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Rossano (Cosenza) - Oggi la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, il messaggio del Vescovo


Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, di seguito si riporta il messaggio del Vescovo della Diocesi di Rossano – Cariati, monsignor Santo Marcianò: «Le comunità cristiane riservino particolare attenzione per i lavoratori migranti e le loro famiglie, attraverso l’accompagnamento della preghiera, della solidarietà e della carità cristiana; la valorizzazione di ciò che reciprocamente arricchisce, come pure la promozione di nuove progettualità politiche economiche e sociali, che favoriscano il rispetto della dignità di ogni persona umana, la tutela della famiglia, l’accesso ad una dignitosa sistemazione, al lavoro e all’assistenza» (Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, 15 gennaio 2012). <<Le parole del Santo Padre per la giornata mondiale dei migranti toccano nel vivo la realtà che la nostra diocesi sta vivendo. Il lavoro stagionale di tanti migranti sostiene, ormai da anni, l’agricoltura del nostro territorio. In questo contesto, accanto ad esempi di onestà ed accoglienza, si è sviluppato, attorno al lavoro degli stagionali, un quadro di sfruttamento e di illegalità che va dalla piaga del caporalato che usa gli uomini come fossero merce, al mercato abitativo che diventa ulteriore occasione di sfruttamento e di degrado. All’inizio della stagione agrumicola l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati è intervenuta, attraverso l’ufficio di pastorale sociale, per invocare dagli operatori del settore il rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori. Con circa mille pasti al giorno nelle diverse mense, un centro di accoglienza, la presenza capillare e l’azione quotidiana delle parrocchie, la Chiesa offre dei segni che nascono dall’annuncio di quella salvezza che in Cristo Gesù è “fonte di sollievo, speranza e gioia piena” come ci ricorda il Papa nel suo messaggio. In questi ultimi giorni la nostra Chiesa ha dovuto farsi carico di emergenze particolarmente gravi: numerosi immigrati costretti a vivere in condizioni disumane sono stati accolti e ospitati a carico della diocesi in attesa di trovare un situazione migliore. Ma la carità non può sostituire o dimenticare le esigenze della giustizia; tutte le istituzioni sono chiamate ad offrire il proprio contributo specifico per la soluzione di un dramma che si ripete ogni anno e che non può continuare ad essere colpevolmente ignorato. Serve un’azione sinergica che, lontana da strumentalizzazioni politiche o ideologiche, sappia mettere al centro la dignità di ogni uomo, il senso di civiltà che deve caratterizzare la nostra società, la tutela della sicurezza e della salute di tutti i cittadini. La Calabria, da sempre terra di emigrati, oggi è chiamata a farsi terra accogliente capace di testimoniare a tutti la ricchezza dei valori che la caratterizzano>>.

di Redazione | 15/01/2012

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