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  Controlli, accertamenti, indagini finanziarie e riscossione anno 2010
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Palermo (Palermo): Controlli, accertamenti, indagini finanziarie e riscossione anno 2010

SICILIA: 28/04/2010 | Pubblicato da Anna Li Muli | Il Fisco on line

Con la manovra estiva 2009 (Dl 78/2009), è stato previsto che gli uffici possono avvalersi delle indagini finanziarie per l'individuazione delle disponibilità del trasgressore, sulle quali disporre il sequestro conservativo dopo la notifica di un PVC (Processo Verbale di Constatazione) , di un atto di irrogazione di sanzioni o di un atto di accertamento. Le circolari n. 4/E,  e  20/E del 2010 emanate dall’Agenzia delle Entrate  indicano le specifiche attività di controllo dell’anno 2010,  gli indirizzi operativi per la lotta all’evasione nel 2010  dettano  il passo delle attività di prevenzione e contrasto . I nuovi provvedimenti tendono a fare emergere quello che è un problema molto grave per l’Italia, quale l’evasione. L’imponibile evaso nella nostra nazione raggiunge più di 200 miliardi e le aree di evasione fiscale sono l’economia sommersa, l’economia criminale, l’evasione delle società di capitali, l’evasione dei lavoratori autonomi e piccole imprese. L’agenzia delle Entrate chiede alle direzioni provinciali e agli uffici locali di puntare a migliorare i risultati relativi alle singole attività di controllo, più che mirare a un incremento numerico. Insomma, più qualità, significa anche più incassi per l’erario. Per gli accertamenti, gli uffici devono aumentare gli importi delle imposte o maggiori imposte accertate, ma soprattutto gli importi delle imposte definite con adesione del contribuente. Nella circolare 20/E   si precisa che quanto alle iniziative operative,  rimangono sostanzialmente confermati quelle del 2009, con le implementazioni  di seguito evidenziate: ·         alle attività di controllo fiscale destinate, in modo specifico, alle diverse macrotipologie di contribuenti e che quindi integrano nel loro complesso la peculiare strategia da adottare per ridurre i rischi di evasione/elusione che caratterizzano ciascuna delle dette macro-tipologie (Attività specifiche); ·         alle attività che per loro natura non possono specificamente riferirsi alle suddette macrotipologie di contribuenti, ma le riguardano tutte “trasversalmente”, in modo più o meno marcato (Attività trasversali). LE ATTIVITÀ SPECIFICHE SONO RIVOLTE A: GRANDI CONTRIBUENTI Il riassetto organizzativo delle strutture centrali e Regionali e la ridefinizione delle modalità di intervento nei confronti dei cosiddetti “grandi contribuenti” hanno fatto registrare nel 2009 risultati assai significativi soprattutto con riguardo al profilo della qualità dell’attività di controllo. Il coordinamento operativo con la Guardia di Finanza è dal 2010 agevolato dal nuovo approccio organizzativo adottato dal Corpo per l’esecuzione dei controlli nei confronti delle varie tipologie di contribuenti, sostanzialmente analogo a quello dell’Agenzia. Esso avviene pertanto a livello regionale per tutti i contribuenti con volume d’affari, ricavi o compensi non inferiore a cento milioni di euro. L’imperativo è dunque proseguire sulla strada imboccata, valorizzando sempre più la portata dissuasiva del tutoraggio.  L’attività di tutoraggio da svolgere nel corso del 2010 riguarda le imprese che nel 2008 hanno conseguito un volume d'affari o di ricavi non inferiore a duecento milioni di euro (limite così modificato dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 16 dicembre2009). La platea dei soggetti da tutorare risulta pertanto ampliata, da circa 1.000 a circa 1.600 imprese. Si precisa che il tutoraggio viene svolto con riferimento al periodo d’imposta 2008: il relativo output si traduce pertanto nella predisposizione delle schede di analisi del rischio per le imprese di più rilevante dimensione comprese nel parametro per tale anno di imposta, nonché nell’aggiornamento delle schede già