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  XIV Domenica del tempo ordinario
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Francavilla Di Sicilia (Messina): XIV Domenica del tempo ordinario

SICILIA: 4/07/2010 | Pubblicato da Pina Pafumi | Vangelo senza frontiere

“Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra”, con la preghiera d’antifona d’ingresso ci siamo messi a disposizione a Dio per fare del tempo di preghiera, la lode e l’ascolto della sua parola per meglio poi accostarci, in questo giorno del Signore, alla santissima Eucaristia. Sappiamo come la calura può portare l’uomo all’affaticamento del proprio corpo e ad una conseguenza di svogliatezza che ci prende alla sprovvista, noi combattiamo anche la canicola di questi giorni contrastandolo venendo davanti all’altare del Signore, e solo a Lui si alza al cielo l’adorazione al Preziosissimo Sangue di Gesù che si estende ai confini della terra. E’ cosa veramente giusta, venire incontro a te, o Signore, sapendo il nostro stato di caduta del peccato e rinnovando con gioia il mistero pasquale della settimana per sentirci più forti in quanto nutriti dal cibo che non perisce perché ci fai partecipi alla felicità eterna. Nella prima lettura Isaia (66,10-14) descrive la desolazione di Gerusalemme con una promessa di speranza. Dopo il periodo di lutto subentra la gioia, la prosperità di questa città è in prospettiva della nuova Gerusalemme che è la Chiesa, la nostra amata Chiesa Cattolica, il Corpo di Cristo. In questa visione della nuova Gerusalemme siamo sempre sostenuti dai disegni imperscrutabili e inaccessibili dell’azione di grazia di Dio onnipotente. La visone del profeta è un motivo in più rivolto a noi per affermare con fede quanto abbiamo ascoltato e pregato col cuore dicendo: “Grandi sono le opere del Signore”. Ogni gioia è gloria di Dio. Paolo nei versetti della lettera ai Galati (6,14-18) ci offre una chiave di lettura, per la quale l’uomo dovrà rispondere o per lo meno scegliere. Ognuno di noi nel parlare delle proprie cose cerca dentro di sé, e qui esce fuori il proprio io, il vanto per tutto quello che facciamo agli occhi delle persone che ci stanno accanto. Tutto ciò ci lusinga nell’esporre i nostri fatti e se dagli uditori riceviamo dei complimenti, l’ego sale alle stelle. Il cristiano è contrario a questa mentalità del mondo e riflette per ogni evento, la ricerca di un vanto nella croce del Signore nostro Gesù Cristo. Prima di osservare la legge mosaica, come nel fatto specifico del brano odierno se fosse giusto per un cristiano la circoncisione, Paolo afferma di essere nuova creatura in Cristo. A motivo di questa sua tesi ci fa dono dei segni che lui porta nel suo corpo le stigmate di Gesù Cristo. Oltre Paolo, quanti altri santi hanno ricevuto in dono i segni della passione di Cristo, San Francesco, San Pio da Pietralcina e tanti altri, per un unico scopo insegnare a noi il cammino della croce, vissuta nella fede diventa letizia nel Signore. La croce è la nostra forza, per grazia del Signore viene capita ed amata. Luca nel Vangelo (10,1-12.17-20) ci presenta la missione dei settantadue discepoli inviati da Gesù a predicare la lieta notizia. L’efficacia di questa missione dovrà avere come primo valore la fede in quello che annunciano, essi si fidano di Dio e parlano solo di Dio. Alla predicazione segue anche una spogliazione a se stessi, senza fare calcoli sulla riuscita umana, ma lasciare l’opera a Dio che tocca i cuori delle persone. Quando più lasciamo fare al Signore, nella sua potente azione di grazia, i risultati sono garantiti perché in noi agisce lo Spirito che comunica a tutti come saper rispondere ed agire nei fratelli per la costruzione del Regno di Dio. Gesù mette in guardia i settantadue a facili entusiasmi derivati dalla predicazione, quali: i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome, miracoli e segni di prodigi posti in essere durante la missione. La vera gioia, sottolinea il Signore è quella di: “rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli”. Quanti di noi abbiamo pensato a questo desiderio primario dello spirito, che durante la vita, davvero in noi c’è forte la richiesta di fede affinché i nostri nomi sono scritti in cielo? Per ricevere tale dono, cari fratelli e sorelle, dobbiamo metterci in missione e sapere che Gesù ci manda come agnelli in mezzo ai lupi, ma non dobbiamo avere paura, specie se rimaniamo fortemente legati al maestro, dove tutto sembra andare perduto perché troviamo le chiese vuote, o vedere che le persone non amano comunicare con fraternità e sembrano più attratte dalla condizione dei piaceri di questa terra, invece di essere attratte alle promesse derivate dalla fattiva testimonianza del messaggio della lieta notizia del Vangelo. Il Vangelo è troppo impegnativo e in alcune parte è scomodo perché priva la mia libertà che è quella di godermi la vita a mio piacimento. Noi alla proposta del non vangelo, diciamo invece sì al Vangelo di Gesù Cristo e come araldi testimoni lo diffondiamo con audacia sino ai confini della terra in quanto sorretti dallo Spirito che ci dà il sapore e la bellezza di questa vita per il raggiungimento primario, come desiderio di ogni persona, quella di vivere per sempre la vita con Dio. Sull’esempio di Maria Santissima, la fedele discepola del Signore, chiediamo il suo sostegno affinché l’umanità non si stanca ad accogliere le parole di salvezza del Figlio suo Gesù, unico salvatore del mondo. Buona Domenica...!!!  Don Giovanni Salvia
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