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Crosia (Cosenza) - Psa e Area urbana Corigliano - Rossano, il pensiero dell’architetto Fraia


di ANTONIO IAPICHINO - <Nell’ultimo incontro tenutosi giorni fa a Crosia sugli indirizzi del Psa e in merito al questionario di cui al punto 8 “Il nostro territorio deve avere uno sviluppo anche usando aree attualmente agricole? ”Se la domanda è riferita al mio io ambientalista la risposta è “no”; se è al fine di stimolare l’utilizzo a scopo residenziali dei vani vuoti dei centri storici la risposta è ”ni” perché essi sono tipologicamente predisposti, al 70% dei vani, alla ricezione turistica; se è al fine di creare villaggi turistici autogestiti, campeggi  o hotel gravitanti sul mare la risposta è “si”; se è al fine di creare aree urbane pilote di sviluppo la risposta è doppiamente “si” perché  esse sono “elemento forza” d’attrazione economica  tra  servizi e residenze  a risalto zonale>>. E’ questo il pensiero dell’architetto Giuseppe Fraia (nella foto), in merito al Psa. << Mi riferisco>>, scrive testualmente il professionista crosiota, <<all’area urbana di Rossano e Corigliano, inserita nei Por Calabria, di cui non ho trovato traccia nel questionario. In merito vi sono state svariate proposte e  l’”input ubicazionale”  può venire nell’area tra l’ospedale unico  e la centrale Enel, questa è la proposta scaturita dal Cesdic di Rossano>>. Fraia, inoltre, mette in risalto che <<se sulla centrale Enel vi è espressione unanime sul suo non utilizzo io sposo la tesi dell’ avvocato Amerigo Minnicelli:  “Facciamo dell’area Enel  il nucleo centrale aggregativo dell’area  urbana” e da lì, a centri concentrici,  con le aree private, verso l’ospedale unico>>. Inoltre, a giudizio dell’architetto Fraia <<altra area urbana  minore va pensata come polo di studio  sperimentale di ricerca  agricola   attiguo al Centro dimostrativo regionale dell’Arssa, in agro Crosia / Rossano, con  residenze di servizio e di “turismo di studio”>>. Infine Fraia sostiene che <<il Psa non è solo una raccolta di opere da realizzare tramite il totale  finanziamento  pubblico, ma la messa in moto del partenariato locale. Difatti, l’individuazione  delle residenze annesse alle aree urbane semplifica la partecipazione dell’impresa locale a cui può essere affidata la realizzazione del manufatto-servizio, in conto al maggior utile sulle residenze stesse  e/o come da “project  financing”. Il tutto nel rispetto della sostenibilità insediativa>>.  

di Redazione | 11/07/2011

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