predisposte nel corso del 2009 per le altre imprese della specie. Per le attività istruttorie esterne sarà data priorità ai soggetti a più alto rischio di evasione, mentre saranno estratte,  dal “magazzino” degli accertamenti potenzialmente effettuabili, le posizioni da lavorare,  dando priorità a quelle che: ·         riguardano periodi di imposta per i quali il potere di accertamento decade alla data del 31dicembre 2010; ·         necessitano di ulteriore attività istruttoria (come, ad esempio, le segnalazioni ex art. 37- bis del dPR n. 600 del 1973 o relative alla deducibilità di costi per operazioni con soggetti residenti in Paesi “black list”); ·         riguardano imponibili non dichiarati di ammontare complessivamente superiore ai 50 milioni di euro (considerando sia le imposte sui redditi che l’IVA); ·         presentano rischi connessi con la tutela del credito erariale (erogazione di rimborsi, decadenza di polizze fideiussorie, situazioni debitorie di particolare rilevanza, e così via). IMPRESE DI MEDIE DIMENSIONI Controlli più intensi, nel 2010, sulle imprese di medie dimensioni: le analisi evidenziano infatti basi imponibili sottodimensionate. Le analisi svolte a livello centrale hanno infatti evidenziato l’esistenza di un diffuso sottodimensionamento delle basi imponibili che impone l’immediato incremento della pressione ispettiva, con interventi idonei ad intercettare i fenomeni di evasione che, per il comparto in questione, si presentano assai diversificati Grazie alla recente riorganizzazione, i controlli vengono curati da apposite articolazioni provinciali che hanno il compito di concentrarsi su questo importante segmento di contribuenti. Approfondite analisi consentiranno di intercettare i casi a maggior rischio di evasione, sui quali verranno sviluppati controlli mirati o verifiche più generali. E se in questo primo semestre 2010 le attività esterne saranno concentrate sul periodo d’imposta 2007, presto saranno estese anche al 2008. Per quanto invece attiene agli accertamenti, con particolare riguardo alla fascia delle imprese medio-grandi (da considerare ora, con nuova accezione, come quelle con ricavi superiori a 25 milioni di euro), valgono le istruzioni già sopra enucleate per il comparto dei grandi contribuenti . Resta salda l’attenzione agli strumenti “evita lite”, gli istituti definitori, per i quali va garantito il più ampio uso possibile. IMPRESE DI MINORI DIMENSIONI E LAVORATORI AUTONOMI Imprese di minori dimensioni e lavoratori autonomi sempre sotto il faro del fisco. Sempre ai fini dell’analisi di rischio occorre tenere presenti gli elenchi d’ausilio inviati con le note n. 117326 del 31 luglio 2009 e n. 114817 del 4 settembre 2009 (corredati delle istruzioni operative per il controllo) concernenti: ·         titolari di partita IVA percettori di compensi risultanti dai modelli 770 che non hanno dichiarato redditi da lavoro autonomo o d’impresa; ·         società non operative che hanno presentato istanza di interpello disapplicativo. ·         soggetti che, pur avendo effettuato operazioni rilevanti ai fini IVA per i periodi d’imposta 2006 e 2007, non risultano aver presentato la relativa dichiarazione essendone obbligati; ·         soggetti che, pur risultando aver prestato servizi in materia edile (secondo le informazioni presenti in Anagrafe Tributaria), presentano anomalie dichiarative; ·         soggetti per i quali, da informazioni acquisite dall’Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato, risultano irregolarità dichiarative ovvero omessi o carenti versamenti IVA . Attenzione verrà rivolta ai contribuenti  cui si applicano gli Studi di settore che presentino situazioni di “non congruità”,  inoltre un 5 per cento degli accertamenti previsti per la macrotipologia deve essere destinata al c ontrollo dei soggetti che, pur astrattamente tenuti, non hanno presentato il modello dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi, indicando o meno in dichiarazione l’esistenza di cause di esclusione o inapplicabilità. Mentre per la platea dei contribuenti che risultano “congrui” è in programma una campagna di controlli volti a verificare la veridicità dei dati dichiarati ai fini dell’applicazione degli Studi di settore, mediante accessi brevi da sviluppare in tornate contestuali a livello nazionale.  