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Soverato (Catanzaro) - “Bambini persone” al centro di un corso di formazione per operatori delle unità operative di neuropsichiatria infantile


 Si è tenuto a Soverato il corso di formazione dell’Asp di Catanzaro sul tema “Bambini Persone - Dallo sviluppo del bambino l’intervento in neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza”, durante il quale illustri neuropsichiatri infantili provenienti da note Università e Istituti di ricerca italiani hanno affrontato, da una prospettiva clinica e psicodinamica, le principali problematiche dello sviluppo del bambino all’interno della presa in carico clinica nelle unità operative territoriali di NPIA. Introdotto dai saluti del Direttore generale dell’ASP di Catanzaro, Giuseppe Perri, l’evento formativo di tre giorni, si inserisce nelle attività previste dalla progettualità aziendale degli obiettivi di piano, linea progettuale 12.2, relativa alla salute mentale in età evolutiva, portate avanti dall’ASP di Catanzaro come processo di continuo miglioramento delle performance operative: cliniche, organizzative e gestionali, delle unità operative territoriali aziendali di NPIA. Il corso, articolato in sei sessioni, è stato organizzato dall’unità operativa Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza di Soverato, diretta dalla dott.ssa Maria Caterina Anoja, con la collaborazione dell’unità operativa Formazione e Qualità dell'Asp di Catanzaro, diretta dalla dott.ssa Clementina Fittante La scelta formativa è scaturita da molteplici motivazioni che riguardano a) l’incremento annuale delle richieste di intervento afferenti alle strutture territoriali di NPIA, sempre più chiamate a prendersi cura clinicamente della complessità della situazioni del minore e della sua famiglia e ad interagire con le istituzioni che contribuiscono al processo di crescita dello stesso; b) la necessità di interventi multidisciplinari che individuino e prendano in carico, spesso per molti anni, le fragilità e le insicurezze dei minori e aiutino i genitori a migliorare la qualità della loro relazione con i figli in un processo reciproco di crescita e di empowerment; c) l’esigenza di realizzare contesti competenti in grado di accogliere il minore con i suoi bisogni specifici e di garantire opportunità qualificate di crescita condivise con i coetanei; d) l’esigenza di avere delle strutture territoriali di NPIA organizzate, in grado di garantire il governo clinico delle situazione problema in NPIA. I lavori, partendo dai fondamenti storici della Neuropsichiatria infantile, si sono aperti con la proiezione del filmato dal titolo “Il sogno di un bambino”, di Marco Carniti, riguardante uno dei padri fondatori della Neuropsichiatria infantile in Italia, il Prof. Giovanni Bollea. La partecipazione all’evento del regista con il suo contributo sul filmato, le importanti testimonianze date con documenti e lettere scritte dallo stesso prof Giovanni Bollea, di alto valore storico e clinico e le riflessioni di specialisti che hanno avuto modo di conoscerlo e di contribuire alla crescita della disciplina e dei relativi servizi, hanno reso possibile al pubblico in sala, in gran parte operatori di strutture di NPIA, acquisire conoscenze, ma anche a comprendere, vivere emotivamente e condividere  valori e mission della disciplina. Durante le tre giornate formative sono state affrontate diverse tematiche che hanno evidenziato la specificità clinica delle UU.OO. territoriali di NPIA, le competenze degli operatori dei Team multidisciplinari e la complessità della presa in carico diagnostica,  terapeutica e riabilitativa di un ampio spettro di disturbi dello sviluppo. Grazie al contributo di tutti i relatori è stata ampiamente evidenziata la centralità dei minori in quanto persone in crescita e la necessità di garantire il loro benessere e la migliore qualità di vita possibile. Momento fortemente significativo la tavola rotonda condotta  dal giornalista Domenico Gareri che con competenza e professionalità ha integrato filmati realizzati per l’evento con associazioni specifiche presenti nel territorio, famiglie minori e scuole e gli interventi degli esperti presenti nella tavola rotonda. Tale spazio ha messo in evidenza a) la necessità di avviare progetti scuola lavoro riconosciuti che consentano il rilascio di attestati alternativi al diploma quando questo risulta impossibile e garantire successivamente borse lavoro per consentire l’utilizzo di quanto acquisito; b)  la presenza di Associazioni di genitori e volontari che con attività sportive, laboratoristiche e teatrali cercano di sopperire a carenze istituzionali e a contesti competenti per favorire occasioni di crescita e di apprendimento oltre che di socializzazione e di condivisione che spesso arricchiscono anche chi opera o collabora all’interno delle stesse; c)  la validità di tali esperienze, ma anche la necessità di costruire reti formali e progetti mirati per dare un significato operativo concreto e consentire percorsi alternativi esperienziali significativi e operativi finalizzati ad una opportunità lavorativa successiva. Il corso, infine, ha trattato aspetti innovativi di organizzazione sanitaria propri delle UU.OO territoriali di NPIA, analizzando in che modo garantire il passaggio dalla clinica al Governo clinico degli interventi. La dott.ssa Annalisa Monti, già Direttore di una unità operativa complessa territoriale di NPIA e attualmente  membro del Direttivo Nazionale della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), si è soffermata in particolare sugli aspetti gestionali, manageriali e strumentali necessari per ben operare al fine di garantire appropriatezza degli interventi e operatività nei tre settori della sanità: prevenzione diagnosi e terapia  e riabilitazione. I relatori sono poi intervenuti su aspetti clinici, modalità di lavoro e campi di intervento delle Strutture territoriali di NPIA. Nell’ultima sessione sono stati affrontati i  processi di informatizzazione in sanità, con particolare attenzione al fascicolo Sanitario Regionale e all’informatizzazione in NPIA col Percorso informatizzato “Piccolo Principe”, strumento alternativo al materiale cartaceo dei percorsi clinici territoriali di una presa in carico individualizzata e multidisciplinare. I lavori si sono conclusi con una breve sintesi dei dati acquisiti dai questionari conoscitivi inviati alle Strutture di NPIA della regione, e con un impegno di incontri fra i Responsabili delle strutture di NPIA della regione e la Responsabile del gruppo epidemiologia dei servizi della SINPIA e per il prosieguo dei lavori in ambito regionale come previsto dall’obiettivo di piano sulla Salute mentale in Età Evolutiva.

di Redazione | 21/01/2016

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