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Crosia (Cosenza) - Domani al Circolo culturale un convegno su don Carlo De Cardona e don Luigi Nicoletti


di ANTONIO IAPICHINO - Domani pomeriggio, venerdì 16 marzo, alle ore 17, il Circolo culturale di Mirto Crosia, nella sua sede di piazza Dante, si soffermerà sulle figure di don Carlo de Cardona e di don Luigi Nicoletti. Del primo parlerà il prof. Biagio Faillace, Presidente del Comitato Promotore della causa canonizzazione; del secondo S.E. mons. Leonardo Bonanno, vescovo della Diocesi di San Marco - Scalea. Porteranno i loro saluti Franco Rizzo, Presidente del Circolo, e Gerardo Aiello, Sindaco di Crosia. Interverranno Pietro Rende, già Deputato al Parlamento, Giovanni Iaquinta, Assessore alla Cultura S. Giovanni in Fiore, e Francesco Di Leone, Sindaco di Morano Calabro. Coordinerà la serata, che sarà introdotta da un omaggio musicale del “Centro Studi Musicali G. Verdi” di Rossano, Franco Pistoia, già Senatore della Repubblica. Proseguendo sul filone della riscoperta delle figure di nostri conterranei che con la loro vita e le loro opere hanno “illustrato” la Calabria, si parlerà, dunque, di due sacerdoti protagonisti delle vicende sociali, politiche ed economiche dei primi del ‘900. Carlo de Cardona nacque a Morano Calabro nel 1871. Nel 1895 venne ordinato sacerdote. Dal 1898, quale segretario dell’arcivescovo di Cosenza, mons. Camillo Sorgente, cominciò ad interessarsi alle problematiche del territorio calabrese, quali l’asservimento delle fasce deboli del proletariato ai ricchi possidenti e la lotta contro l'usura. Fu attivo nella stampa e nella promozione della cooperazione e nel 1902 fondò la Cassa Rurale Cattolica di Cosenza. Nel 1914 venne chiamato da Don Sturzo a far parte del Comitato per il Mezzogiorno dell'Unione Popolare dei Cattolici Italiani e nel 1919 fondò a Cosenza insieme a don Luigi Nicoletti e Federico Sorbaro, il Partito Popolare Italiano in Calabria. Durante il regime fascista si allontanò progressivamente dalla vita politica e sociale finché il governo lo pose al confino nel 1934. Dopo due periodi trascorsi a Todi, presso il fratello medico, si spense nella sua città natale il 10 marzo 1958. De Cardona si formò sul pensiero della Rerum Novarum di Leone XIII, di cui divenne attivissimo interprete. Luigi Nicoletti nacque a S. Giovanni in Fiore nel 1883. Ordinato sacerdote a ventitré anni, nel 1906, fu chiamato a Cosenza, dall’arcivescovo Camillo Sorgente, per insegnare Lettere e Filosofia nel Seminario cittadino. Nel 1910 fu eletto Consigliere provinciale per il Mandamento di S. Giovanni in Fiore. Ritornato dall’esperienza militare sui fronti del nord-est, alla nascita del Partito Popolare, nel 1919, ne diventò Segretario per la provincia di Cosenza. Guida i Popolari nella resistenza al Fascismo durante il ventennio, svolgendo in Diocesi incarichi vari. Con il secondo conflitto mondiale, don Luigi venne trasferito d’ufficio dal Liceo “Telesio” di Cosenza a quello di Galatina, nelle Puglie. Alla caduta del Fascismo, nel ’43, venne eletto Segretario Provinciale della DC di Cosenza, unico sacerdote in Italia. Nello stesso anno fece parte del Comitato Provinciale di Liberazione, insieme al socialista Pietro Mancini ed al comunista Fausto Gullo. Quindi partecipò ai primi risvegli delle “idee ricostruttive” di Alcide De Gasperi. Morì povero, il 3 settembre 1958, presso l’Ospedale Civile di Cosenza e le sue spoglie vennero accompagnate da un tripudio di folla nella sua San Giovanni. Il ricordo più ricorrente, in quanti lo hanno conosciuto ed ascoltato nei pubblici comizi, è la sua vis oratoria, con la quale elettrizzava le folle, spesso intercalando alla lingua il suo caro dialetto sangiovannese. Si sente dire spesso, in questi nostri travagliati giorni, che occorrerebbe ritornare alla politica con la “P” maiuscola; che, morte le ideologie, bisognerebbe riscoprire, irrobustendoli, i migliori valori della  grande tradizione umanistica e spirituale occidentale; che una delle grandi questioni irrisolte resta quella dell’equità. Ebbene, tutte queste riflessioni ci portano diritti a rinverdire il ricordo di personalità come De Cardona e Nicoletti, che, in questi attuali nebulosi frangenti, possono costituire fiaccole ardenti soprattutto per le nostre giovani generazioni.

di Redazione | 15/03/2012

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