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Cosenza (Cosenza) - Per la tutela del patrimonio artistico nasce l’idea di un Laboratorio di diagnostica forense al Museo dei Brettii


Nel 2009 sono stati circa 22.000 i reperti archeologici che il Nucleo di Tutela del Patrimonio culturale di Cosenza, diretto dal Capitano Raffaele Giovinazzo, è riuscito a scovare e sequestrare in Calabria. E moltissimi – riferisce testualmente una nota dell’Ufficio stampa del Comune di Cosenza - sono ogni anno anche i recuperi di materiali storici, archivistici, o di falsi d’ arte moderna, inseguiti per tutta Italia ed ora anche sul web, nell’ambito di un mercato sempre più florido, diventato per la criminalità organizzata il terzo settore più remunerativo, dopo armi e droga. I corpi di reato vanno quindi esaminati da personale qualificato che ne certifichi originalità, datazione e quant’altro serve alle indagini. Per questo lavoro il Comandante Giovinazzo è costretto a ricorrere a consulenze private in Lombardia o regioni limitrofe, con perdite di tempo e costi molto alti considerati anche i necessari trasferimenti dei reperti. Del tutto naturale, pertanto, pensare alla creazione di un presidio locale, un Laboratorio di diagnostica forense che, peraltro, sarebbe l’unico del genere a livello non solo di Mezzogiorno, ma nazionale. Introdotto già qualche giorno addietro dall’Assessore Napoli nel corso dell’incontro con il Rettore Latorre, l’argomento è stato ripreso oggi nel corso della riunione che il Sindaco Salvatore Perugini ha avuto a Palazzo dei Bruzi con il Comandante Giovinazzo e lo stesso Assessore alle Politiche dell’Educazione e ai Rapporti con l’Università Franco Napoli. “Il patrimonio storico e artistico della città – ha esordito Napoli- è cospicuo ma poco conosciuto dai suoi stessi residenti. Merita, invece, maggiore attenzione soprattutto da parte dei giovani a cominciare dal centro storico, luogo da frequentare non solo di sera andando in giro per locali, ma anche e soprattutto per l’offerta culturale. Alla incentivazione di una maggiore fruizione di luoghi importanti come il Museo dei Brettii, la Sovrintendenza, le Biblioteche, i Chiostri va senz’altro associata una più puntuale azione di vigilanza per restituire senso di sicurezza. Non va, inoltre, persa alcuna altra occasione per accrescere le dotazioni della città antica. In questo ambito ben si può collocare il progetto, da tempo caldeggiato dal Comandante Giovinazzo, di un Laboratorio di diagnostica forense per i beni culturali, che arricchirebbe la città e potrebbe servire tutta Italia.” Non esistono infatti strutture del genere sul territorio nazionale, come ha spiegato il Comandante illustrando i vantaggi dell’ insediamento, che costituirebbe ausilio qualificato ed indispensabile al lavoro di un Nucleo investigativo molto impegnato sul territorio. “Bisogna – ha detto Giovinazzo- applicare le nuove tecnologie al mondo dei beni culturali per una più efficace lotta al crimine. E al tempo stesso si darebbe spazio a tanti giovani interessati professionalmente ai vari aspetti della tutela paesaggistica”. Indubbio l’interesse del progetto secondo il Sindaco Salvatore Perugini il quale si è trovato d’accordo con i suoi interlocutori sulla necessità che si arrivi a concretizzarlo insieme all’Unical. “Il Rettore Latorre –ha detto il Sindaco- è molto disponibile ad ogni forma di collaborazione utile al nostro territorio. Sono fiduciosi che si trovi una buona intesa. L’Università potrà mettere a disposizione le proprie riconosciute competenze, mentre il Comune potrebbe offrire locali idonei all’interno del Museo dei Brettii e degli Enotri”. Perugini ha quindi proposto di ritrovarsi al più presto con il Rettore per individuare insieme le modalità operative più opportune a far decollare il Laboratorio. L’assessore Napoli si è assunto il compito di organizzare la riunione già nei prossimi giorni.

di Redazione | 11/04/2010

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