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Mandatoriccio (Cosenza) - Benedetta


di DON MICHELE ROMANO - Maria ed Elisabetta sono i primi Profeti del Nuovo Testamento : Due donne, la Vergine e la Sterile, entrambe incinte, in modo umanamente " impossibile" . Il primo sentimento che accompagna la venuta di Dio sulla terra, è la "Gioia" .Per due volte Luca ripete che :"Il bambino sussultò nel suo grembo" (Lc 1,41a.44b), metafora dell'intera umanità, che appena sperimenta l'incontro con Dio, sperimenta la gioia . Una gioia che nel Vangelo di oggi (Lc 1, 39-45), si manifesta in uno spazio di affetto, nell'abbraccio di due Donne. 
La prima parola di Elisabetta è una "Benedizione" che da Maria, discende su tutte le donne:
" Benedetta tu fra le donne..."(Lc 1,42) . Maria con il suo "Sì", detto all'Amore, "si alzò e andò..." ! Non restò chiusa in casa, a tenere per sé la sua gioia, ma "in fretta"(Ovvero con un'ansia indescrivibile), si mise in cammino, sentì l'impellente necessità di raggiungere " quam primum", la cugina Elisabetta, che per "riservatezza" (Vista la sua età), si era rifugiata nella regione montuosa, nella cittadina di  Ein Kàrem . Questo mettersi subito in cammino di Maria, diventa così protòtipo di ogni cammino missionario, il cammino stesso della Chiesa .
C'è da chiedersi : Quante "Elisabette" conosciamo, noi tutti, che hanno bisogno di una nostra visita, e noi fatichiamo "ad alzarci ed andare" ?
Ma l'Amore vero, si sa, non conosce nè ritardi, nè rimandi .
Ecco perché anche oggi, la Chiesa ci fa cantare il Magnificat, al Vespro, alla sera, proprio alla conclusione di una giornata "faticosa", al pari di Maria che lo ha declamato, solo alla fine del suo faticoso viaggio .
Se poi pensiamo che Maria, dalla cugina Elisabetta, si fermò "tre mesi", allora capiamo che non si è trattato della solita visita "mordi e fuggi",  fatta dei soliti e futili convenevoli, bensì di amore vero e carità pura. Altro che i nostri sterili protagonismi . Dio, che rifugge la solitudine (Lui stesso, infatti, è Amore Trinitario), viene anche nelle nostre Relazioni, mediate sempre da persone, incontri, dialoghi, che dobbiamo saper "riconoscere" e valorizzare . Come Maria, primo "Tabernacolo" della storia, anche noi siamo chiamati a vivere questa "fede dinamica" ("Si alzò e andò in fretta"), per portare Gesù agli altri, con la testimonianza della nostra vita, sicuri che dove c'è Maria, c'è anche Gesù . Questa gioia messianica (" Beata colei che ha creduto..."Lc 1,45),  sta per "esplodere" in pienezza nel Santo Natale di Gesù .
All'uomo, che da sempre "tenta"(Opera del Tenta-tore), di sostituirsi a Dio ("Mangia... , Diventerete come Dio..."Gn 3,5), Dio risponde col suo "abbassamento", con la sua Kènosi,  nascendo in una grotta, a Betlemme (Lett. "Casa del Pane), dove Gesù sarà pane per tutti . Per quelli che hanno Fame, si chiamerà "Carità", per quelli che hanno Fede, si chiamerà "Eucaristia". Buon gioioso cammino.


di Redazione | 19/12/2021

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