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Rossano (Cosenza) - “La Rossano che vuoi” non si pone in nessuna posizione di sfide personalistiche


<<Di fronte a chi vuol vedere la nascita dell’associazione “la Rossano che vuoi” quale sfida personalistica, intendiamo precisare che questo movimento si prefigge l’esclusivo obiettivo di ridare il vecchio splendore a quella che fu la” Magna Grascia>>. E’ quanto evidenziano i referenti del neo sodalizio, Vincenzo Iapichino , Francesco Naccarato e Gregorio Castagnaro. Che spiegano. <<Tale nome che connota il nostro territorio  quale figlio di una grande civiltà può riunire, senza nessuna divisione, il popolo della Sibaritide>>. Dunque, la suddetta associazione  <<vuole porsi  quale mediatrice  contro coloro che vogliono stimolare a ogni costo lotte intestine, onde invece  creare un consenso comune  in ordine alle soluzioni dei numerosi  problemi che ci affliggono e in ordine agli scippi che stiamo subendo>>. A giudizio dei re responsabili de “La Rossano che vuoi”, questa città <<non ha bisogno di lotte personalistiche ma di pace e unione da condividere con i paesi della Sibaritide. Il movimento nasce, quindi,  sotto il segno del “positivo” e non in antitesi di qualcosa o di qualcuno, per come asserito da talune ricostruzioni fuorvianti e fantasiose che lo immaginano quale  frutto di inesistenti “mosse e contromosse”, riducendo lo stesso movimento,  già presente in molte grandi realtà della provincia cosentina nei comuni dell’alto Jonio e del Tirreno nonché dell’entroterra, a mero e scadente mezzo  di contrasto di altri movimenti>>. Se sfida c’è, <<l’unica è quella di proporsi come contenitore di idee e strumento collante di tutti quei gruppi e quei cittadini che vogliono confrontarsi e proporre il loro contributo per la difesa del territorio e la rivoluzione culturale che deve essere alla base  del nostro avvenire cittadino contro coloro i quali, invece, mirano a desertificare e spogliare il circondario che è, sempre più, vittima inconsapevole ed inerme di scippi e sottrazioni che da “Capitale di Bisanzio”,l’hanno resa ultima provincia dell’Italia>>. La “sfida” che la “Rossano che Vuoi” lancia, l’unica,  è quella di creare un “manifesto” propositivo con l’aiuto di tutti quanti vorranno dare il loro contributo, senza distinzione alcuna. <<Per questo motivo>>, concudono i dirigenti locali dell’associazione, <<ribadiamo la nostra distanza  da ogni  elucubrazione che ci vuole “contro” chicchessia  per il solo gusto di esserlo,  sottolineando fortemente che, invece,  siamo “pro” tutte le iniziative che ci possano ridare la speranza>>.

di Redazione | 11/01/2016

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