Inoltre è disposto che una quota dei controlli venga riservata alle posizioni a maggior rischio dei soggetti ai quali non si applicano gli Studi di settore (categoria alla quale, a partire dal periodo d’imposta 2008, appartengono anche i c.d. “contribuenti minimi”): al riguardo è prevista la diffusione di appositi indirizzi metodologici per una corretta analisi del rischio e conseguente selezione. La circolare 20/E  inoltre precisa che Resta altresì ferma l’esigenza che una adeguata quota di controlli, superiore in ogni caso a quella del 2009, venga riservata al comparto degli esercenti arti e professioni, da sviluppare con le modalità già indicate al paragrafo 2.2 della circolare n. 13/E del 2009 (evitare, di norma, attività istruttorie esterne, privilegiando invece, ricorrendone i presupposti, le indagini finanziarie). L’auspicio per le indagini finanziarie per i professionisti,  e` che l’utilizzo delle stesse venga associato a quello di altri metodi accertativi e che l’azione di controllo non si basi ancora esclusivamente sulla presunzione introdotta dalla legge Finanziaria 2005. Ci si riferisce alla norma contenuta nell’articolo 32 (commi 1e 2) della Legge 311/2004, secondo cui i prelievi non giustificati costituiscono compensi non dichiarati. Questa situazione sta alimentando non solo molti fastidi alla categoria ma anche inutili contenziosi . Le annualità interessate ai controlli sono l’anno 2007 entro il primo semestre 2010 e l’anno 2008. ENTI NON COMMERCIALI Rilevanza strategica avranno, nel 2010, i controlli volti a smascherare chi abusa delle agevolazioni riservate agli enti non commerciali. In particolare, il budget di produzione contempla quest’anno esplicitamente, per la prima volta, una quota di verifiche e di accertamenti ad hoc. Sotto la lente del fisco anche le associazioni che non hanno adempiuto all’obbligo di comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali, introdotto dal dl anticrisi 185/2008, mentre dalle analisi di rischio non saranno esclusi gli enti non tenuti al censimento. PERSONE FISICHE La strategia di controllo delle posizioni delle persone fisiche, rilevanti ai fini delle imposte sui redditi, prosegue nel 2010 con lo sviluppo delle linee di azione previste nel 2009, e in specie: ·         del piano di controlli “formali” delle dichiarazioni dei redditi, ex art. 36-ter del dPR n.600 del 1973, calibrato sui più rilevanti rischi di esposizione di deduzioni dal redditocomplessivo e/o di crediti o detrazioni d’imposta non spettanti; ·         del piano di accertamenti parziali cosiddetti “automatizzati”, in materia di imposte sui redditi, ad alta potenzialità di recupero della “micro-evasione”; ·         del piano straordinario di controlli finalizzati alla determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche. ·         Il controllo sistematico delle estero-residenze a rischio confluisce da quest’anno nella nuova “attività trasversale” del contrasto alla evasione internazionale. Il piano di controlli “formali” riguarda il periodo d’imposta 2007. Dal punto di vista operativo, l’avvio del controllo continua ad essere gestito centralmente con la trasmissione delle richieste di documentazione di cui all’art. 36-ter, comma 3, del dPR n. 600 del 1973. Quanto al piano di accertamenti parziali “automatizzati”, esso riguarda nel 2010 un numero di posizioni superiori a quelle trattate nel 2009, selezionate centralmente e concernenti “redditi di lavoro dipendente” (anni d’imposta 2005 e 2006) e “redditi di fabbricati” (anni d’imposta 2005 e 2006). Per ulteriori posizioni concernenti “redditi di capitale” (anni d’imposta 2005 e 2006), si prevede l’invio di elenchi alle Direzioni Regionali per il conseguente inoltro alle strutture competenti. L’accertamento sintetico grande