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Rossano (Cosenza) - Nell’angolo, il monologo di Denise Sapia sulla violenza


Una storia di violenza domestica, come se ne consumano tante nel silenzio delle nostre case. Una ragazza. Un telefono. E dall’altra parte della cornetta una persona a cui si chiede consolazione. Nell’angolo, luogo di rifugio e di oppressione, di paura e di speranza, è lì che si “celebra” l’ultimo lavoro artistico di Denise Sapia, la giovane attrice calabrese che questa volta si è cimentata in un monologo, scritto dalla drammaturga Camilla Cuparo, che parla di violenza e invita alla denuncia.

La rappresentazione, di forte in patto, è disponibile sulla pagina facebook ufficiale dell’attrice di Corigliano-Rossano, già interprete di numerose produzioni cinematografiche a scopo sociale, da Lea a Nomi e Cognomi, passando per Viol@ e Tienimi Stretto (per guardare il video clicca su: https://youtu.be/QSYxZU0z6yw).

A presentare l’ultimo lavoro è la drammaturga calabrese Camilla Cuparo. «L’idea di un monologo che puntasse l’attenzione sulla violenza sulle donne in questo periodo Covid – dice la Cuparo - è venuta a Denise. Da autrice che si dedica esclusivamente all’impegno civile è stato doppiamente un piacere per me. Prima di tutto perché il tema mi sta da sempre a cuore e l’ho affrontato spesso e poi perché scrivere per questa adolescente talentuosa è sempre stimolante».

Cos’è “Nell’angolo”. La protagonista della storia – ci spiega ancora Camilla Cuparo - è messa nell’angolo da una situazione più grande di lei, che non riesce ad affrontare. Non ne ha la forza né la maturità. E nemmeno il coraggio, poiché subisce la fascinazione dell’uomo padre che vive in casa con lei, e ha bisogno della figura paterna. Allo stesso tempo sa che quello che sta accadendo non è giusto. Fa una telefonata che più che una richiesta d’aiuto è uno sfogo, un modo per non restare sola. Ma quando l’amica parla di “denuncia” ancora una volta si sente messa nell’angolo da una scelta che non riesce a fare: rinunciare a ciò che si conosce, all’amore, seppur malato, per paura di affrontare un futuro del quale non sappiamo nulla. Ed ecco in soccorso la “giustificazione” che salva il carnefice. E consegna, spesso, la vittima alla morte certa.

Nessuna pretesa di perfezione tecnica. Una lunga ripresa col cellulare, come fanno oggi gli adolescenti di tutto il mondo ma con un messaggio semplice, crudo, generoso. Potente. È il talento, fiorente, di Denise.


di Redazione | 11/05/2020

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