suo sangue =  mangiare per vivere, necessità per essere "assimilati" a Cristo; 2) - Che se non si fà, la Comunione, non si può avere vita, ossia, processo di "identificazione" con Gesù; 3)- E che questa vita, è la vita eterna, ed è condizione per la Risurrezione. La Chiesa vive dell'Eucarestia, tocca a noi  recuperare lo stesso "fervore", che ha avuto Gesù, nell"Istituirla: 
"Ho desiderato ardentemente, di mangiare questa Pasqua con voi" (Lc 22, 15). Certo, al primo impatto, il brano suscita scalpore e scandalo: "Bere il sangue di una persona? (Nella Bibbia è il simbolo della vita!); mangiare la sua carne" (Segno di debolezza). Ma, per cogliere la verità del messaggio di Gesù, occorre andare oltre la antropofagìa, ovvero, mettere da parte la nostra superficialità razionale. Di fronte alle mormorazioni dei Giudei, Gesù non indietreggia nel suo insegnamento, anzi, rincara la dose: sostituirà il verbo "Faghèin" (mangiare), con un termine molto più crudo - "Tròghein (Masticare con i denti!) Ci è  necessario, pertanto, mettere la nostra anima alla presenza di Gesù, per coglierne il significato più profondo: si tratta della stessa carne, e dello stesso sangue, che si sono immolati sulla Croce, per la nostra salvezza. Ecco, allora, mangiare la sua carne e bere il suo sangue, significa: nutrire noi stessi, con la verità e l'amore, che Dio ci ha donato, attraverso suo Figlio, nella santa Eucarestia, "Pane vivo", disceso dal Cielo. Ciò che garantisce l'effetto, di questo nutrimento, è l'unione "vitale", di Gesù con il Padre, "che ha la vita" (v 57a). Solo Dio, quindi, può darci il vero nutrimento. Quanti, invece,  hanno preferito "mangiare" il pane degli "idoli", dice la sacra Scrittura, si sono privati della salvezza, che Dio aveva loro destinato. Solo con la santa Comunione, al corpo e al sangue di Cristo, viene seminato in noi, il germe della Risurrezione:  " Come il Padre, da la vita al Figlio, così il Figlio, dà la vita, a tutti coloro che si nutrono dell'Eucarestia. Chi ne fa esperienza, lo sa: una partecipazione all'Eucarestia, vissuta con fede, con attenzione, con intensità, ci spalanca alla comunione con Cristo. È così, che la sua "presenza", misteriosamente, si fonde nel nostro cuore, nel nostro carattere, nel nostro pensiero. È una lenta, ma costante "metamòrfosi"
 ("Trasformare il cuore di pietra, in un cuore di carne, profetizzava Ezechiele), fino alla completa "assimilazione" a Cristo: pensare, come pensava Lui; amare, come amava Lui, gioire, come Lui gioiva. Perciò, ogni qualvolta, mi accosto all'Eucarestia,  non certo per abitudine, o sbadigliando, ma con piena consapevolezza, è come aggiungere un "tassello", al grande mosaico del Progetto, che Dio ha su di me! Che in questo tempo Pasquale, il Signore apra il nostro cuore, allo "stupore" della sua presenza, nella santa Eucarestia. Buon tempo Pasquale.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 06/05/2022

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