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Perugia (Perugia) - 150° Anniversario dell’Unita’ d’Italia, l’intervento del Sindaco Boccali oggi in Consiglio comunale


<<Oggi è la festa di compleanno di una Nazione, una Nazione relativamente giovane se pensiamo alla sua data di nascita, esattamente 150 anni fa, ma in realtà già da molto tempo unita, nella sua identità,  dalla lingua, dalla civiltà, dalla cultura. Un popolo di radici antiche il 17 marzo 1861 si accingeva a dare vita ad una Nazione nuova. Questa giornata guarda dunque alla storia, ma soprattutto al futuro. Non è solo  lo sguardo a ritroso verso le vicende dell’Italia nei suoi ultimi 150 anni, i primi 150 anni dello Stato unitario: le sue guerre e la sua voglia di pace,  le gioie e le tragedie, il progresso sociale, la costruzione della sua architettura istituzionale, la creatività ed il lavoro, la civiltà del diritto, il contributo che l’Italia ha dato al mondo in termini di bellezza arte cultura, le sue crisi e le rinascite. Certamente a tutto questo oggi ripensiamo, ma forse è giusto guardare soprattutto al mondo che ci aspetta, ai traguardi ed alle sfide che l’Italia ha davanti. Allora questo anniversario può rappresentare lo stimolo a lavorare, partendo dal valore fondamentale dell’ unità, ad una prospettiva di sviluppo condiviso in una dimensione, quella europea, che rappresenta il naturale futuro dell’Italia. E’ una festa che si sta celebrando in questo stesso momento in tantissime città d’Italia, ed è bello pensare che tante persone, istituzioni,  pubbliche amministrazioni abbiano risposto all’ appassionato appello del Presidente della Repubblica, affinché questa giornata fosse vissuta con orgoglio e consapevolezza. Noi, qui, nel luogo simbolo della vita civile di Perugia, vogliamo testimoniare con convinzione lo spirito unitario della nostra città, che assieme a questa data non può dimenticare altre due giornate fondamentali della sua storia: una di lutto, il 20 giugno 1859; l’ altra di gioia, il 14 settembre 1860. La prima, relativa ai fatti di Borgo XX giugno dove i patrioti insorti per la libertà e per l’Unità d’Italia  furono trucidati dai mercenari dello Stato pontificio. La seconda ci ricorda l’ingresso a Perugia dei soldati dell’Esercito piemontese che portavano con le loro divise anche  le speranze e l’entusiasmo di un’Italia finalmente vicina a diventare la casa comune di tutti gli italiani. Queste due date e quella che celebriamo oggi, il 17 marzo 1861, costituiscono tratti fondamentali della nostra identità. Sono oggi simboli di unità oltre le lacerazioni della storia. L’Unità d’Italia ha significato, nelle nostre terre, la fine del potere temporale della Chiesa, ma certamente i perugini hanno saputo comporre i valori dello Stato laico con il profondo sentimento religioso proprio della loro tradizione. Una data identitaria, dunque, sulla quale non sono giustificabili riletture “politiche”. Riletture che invece sono state azzardate  anche in occasione del 150° anniversario dell’ Unità d’Italia, assieme a tentennamenti o addirittura segni di indifferenza e ostilità. Ebbene, davvero, 150 anni dopo, si deve ancora difendere l’unità della Nazione? E’ ancora necessario sottolineare quei valori? Noi pensiamo che sulla memoria si fonda l’identità di un popolo, e che si debba perciò conservare la memoria del passato. Oggi dunque, facendo nostre e condividendo fino in fondo le parole  del Presidente Napolitano, affermiamo, con in mente quel passato,  che l’Unità dell’ Italia è un valore imprescindibile. Non deve risultare ambiguo, in quest’ottica,  il sostegno ad  un’Italia realmente federale, che significa maggiori autonomie delle singole comunità, più forti responsabilità dei governi locali, valorizzazione delle diverse identità.  E’ questa una prospettiva certamente condivisibile, se coniugata con i valori della solidarietà e sussidiarietà, mentre tutt’altra cosa sarebbe una Italia frammentata, divisa socialmente e addirittura geograficamente. Sarebbe una velleità antistorica ed improponibile. Ecco perché dell’Italia che il 1861 proclamò la sua Unità non dobbiamo celebrare soltanto il passato condiviso che abbiamo vissuto come popolo. Una Nazione profondamente unita, con la sua complessità e ricchezza, è lo scenario comune che ci permetterà di affrontare le sfide di un mondo sempre più globalizzato, di una crisi economica grave, di emergenze sociali preoccupanti. Dal nostro sentirci italiani possiamo trarre forza e motivazioni per uno scatto di orgoglio, per quegli slanci generosi di cui gli italiani sono capaci. Con la celebrazione dei 150 anni dell’ Unità non si chiude una fase; se ne apre una nuova, tutta da scrivere. Se per scriverla useremo il linguaggio dell’unità, allora  il futuro dell’Italia, degli italiani di ogni generazione e dovunque siano nati, sarà  degno della storia che portiamo con legittimo orgoglio sulle nostre spalle>>.    

di Redazione | 17/03/2011

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