protagonista anche nel 2010, con almeno 25mila accertamenti in programma, dai quali è atteso un sensibile miglioramento della qualità dei risultati ottenuti nel 2009. Per questo, gli accessi finalizzati ad acquisire gli elementi segnaletici di capacità contributiva continueranno ad avere priorità assoluta. LE ATTIVITÀ TRASVERSALI SONO: ATTIVITÀ IN MATERIA DI ANTIFRODE Consolidata la valenza strategica delle attività di contrasto ai fenomeni di frode in materia di IVA, nazionale e comunitaria, l’attenzione operativa degli Uffici regionali deve focalizzarsi,  anche sui settori  che, in base all’ulteriore esperienza maturata, possono presentare maggiori profili di rischio, quali ad esempio il comparto immobiliare o quello dei servizi ad alto valore aggiunto. Il Dlgs n. 18 del 2010, di recepimento delle direttive CE,  per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie, ha modificato le regole in materia di territorialità e soggettività passiva IVA, ha in specie reso obbligatoria la presentazione dei nuovi elenchi riepilogativi INTRA dei servizi prestati in ambito intracomunitario tra soggetti passivi IVA. Una volta acquisiti a sistema, tali elenchi consentiranno una analisi multi-dimensionale, funzionale al contrasto immediato dell’evasione e delle frodi in materia di IVA da parte di tutte le strutture di controllo.  Oltre che sulle frodi in materia di IVA, le attività in parola vanno indirizzate anche verso altrettanto pericolose fenomenologie fraudolente, quali in specie:
  • quelle in materia di imposte sui redditi, con particolare riguardo al comparto delle operazioni immobiliari e finanziarie che, data la rilevanza degli importi in gioco, possono presentare profili di pericolo maggiori (recenti indagini hanno messo in luce l’utilizzo di schemi di pianificazione fiscale particolarmente aggressivi, realizzati per lo più mediante la creazione di schermi societari fittizi allocati in paesi a bassa o nulla fiscalità, anche avvalendosi di complesse ed articolate strutture negoziali, allo scopo di creare fittizi componenti negativi di reddito volti ad abbattere la base imponibile ed a consentire il trasferimento all’estero di capitali);
  • le compensazioni, di elevato ammontare, effettuate al precipuo intento di evadere imposte e contributi o di creare fittizi crediti da chiedere a rimborso;
  • le fattispecie di reato previste dall’art. 11 del dLgs n. 74 del 2000, tra le quali sono praticamente da considerare quelle che sfruttano il trasferimento fittizio all’estero della sede legale di società ed enti con ingenti debiti d’imposta.
ATTIVITÀ DI CONTRASTO ALLA EVASIONE INTERNAZIONALE Il contrasto alla evasione internazionale entra quest’anno in una nuova fase che vede ad esso dedicate specifiche attività operative, coordinate a livello centrale, dalle quali si attende un deciso cambiamento di passo nell’approccio ispettivo ai fenomeni evasivi in questione. In attuazione di quanto disposto dall’art. 12, comma 3, del DL n. 78 del 2009, dal 1° ottobre 2009 è stato istituito presso la Direzione Centrale Accertamento l’Ufficio centrale per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali (U.C.I.F.I.), con compiti di coordinamento delle attività di contrasto, alle più diffuse e pericolose forme di evasione internazionale, svolte da tutte le strutture di controllo dell’Agenzia, e di esecuzione diretta delle istruttorie di maggiore rilevanza e delicatezza. L’Ufficio assicura inoltre l’ottimale coordinamento con le attività di contrasto alla evasione internazionale sviluppate dalla Guardia di Finanza, interfacciandosi con il Comando Generale del Corpo, anche ai fini di eventuali attività da svolgere fuori dai confini nazionali a cura degli esperti della Guardia di Finanza dislocati all’estero. I controlli da sviluppare in maniera massiccia, su questo fronte operativo, riguardano prioritariamente i fenomeni di illecito trasferimento e/o detenzione di attività economiche e finanziarie all'estero e di trasferimento della residenza all’estero a fini di evasione fiscale. Sono in corso