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Castrovillari (Cosenza) - Cgil, in massa allo sciopero generale


Migliaia di persone, lavoratori, pensionati, precari, disoccupati e studenti, hanno partecipato ieri mattina allo sciopero generale “Per il Lavoro e per il Paese”, indetto a livello nazionale dalla Cgil,  tenutosi, per il comprensorio Pollino - Sibaritide - Tirreno, in piazza municipio a Castrovillari. Una manifestazione – riferisce testualmente una nota dell’ufficio stampa della Cgil Comprensoriale Pollino - Sibaritide – Tirreno -che ha visto partecipare folte delegazioni provenienti dall’intero comprensorio. Non è mancata nemmeno la presenza di  alcuni amministratori del territorio.       La Cgil nazionale ha inteso organizzare questo sciopero generale – prosegue il comunicato stampa - per protestare contro il governo Berlusconi che in questi ultimi tre anni non ha fatto altro che impoverire l’intero Paese, deprimere l’economia, aumentare la disoccupazione e la pressione fiscale, cancellare lo stato sociale e minare i diritti dei lavoratori e per illustrare le sue proposte per uscire dalla crisi e avviare la ripresa difendendo il lavoro, su come difendere i redditi e avviare una vera lotta all’evasione fiscale, su come potenziare l’istruzione pubblica e la sanità pubblica e su come avviare una nuova politica di accoglienza e, soprattutto, di regolarizzazione dei lavoratori immigrati per sconfiggere la triste piaga del lavoro nero e del lavoro grigio. Angelo Sposato, segretario generale comprensoriale della Cgil Pollino - Sibaritide - Tirreno, nel suo intervento, dopo aver sottolineato la grande partecipazione che ha caratterizzato la giornata di mobilitazione nel comprensorio svoltasi a Castrovillari, - continua espressamente la nota stampa- ha sostenuto che “questo è uno sciopero generale che si fa per legittima difesa contro i continui attacchi che vengono fatti ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani, alla costituzione,alla giustizia, al contratto di lavoro, alla scuola e alla conoscenza, per difendere i beni comuni come l'acqua pubblica e l'ambiente, per la legalità e la sicurezza, per la tutela della salute, per lo sviluppo e la crescita sociale e morale del Paese.  E' uno sciopero generale - ha rimarcato - per rivendicare la dignità delle donne e per la giustizia sociale, per rivendicare un'etica della responsabilità nella gestione della cosa pubblica un fisco equo e solidale, per ridare al Paese la sua straordinaria storia e cultura della accoglienza verso coloro che fuggono di regimi dittatoriali. E' uno sciopero generale per fare capire al governo che ha sempre negato la crisi che l'Italia non può risollevarsi se si continua a dividere il movimento dei lavoratori, se si continua a dividere nord e sud e se si continua a far pagare la crisi sempre agli stessi invece di farla pagare a chi l’ha provocata, al mondo della finanza  e a chi ha le grandi rendite finanziarie. Un governo - ha continuato Sposato - che giorno dopo giorno taglia i posti di lavoro. Solo in Calabria in due anni si sono persi 70 mila posti di lavoro, il tredici per cento in meno. Nel nostro territorio rischiamo di perdere altri 800 posti di lavoro nel pulimento scolastico e circa 3000 lavoratori perderanno gli ammortizzatori sociali per i tagli del governo nazionale e regionale. Gli ultimi  ammortizzatori sociali che rimarranno alle famiglie sono le pensioni dei padri. Per questo motivo vanno rilanciate nuove politiche del Mezzogiorno e anziché tagliare i fondi del sud e destinarli alle quote latte occorre un piano vero per il SUD con un piano per il lavoro per fare restare i giovani nella propria terra.          Ma per fare ciò - ha sottolineato il segretario generale comprensoriale - non deve cambiare solo la politica nazionale ma anche quella regionale che non può continuare a essere la fotocopia in alcuni casi ancora più grigia di quella nazionale. Occorre un piano regionale che parta dallo sviluppo e dal lavoro partendo dalle emergenze quali il lavoro, l'istruzione, la tutela della salute, la tutela dell'ambiente e la legalità.          Per questo è necessario riprendere qui sul nostro territorio il lavoro fatto per il rilancio del distretto agroalimentare e lo sviluppo del Parco del Pollino e per un progetto complessivo a difesa dei territori montani. Così come è necessario un piano concreto di stabilizzazione del precariato a partire dai lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità che non possono essere precari a vita, così come occorre stabilizzare i lavoratori precari della sanità”.            Ma per creare sviluppo - ha evidenziato Sposato - occorre anche mantenere e difendere quei pochi insediamenti industriali che abbiamo a partire da quelli energetici di Rossano e della Valle del Mercure che dovranno essere riconvertiti rispettando le compatibilità sostenibili del territorio, per questo occorre riprendere un tavolo confronto prima che sia troppo tardi”. Nel corso della manifestazione sono intervenuti, tra gli altri, Claudia Carlino, componente della segreteria regionale Cgil Calabria, e il segretario generale nazionale della Federazione Lavoratori della Conoscenza, Mimmo Pantaleo. La  manifestazione si è chiusa con il concerto del gruppo musicale dei Kalamu.

di Redazione | 07/05/2011

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