

Francavilla Di Sicilia (Messina): XV Domenica del tempo Ordinario |
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SICILIA: 11/07/2010 | Pubblicato da Pina Pafumi | Vangelo senza frontiere |
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Carissimi Fratelli e Sorelle in Cristo, La riflessione spirituale la incominciamo con una domanda: “Chi è il mio prossimo?”. Lo scopo di dell’omelia è offrire sollecitazioni suggerite dai testi sacri della Parola di Dio che è stata proclamata per poi meglio accostarci alla santissima eucaristia con fede e devozione. Tutti, in via teorica siamo pronti a dare la risposta, ma non è in questa sede accogliere un vostro parere, perché siamo riuniti nel nome del Signore e da Gesù, apprendiamo la definitiva soluzione al quesito e non solo in via teorica ma anche pratica, offrendo tutto se stesso per noi. A volte siamo così accidentati alle azioni abitudinarie, quasi da non accorgerci che anche questo sacro convivio diventa un’azione seppure santa ma comune alle altre nostre azioni della giornata e il rischio, al quanto evidente, la superficialità o la distrazione della preghiera perché la mia testa è già con i pensieri oltre la santa messa. Prendendo a cuore le parole che sono state proclamate dal lettore, abbiamo appreso dall’autore del Deuteronomio (30,10-14), come Mosé insegna, diremmo alza il livello di cultura interiore, al suo popolo eletto, invitandolo all’obbedienza della legge di Dio con un cuore che si domanda al Signore la conversione che, viene fatta con la bocca e col cuore affinché metta in pratica ciò che credi. Ogni persona che compie un’azione gradita al Signore, manifesta dentro di sé gioia e pace. Non si cura per nulla del chiacchierio della gente, la persona sapiente osserva la legge del Signore, egli sa che è perfetta e rinfranca l’anima (Sal. 18). Quindi sin dall’antichità la legge di Dio non è stata mai coercitiva, ma, offre a chi osserva gli ordini del Signore, un cuore pieno di gioia e i comandi del Signore sono limpidi e danno luce agli occhi. Apprese le parole del salmista, esse possono orientarci per una scelta radicale verso la legge dell’amore, all’azione buona a quanti sono lungo la mia strada. Con vivacità testuale Paolo scrivendo ai Colossesi (1,15-20) esprime una lode in cui si esalta il primato di Cristo Figlio di Dio incarnato nell’ordine della creazione e della redenzione. La bellezza di questa preghiera paolina, ci mostra come siamo piccoli e insufficienti a tutto, se ci distacchiamo dalla potenza dell’amore di Dio. Egli, Gesù, è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. Questi versetti possono esserci d’aiuto quando la sera, prima di coricarci ricordiamo i versetti come preghiera di abbandono al Signore e tale invocazione faccia bene soprattutto a quanti orgogliosi di sé sono come polvere al vento che si disperde nelle galassie dell’universo, mentre per le anime sante, sostenuti dai propri Angeli custodi, avvertano una pace interiore, perché toccati dalla redenzione di Cristo non possono fare nessun passo senza la sua amorosa presenza nel proprio cuore. A volte, quando incontriamo anime belle che vogliono trasmetterci anche solo con il proprio sguardo la purezza dei loro occhi, siamo toccati positivamente perché essi sono attratti e conquistati dallo sguardo di Cristo. Il comandamento nuovo, quello datoci da Gesù, si fonda nel fare la sua volontà e sappiamo che egli ci ama in modo infinito. Sull’onda alta dell’amore mossa dal soffio dello Spirito Santo, dono notevole di tutti i credenti in Cristo, la parabola del buon Samaritano di Luca (10,25-37) suggerisce il modo con cui non solo al dottore della legge, ma a noi che siamo entrati nella scena di questo insegnamento biblico, siamo insufficienti a conoscere ciò che è scritto nella Legge, ma, si chiede la risposta precisa di entrare nella logica di Gesù e chiederci chi è il mio prossimo? Nella sventura di un povero assalito dai briganti, né il sacerdote, né il levita si fermano per soccorrerlo, passano oltre, dall’altra parte. Chi invece si ferma è il samaritano, lo vide e ne ebbe compassione. La sua prossimità è davvero evangelica, lo cura e gli offre un luogo dignitoso affinché si riprenda. La chiesa è esempio del samaritano, si curva nel sostenere chiunque lungo la storia in soccorso ai tanti samaritani incappati dai briganti. Ogni secolo è stato tracciato dal male e la chiesa, il popolo di Dio generato dalla comunione del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo è figura solerte per chi ha fame nel mondo, attenta a soccorrere per le ingiustizie dei potenti mettendosi nella parte dei popoli oppressi, educa i propri fedeli a sovvenire le necessità di quanti non hanno un tozzo di pane, essa stessa è aggredita dai briganti di oggi che hanno in odio la fede e uccidono i cristiani in nome di colui che è venuto a portare la pace al mondo intero. La chiesa insegna sempre l’amore e testimonia contro chi invece vuole distruggere con il fuoco dell’odio razziale, con guerre in nome di un dio ignoto, che non altro è nascondere ancora di più la propria arroganza e inimicizia a chi annienta la vita degli altri con atti di terrorismo sanguinario. La Chiesa è sempre figura del buon Samaritano che insegna a tutti gli uomini e donne di perseguire il bene mettendo sempre al primo posto la carità di Cristo, l’amore al prossimo. Preghiamo per i nostri governanti che siano vicini a quelle persone che urlano il diritto di avere un posto di lavoro, ai tanti giovani traditi, con la fatica di voler costruire anche per loro una propria dignitosa famiglia. Chiediamo nella preghiera, perché ogni nostro sforzo umano trova il sostegno della Madre di Dio, Maria Santissima, la Regina della Pace, la Donna povera fra i poveri, oggi ricca e ausiliatrice di grazie che partono dal cielo per giungere il cuore dell’umanità redenta dal Sangue Prezioso di Cristo Gesù. Don Giovanni Salvia |
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