alcune attività, avviate nel 2009, volte ad intercettare situazioni a particolare rischio di trasferimento e/o detenzione di attività all’estero non dichiarate in Italia, sulle quali effettuare controlli approfonditi. Si tratta, in particolare: · dell’invio centralizzato di questionari a persone fisiche, rientrate in Italia (come domicilio fiscale) nell’ultimo quinquennio, dopo un periodo più o meno lungo trascorso all’estero; · dell’incrocio tra la base-dati generata dal c.d. “monitoraggio” delle transazioni da e verso l’estero da parte degli intermediari finanziari, e le dichiarazioni dei redditi (in specie il modulo RW) presenti a Sistema. Per quanto invece attiene ai fenomeni di estero-residenza fittizia riguardano distintamente le posizioni dei soggetti che hanno trasferito la residenza all’estero: a) a far corso dal 1° gennaio 2006 fino alla entrata in vigore della citata norma (25 giugno 2008); b) dopo l’entrata in vigore della norma medesima; c) fino a tutto il 31 dicembre 2005. ATTIVITÀ RELATIVE AD ALTRI TRIBUTI INDIRETTI DIVERSI DALL’IVA Per quanto attiene alle attività di accertamento , in materia di imposte di registro, ipotecaria e catastale e dell'imposta sulle successioni e donazioni sono confermati gli indirizzi già forniti con riferimento ai controlli degli atti di cessione e conferimento di terreni edificabili nonché di cessione d’azienda, avendo cura di riservare l’avvio dell’istruttoria accertativa sugli atti che presentino uno specifico e rilevante rischio di evasione. Particolare attenzione deve essere posta nella valutazione degli atti,  a titolo esemplificativo, si segnalano le operazioni di conferimento di beni immobili, gravati da mutuo, in società e successiva cessione delle quote societarie. Si sottolinea, inoltre, nell’ambito delle attività istruttorie l’importanza dello strumento delle indagini finanziarie anche per i controlli concernenti le imposte in parola, da utilizzare per le fattispecie per le quali sono emersi significativi elementi dall’analisi del rischio. ATTIVITÀ IN MATERIA DI RISCOSSIONE Da quest’anno le Direzioni Provinciali assumono rilevanti responsabilità nel governo della riscossione, funzione alla quale vanno pertanto destinate risorse adeguate, sia in termini numerici che di specifica qualificazione professionale. Le predette Direzioni garantiscono, in specie, sia prima che dopo la consegna dei ruoli, lo svolgimento di tutte le attività necessarie a tutelare adeguatamente la pretesa erariale, in stretto coordinamento operativo con gli agenti della riscossione competenti per l’ambito provinciale. Tra le attività di tutela va assolutamente privilegiato ed incrementato il ricorso alle misure cautelari, sulla base delle istruzioni impartite con la Circolare n. 4 del 15 febbraio 2010. Particolare rilevanza deve essere inoltre attribuita alla vigilanza ed al riscontro sul puntuale pagamento di tutti gli importi che siano stati rateizzati in esito all’applicazione degli istituti definitori previsti dal dLgs n. 218 del 1997.  In presenza di situazioni di crisi aziendale, sia prodromiche alla dichiarazione di fallimento sia evidenziate in una proposta di concordato preventivo, lo strumento transattivo può infatti rivelarsi decisivo per garantire l’effettivo introito di somme dovute all’Erario in misura certamente superiore (ed in tempi ovviamente ben più rapidi) rispetto a quanto potrebbe avvenire, con le ordinarie modalità di riscossione, in caso di fallimento del contribuente. Per quanto, infine, attiene ai fenomeni di evasione da riscossione mediante indebite compensazioni, nel ribadire che le attività di contrasto mantengono un ruolo strategico, si segnala che in corso d’anno è prevista la implementazione delle segnalazioni relative alle compensazioni “a rischio” effettuate nel periodo dal 2003 al 2007 per il pagamento di imposte, contributi e altre somme dovute mediante l’utilizzo di crediti IVA, IRPEG/IRES, IRAP, IRPEF e addizionali regionale e comunale all’IRPEF. Anna Li Muli
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