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“Apprendo da una notizia di agenzia che è stato assegnato a Barcellona il Coordinamento delle attività relative al riconoscimento Unesco della Dieta Mediterranea, di recente iscritta nella lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità, con particolare riguardo al coinvolgimento di altri Paesi del Mediterraneo che potranno beneficiare del medesimo riconoscimento”, lo dichiara il sen. Alfonso Andria, Vice Presidente della Commissione Agricoltura del Senato che aggiunge: “A quella riunione, che ha avuto luogo presso la sede UNESCO di Parigi, il Ministero delle Politiche Agricole non era rappresentato; vi ha partecipato una Funzionaria del Ministero degli Esteri e, oltre al Mipaaf, era assente anche il Ministero per i Beni Culturali”. “Il Ministro on. Saverio Romano, intervenendo in Commissione Agricoltura al Senato mercoledì 18 e nella mattinata dello stesso giorno in Commissione Agricoltura alla Camera – sottolinea Andria – aveva garantito che l’Italia avrebbe rivendicato il Coordinamento  e lo avrebbe localizzato nel Comune di Pollica, quale punto di riferimento dell’intero Cilento che, come noto è  “Comunità emblematica” della Dieta Mediterranea per l’Italia”. “Spero – continua il sen. Andria – che il Ministero ed il Ministro per le Politiche Agricole vogliano almeno valorizzare il Centro Studi per la Dieta Mediterranea, intitolato al nome di Angelo Vassallo Sindaco, la cui sede fu inaugurata a Pollica nel febbraio scorso. Per far questo e altro ancora a vantaggio della Dieta Mediterranea occorrerà semplicemente partecipare alle riunioni anzichè disertarle”. “Risulta anche – conclude Alfonso Andria – che l’Italia avrebbe dovuto predisporre, entro il 2 maggio scorso, il protocollo per l’allargamento ad altri Paesi del Mediterraneo per poi sottoscriverlo durante un apposito evento che il Ministro Romano avrebbe voluto si svolgesse a Lampedusa. In assenza di iniziativa la Spagna durante l’ultima riunione di Parigi ha chiesto all’UNESCO e ai restanti due Paesi partner (Grecia e Marocco) della candidatura di assumere tale iniziativa in sostituzione dell’Italia. Tale decisione, oltre ad escludere l’Italia da un ruolo attivo nella vicenda per manifesta inadempienza, vulnera anche la proposta dello stesso Ministro Romano in favore di Lampedusa”.

di Redazione | 27/05/2011

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