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Rossano (Cosenza) - Non rispondere allo stolto perché...


di LETIZIA GUAGLIARDI -“Quando ero giovane e libero e la mia fantasia non aveva limiti, sognavo di cambiare il mondo. Diventato più vecchio e più saggio, scoprii che il mondo non sarebbe cambiato, per cui limitai un po’ lo sguardo e decisi di cambiare soltanto il mio Paese. Ma anche questo sembrava immutabile. 

Arrivando al crepuscolo della mia vita, in un ultimo tentativo disperato, mi proposi di cambiare soltanto la mia famiglia, le persone più vicine a me, ma ahimè… non vollero saperne.

E ora mentre giaccio sul letto di morte, all’improvviso ho capito: se solo avessi cambiato prima me stesso, con l’esempio avrei poi cambiato la mia famiglia.

Con la loro ispirazione e il loro incoraggiamento sarei stato in grado di migliorare il mio Paese e, chissà, avrei anche potuto cambiare il mondo.”  (Anonimo)

Perché, allora, arrivare in punto di morte per renderci conto che ognuno di noi può (e deve) dare il suo contributo? Si comincia da noi stessi e poi si collabora e si condivide con gli altri. Mi lamento di continuo perché le strade sono sporche? E io dove butto le carte mentre passeggio: per terra o nel cassonetto? Quella persona, ogni volta che ci incontriamo, mi ignora oppure mi saluta appena? Allora la saluto io e le sorrido: nella maggior parte dei casi si ottiene una reazione positiva. E quell’altro è sempre polemico, sempre si lamenta, critica di continuo? Evitiamo di farlo anche noi, non alimentiamo discussioni sterili e inutili: 

“Non rispondere allo stolto secondo la sua follia, che tu non gli abbia a somigliare”. (Proverbi, 26-4).

Questo non vuol dire che dobbiamo stare zitti e soprattutto non perché ci sentiamo superiori. Significa, in pratica, portare la discussione verso argomenti interessanti e utili.

Alleniamoci ogni giorno a migliorare noi stessi, tenendo presente che il nostro cambiamento deve essere utile e vantaggioso anche per gli altri.

Il mondo siamo noi. Se io miglioro migliora anche il posto in cui vivo e lavoro. Non permettiamo che siano sempre gli altri a decidere: anch’io, anche tu, possiamo fare la nostra parte. E se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a pensare: sei mai riuscito a dormire con una zanzara che ti ronza vicino all’orecchio? Io…no!


di Letizia Guagliardi | 13/04/2022

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