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Crosia (Cosenza) - Il rapporto Svimez 2011 e il destino del Mezzogiorno: convegno dibattito al Circolo culturale


Il “Rapporto Svimez 2011” è stato commentato in un’animata serata presso il Circolo Culturale di Mirto Crosia.  La manifestazione è stata organizzata con il concorso del “Club Lions Rossano-Sybaris” e dell’Associazione Culturale  Soci@l di Mirto. Nella sua introduzione Franco Rizzo, Presidente del Circolo, ha riassunto le motivazioni dell’opportunità del dibattito nella frase: <<Il rischio è un vero e proprio tsunami demografico; da un’area giovane e ricca di menti e di braccia, il Mezzogiorno si trasformerà in un’area spopolata, anziana ed economicamente sempre più dipendente», scritta da Svimez per descrivere i pericoli che corre il Sud d’Italia e, quindi, la Calabria. Dopo i saluti di Maria Manfredi, Presidente del “Club Lions Rossano-Sybaris”, Mattia Madeo, al violino, ha eseguito la “Sonata n.7”, detta “Sonata antica” di A. Corelli. Quindi, introdotto da alcuni interrogativi preparati con un breve video dagli allievi del locale Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici,  ha tenuto la relazione di base il Prof. Domenico Cersosimo, Docente di Economia applicata presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Unical, il quale, dopo aver affermato che tutto ci conferma nella convinzione che il Paese Italia o cresce tutto insieme o non cresce, ha notato che la crisi la stanno pagando le fasce più deboli – poveri, giovani, territori con limitata economia reale –; che certamente non la pagano gli “affossatori”; che la sua più inquietante caratteristica sta nella sua imprevedibilità e che, comunque la via d’uscita non può che essere il ritorno alla crescita. Crescita che però, ha osservato Cersosimo, non deve per forza essere “sincronica”, come suggerisce sbagliando, Svimez, perché ogni territorio deve crescere secondo il suo passo e secondo le sue vocazioni. Intanto il Mezzogiorno deve far tesoro di quanto e di come è migliorato dal dopoguerra ad oggi; deve contrastare la stereotipata e distruttiva idea “leghista” di un Sud sprecone, malato, vagabondo e mafioso, perché il Paese non è “dicotomico” e perché, accanto ai nostri mille innegabili difetti, abbiamo altrettante potenziali risorse che vanno messe a frutto. Il relatore ha poi detto che il problema non sta tanto nel fatto che molti dei nostri giovani vogliano fare esperienze fuori dal Mezzogiorno, ma consiste piuttosto nel fatto che non si riesce a dare le giuste opportunità a chi vuole restare o ai giovani che da fuori volessero venire nelle nostre Regioni meridionali. Cersosimo ha quindi proseguito notando come in Calabria sia ancora molto basso il numero dei laureati; come sia disastroso tagliare i fondi alla scuola ed alla ricerca; quanto sia dannoso il sempre maggiore rilassamento della vita di famiglia e quindi come il problema della crescita sia, prima che un problema economico, un problema civico e sociale. Ha poi concluso affermando che alla Calabria servono Istituzioni di qualità  e quindi non formali ma pregne di “valori”; che la Calabria deve smettere di chiedere protezione per offrire competenze e chiedere fattori di sviluppo; che occorre ridurre l’incidenza della politica per far crescere i “mondi vitali” della società; che usciremo dalle secche se impareremo ad essere “buoni cittadini”. E’ seguito l’intervento di Katia Stancato, portavoce del Forum del terzo settore, la quale si è positivamente raccordata al pensiero del prof. Cersosimo illustrando il positivo impegno della cooperazione sociale tramite la quale tanti giovani e donne si rendono disponibili ed utili per l’assistenza alle fasce più deboli della nostra società. La Stancato ha concluso notando che l’aver nascosto la crisi e l’aver portato avanti politiche di indebolimento del tessuto socioeconomico del Mezzogiorno ha portato conseguenza negative per l’intero Paese; che il Mezzogiorno e la Calabria hanno grandi risorse economiche, sociali e civili che possono invertire le tendenze negative solo che i Meridionali ed i Calabresi si rendano conto che occorre agire in solidarietà, nel rispetto della legalità e nella valorizzazione del merito. Sono quindi intervenuti il Vicepresidente dei giovani industriali della provincia di Cosenza, Enzo Lapietra, il quale ha confermato la voglia dei giovani di impegnarsi in Calabria ed ha detto che per lo sviluppo della regione occorre meno burocrazia, una fiscalità di vantaggio ed automaticità degli incentivi;  il  Presidente dell’Associazione Culturale  Soci@l di Mirto, Pierpaolo Cetera, polemico verso le solite e vecchie ricette per affrontare la crisi; il Sindaco di Crosia, Gerardo Aiello, il quale, denunciando i mali della “videocrazia”, ha paventato l’invincibile resistenza a tornare indietro rispetto ad una vita costruita sugli sprechi e sui disvalori che probabilmente ha illuso anche tanti che, venendo in Italia ed in Europa per sfuggire alla miserie dei loro Paesi, oggi soffrono amare e terribili disillusioni.       A tutti ha brevemente replicato Cersosimo affermando che dobbiamo evitare la “sindrome del fracasso” per cui non c’è nulla da fare, per convincerci che facendo ognuno la nostra piccola parte, momentaneamente nascondendo anche qualcheduna delle difficoltà che ci sovrastano, piano piano riusciremo a cambiare l’intero contesto.     

di Redazione | 05/12/2011

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