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Mandatoriccio (Cosenza) - Vino nuovo in otri nuovi


di DON MICHELE ROMANO - Il Ccc, Catechismo Chiesa Cattolica, al numero 2.100, ammonisce che: "Ogni sacrificio esterno, per essere autentico, deve essere espressione del sacrificio spirituale" (cioè 
"interiore", dove solo Dio vede). Gesù, a questo proposito, ci ricorda le parole del Profeta Osea: "Misericordia io voglio e non sacrifici" (Mt 9, 13). Oggi, nella pagina del Vangelo (Mc 2, 18-22), possiamo verificare come i Giudei, oltre al digiuno prescritto nell'AT, per il "Giorno della Espiazione": "Nel settimo mese, nel decimo giorno del mese..., sarà per voi un sabato di riposo assoluto, e così vi umilierete; è una legge perenne (Lv 16, 20a.31), osservavano tanti altri Digiuni, spesso espressione di una religiosità legata al conformismo e alla consuetudine:"Io non sono come gli altri uomini..., digiuno due volte alla settimana e pago le decime" (Lc 18, 12), dirà il fariseo al Tempio. Il fatto che Gesù non inculchi questa pratica di digiuno, sorprende tutti, e agli occhi dei discepoli di Giovanni e dei farisei, sembra essere una "omissione" nei suoi insegnamenti. Così non è. Gesù intende dare un senso nuovo a questa pia pratica, che tra l'altro, caratterizza anche tante altre Religioni, e del resto anche Lui, Gesù, per prepararsi alla vita pubblica, ha digiunato nel deserto, ed ha  raccomandato  a noi, che la Preghiera, si rafforza col Digiuno. Gesù, invece, per tutta risposta, consegna loro una motivazione fondamentale:" Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo Sposo è con loro? Finché hanno lo Sposo con loro non possono digiunare (Mc 2,19). Secondo l'insegnamento Profetico, lo Sposo, è Dio stesso, che manifesta il suo amore verso gli uomini (Nell'AT, rappresentato da Israele, anche se spesso si dimostra "Moglie" infedele, di "dura cervìce" - Es 32, 9). Quì Gesù, paragonandosi a Yahwè, sta dichiarando la sua Divinità, e chiama i suoi discepoli "Amici dello Sposo" che, tuttavia,  conosceranno anche loro, la pratica del digiuno:"Quando lo Sposo sarà loro tolto, allora, in quel giorno, digiuneranno (Mc 2,20). Mi piace pensare, tuttavia, che mentre Gesù parlava, c'erano da ascoltarLo tante mamme povere, ma esperte nel praticare i  "rammenti", o tanti che vendemmiavano  e sapevano che il vino nuovo, non si mette in barili vecchi. Così la Buona Notizia del Vangelo, che Gesù ci annuncia, rappresenta questo "Vino nuovo", che non può essere racchiuso nei vecchi "schemi" di una religiosità rituale, di facciata, e legalista. Tra l'altro, il termine "Religione", etimologicamente, deriva da "Re-ligare", ed evidenzia il legame tra l'Uomo e Dio. Ecco, Gesù vuole che questo  legame, sia "liberante", ci chiede "Vestiti" nuovi e "Otri" nuovi, ossia un cambiamento totale nella nostra Vita quotidiana. È in questa prospettiva che ogni esperienza di fede, deve essere ripensata e vissuta, con spirito di gioia e speranza Evangelica. A tutti, una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 17/01/2022

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