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Mandatoriccio (Cosenza) - Autorità


di DON MICHELE ROMANO - Il Vangelo di oggi (Mc 1,21b- 28), ci dice che Gesù, recandosi ogni sabato, con i suoi Discepoli, nella Sinagòga di Cafàrnao,   "insegnava loro come uno che ha autorità"( Mc 1, 21). E quando uno parla così, gli ascoltatori se ne accorgono e rimangono stupìti, notano subito la differenza col parlare degli Scribi e dei Farisei, che Gesù addìta :"Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo loro opere, perché dicono e non fanno (Mt 23,3). Se ne accorge anche un povero uomo, posseduto da uno spirito immondo che, guarda caso, proclama la Verità su Gesù :" Che vuoi da noi Gesù Nazareno?...Io so chi tu sei: il Santo di Dio (Mc 1,24). Ma la Verità di fede in Gesù, non deve provenire dal Demonio, definito il Menzognero, perciò Gesù non accetta quella testimonianza, e lo scaccia da quell'uomo:
"Taci! Esci da lui" (Mc 1,25).  L'autorità di Gesù, si basa almeno, su tre elementi : 1)- il motivo dell' ammirazione, da una parte, non è l'insegnamento, ma il Maestro, non ciò che viene spiegato ed insegnato, quanto Colui che lo spiega ed insegna ("Non insegnava come gli scrivi"- Mc 1,22c); 2)- All'ammirazione personale, dopo la "liberazione" dell'indemoniato, si aggiunge un fattore dottrinale :"Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità?"(Mc 1,27). Quì l'aggettivo qualificativo "Nuovo", ci dice che la dottrina di Gesù è "Nuova", cioè, comunica qualcosa di inaudito; 3)-  All'autorità della Persona (Del Maestro), ed alla novità dell'insegnamento, bisogna aggiungere il "Potere" sugli Spiriti del male. Carissimi, occorre un autentico confronto con questa Parola di oggi, che pure, ci interpella: Per me, Gesù, è il Figlio di Dio, Maestro e Signore, che parla anche alla mia vita con "Autorità", o mi è più comodo seguire i "Farisei" del nostro tempo, che "dicono e non fanno"?
Sono consapevole della ricchezza della Parola di Dio, l'unica che può dare senso alla mia vita, e donarmi la Salvezza? Sono consapevole della forza liberatrice della sua Parola, capace, cioè, di liberarmi da ogni pregiudizio e farmi vivere libero e in pace con me stesso e con gli altri? In un serio esame di coscienza, diciamola tutta: non  possiamo ritenerci buoni e bravi, solo perché andiamo in Chiesa tutti i giorni, perché non è il luogo a renderci "santi"(Abbiamo visto come in Chiesa può anche esserci un indemoniato, e noi non ce ne accorgiamo), ma è ciò che caratterizza l'incontro personale con Gesù Maestro, l'Unico che ha "Parole di Vita eterna". Buona giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 11/01/2022

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