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Cariati (Cosenza) - Il libro di Rocco Russo a Cariati. Tra ricordi, emozioni e commozione


Il ritorno di Rocco Russo nella sua città natale: Cariati. Momenti emozionanti si sono vissuti nel corso della seconda presentazione del nuovo libro  “O mamma, ho visto Rocco Russo”, edito da informazione&comunicazione. Dai tratti salienti di una famiglia umile, quella dell’Autore, al ricordo di Giovanni Cufari, ex allenatore di cui è stata proiettata una inedita intervista. Dopo i saluti istituzionali dell’Assessore allo Sport Ines Scalioti e del Presidente del Consiglio comunale Antonio Arcuri, sono intervenuti l’ex sindaco e giornalista Damiano Montesanto, l’ex allenatore Giovanni Greco, la redattrice Erminia Madeo. Dal pubblico è giunta l’esaustiva e qualificata testimonianza della giornalistica e scrittrice Assunta Scorpiniti che, nel complimentarsi con l’autore, ha ricordato uno dei militanti dell’allora Cariatese al quale ha dedicato un apposito libro, la figura di Tonino Mancuso. Altri illuminanti interventi hanno invece sottolineato ciò che di marcio esiste nel mondo del calcio, a partire dai procuratori sportivi che spesso lucrano sui sogni dei giovani che vogliono emergere. 

L’evento si è tenuto presso il Centro sociale di Cariati, alla presenza della famiglia Cufari. Nel corso della serata è stata trasmessa un’intervista rilasciata da Giovanni Cufari qualche mese prima di venire a mancare, in cui parla del calciatore Rocco, delle sue capacità, delle grandi doti calcistiche e delle sensibilità umane. Si sofferma anche sulle ragioni per cui Cariati nel tempo ha perso il prestigio d’un tempo.

È poi intervenuto il primogenito Francesco, che ha ricordato la figura di Cufari con grande ammirazione. «A due mesi dalla sua morte – ha affermato Francesco – ho contezza ancora più marcata di quanto mio padre fosse apprezzato e stimato per ciò che ha rappresentato come persona e per impegno sociale».

L’ex sindaco Damiano Montesanto ha descritto analiticamente i processi sociali dell’importante centro jonico. Parla di Rocco Russo e si commuove quando riprende uno stralcio di un libro in cui l’Autore racconta di cercare invano lo sguardo di approvazione del padre durante una partita ma rimane ogni volta deluso dall’assenza. Secondo Montesanto, Rocco non era un indisciplinato ma un uomo libero, un “anarchico”, amante del vivere la vita con umiltà e semplicità.

Mister Greco è l’allenatore che lo ha avuto in squadra in più circostanze. «Rocco è stato solo sfortunato in alcuni momenti della sua vita». Riferisce di un episodio avvenuto a Rossano quando Di Marzio, all’epoca allenatore del Cosenza, lo avrebbe voluto in serie B. Nella fase topica della trattativa s’interruppe il rapporto Di Marzio-Cosenza e per Rocco si chiuse quella brillante prospettiva.

Una serata all’insegna dei ricordi da un lato, delle prospettive dall’altra. L’Autore rinnova il messaggio rivolto alle nuove generazioni: “Non basta essere un talento, occorre saper rispettare delle regole”.


di Redazione | 20/12/2019

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