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Crosia (Cosenza) - Oggi al Circolo culturale un conferenza sulla Sindone di Torino


 di ANTONIO IAPICHINO - “La Sindone di Torino è ancora un enigma?” questo il tema di una conferenza preparatoria all'ostensione 2015 che si terrà dal 19 aprile al 24 giugno presso il Duomo di Torino. L’iniziativa, pianificata dal Circolo culturale – ricreativo “Umberto Zanotti Bianco” di Mirto Crosia, in collaborazione con l’Ufficio diocesano Scuola e con la sezione locale dell’Uciim, si terrà oggi pomeriggio, sabato, 17 gennaio 2014, ore 17, presso il Salone dello stesso Circolo culturale in piazza Dante a Mirto. Il programma prevede il saluti di  Franco Rizzo, Presidente del Circolo e Graziella Guido, Assessore alla Cultura del Comune di Crosia, quindi, la Lezione magistrale di Filippo Burgarella dell’Università della Studi della Calabria,Dipartimento di Studi Umanistici. Si proseguirà con gli interventi di Igino Romano, vicedirettore dell’Ufficio diocesano Scuola e Maria Anna Ippolito, vicepresidente della sezione Uciim di Mirto-Rossano. Dopo il dibattito con la platea concluderà i lavori monsignor Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Rossano –Cariati. Il maestro Serafino Madeo offrirà un omaggio musicale al pianoforte. La Sindone di Torino, hanno evidenziato i referenti del Circolo mirtese, appassiona da secoli fedeli, studiosi, scienziati di tutto il mondo. Considerata da molti come il vero lenzuolo che ha avvolto il corpo di Cristo, è valutata da molti altri come un grande falso storico. Nel 1988, l'esame del carbonio 14 ha datato la Sindone in un intervallo di tempo compreso tra il 1260 e il 1390, periodo corrispondente all'inizio della storia della Sindone certamente documentata. Ciononostante, la sua autenticità continua a essere oggetto di fortissime controversie, vuoi perché si sostiene che l'esame del carbonio 14 è stato falsato da circostanze variamente interpretate dai vari studiosi della materia, vuoi perché ancora oggi, comunque la si giri, nessuno è riuscito a spiegare con certezza scientifica come e quando l'immagine del cadavere si è formata sul lino. Certo è che sul telo non vi sono tracce di pittura e che le macchie sono macchie di sangue. In tanti si chiedono: è possibile che la figura è stata fissata dalla luce che si è sprigionata al momento della Resurrezione? Il prof. Burgarella. Nel corso della sua lezione odierna ragguaglierà su alcuni particolari storici da lui recentemente approfonditi.

di Redazione | 17/01/2015

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