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Rossano (Cosenza) - Tavoletta della pace, un incontro con il professor Pfeiffer


di FRANCESCO MADEO - Visita a Rossano di Heinrich Pfeiffer S.I., esperto mondiale di iconiografia sacra. Organizzato dal Circolo Culturale di Mirto Crosia, in collaborazione con il Lions Club Rossano “Sybaris” e con il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti di San Giovanni in Fiore, si è tenuto a Rossano, nella Chiesa di San Bernardino, un interessante ed importante incontro nel quale l’autore del volume “La Sistina svelata, iconografia di un capolavoro”, edito da Jaca Book, il gesuita tedesco padre Heinrich Pfeiffer, docente di Storia dell’Arte presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, ha illustrato i sorprendenti risultati dei suoi studi con i quali ha “svelato” che il progetto iconografico della volta e del Giudizio Universale della Cappella Sistina è stato costruito  da Michelangelo sotto l’influsso determinante dell’opera “Concordia Novi ac Veteris Testamenti” di Gioacchino da Fiore. In questa, che è la prima delle sue opere, l’Abate florense sviluppa il tema del parallelismo tra le generazioni del Vecchio e del Nuovo Testamento, gli antenati ed i parenti di Gesù Cristo, tema appunto ripreso da Michelangelo, nella massima opera della pittura universale, il quale, all’uopo, si avvalse della consulenza di alcuni studiosi di Gioacchino, come Egidio da Viterbo e Pietro Colonna, lavorando anche sotto l’influsso di Girolamo Savonarola, anch’egli estimatore dell’Abate calabrese. Il folto pubblico intervenuto ha seguito con attenzione e grande interesse la lezione magistrale del padre Pfeiffer il quale, con l’ausilio di un’ampia serie di diapositive, ha visivamente dimostrato le corrispondenze fra personaggi del Vecchio e personaggi del Nuovo Testamento teorizzate da Gioacchino e tradotte in immagini da Michelangelo anche con un impiego mirato dei colori, tramite i quali egli evidenzia anche virtù e vizi, stati d’animo e visioni profetiche. La relazione fluida, ricca di aneddoti, pregna di grande cultura artistica, letteraria e filosofica ha regalato ai presenti intense emozioni attraverso le quali ci si è anche resi conto come, almeno fino al ‘500 ed al Rinascimento, l’insegnamento di Gioacchino da Fiore e con questo i grandi filoni della cultura calabrese fossero al centro dell’attenzione degli interessi culturali italiani ed europei. Al convegno sono intervenuti l’ing. Francesco Rizzo, Presidente del Circolo Culturale di Mirto Crosia, l’avv. Elisabetta Verrina, Presidente del Lions Club di Rossano, il dott. Emilio Cirillo, Governatore del Distretto 108 YA del Lions Club, il Prof. Francesco Filareto, Sindaco di Rossano, ed il Prof. Salvatore Oliverio, Presidente Onorario del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti. Nella sua escursione a Rossano, il padre Pfeiffer ha visitato il locale Museo Diocesano dove ha potuto ammirare il celebre Codex Purpureus, ma dove, con grande e piacevole sorpresa, ha ritenuto di poter attribuire a Giulio Clovio (Grižane, 1498 – Roma, 1578), celebre miniaturista croato del ‘500, la bellissima “Tavoletta della Pace” fino ad oggi anonima. L'opera raffigura il "Matrimonio mistico di Santa Caterina d'Alessandria", cui assiste un pontefice, al momento, di difficile identificazione. La miniatura, incastonata in un’elaborata cornice impreziosita da borchie e rosette auree e da numerose gocce probabilmente d’ambra, è di finissima fattura, i colori sono di splendida vivacità e la composizione gode di uno stupendo equilibrio intorno ai volti della Vergine e di Gesù Bambino. Se l’attribuzione del padre Pfeiffer dovesse essere confermata, passando dall’anonimato alla firma del Clovio, per il Museo rossanese sarebbe veramente una “scoperta” di inestimabile valore. Per avere l’idea dell’importanza di un tale evento, si può ricordare quello che il Vasari, fra l’altro, scrisse di Clovio: “Non è mai stato, né sarà per aventura in molti secoli, né il più raro né il più eccellente miniatore, o vogliamo dire dipintore di cose piccole, di don Giulio Clovio, poiché ha di gran lunga superato quanti altri mai si sono in questa maniera di pitture esercitati. … Onde possiàn dire che don Giulio abbia superato in questo gl'antichi e ' moderni, e che sia stato a' tempi nostri un piccolo e nuovo Michelagnolo”.        

di Francesco Madeo | 30/11/2010

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