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Crosia (Cosenza) - Oggi pomeriggio al Circolo culturale riflessione sull’enciclica papale “Caritas in Veritate”


E’ previsto per oggi pomeriggio, venerdì 9 aprile alle ore 17.30, presso il salone del Circolo Culturale di Mirto Corsia, un interessante incontro sul tema: <<Bene comune: l’etica nella politica e nell’economia per una società globale più umana e più giusta. Riflessioni a margine dell’enciclica di Benedetto XVI “Caritas in veritate”>>. All’incontro, che sarà coordinato da Iginio Carvelli, Presidente della BCC di Scandale, interverranno Franco Rizzo, Presidente del Circolo, Antonio Romano, Presidente dell’AC di Mirto Corsia, Paolo TRAMONTI, Segretario Generale di CISL Calabria, Rosario Branda, Direttore di Confindustria Cosenza, e Cesare Marini, Deputato al Parlamento. La relazione sarà tenuta da S.E. Mons. Antonio Stagliano’, Vescovo di Noto. In apertura l’Istituto Musicale “Donizetti” di Mirto offrirà un omaggio musicale con il duo Giuseppe Madeo e Mario Ciminelli al pianoforte ed alla chitarra classica. Com’è noto, la <<Caritas in veritate>> sta nel novero delle cosiddette “Encicliche sociali”che, dalla “Rerum novarum” di Leone XIII (1891) fino alla “Centesimus annus” di Giovanni Paolo II (1991), sono le pietre miliari della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica. La lettera, che ha come tema il procedere dell’Umanità, fa il punto sulla condizione odierna ed indica le vie da seguire per un futuro di realizzazione integrale dell’uomo e della società globale. Le principali problematiche trattate sono: la dicotomia tra sfera economica e sfera sociale, i principi di fraternità e di sussidiarietà, il bene comune e la giustizia, la crisi economica. Preliminarmente il Pontefice afferma che  l’amore - «caritas» - spinge all’impegno per la giustizia, per la pace e per il bene comune, ma che solo nella verità la carità - che è «grazia» (cháris) - può essere autenticamente vissuta. «Caritas in veritate», dice il Papa, è principio intorno a cui ruota la dottrina sociale della Chiesa. Ed è il filo conduttore di tutta l’Enciclica che si sviluppa lungo i capitoli che trattano la situazione dell’Umanità a 40 anni dalla “Populorum progressio”; il nuovo contesto internazionale, che, dice il Papa, ci obbliga a riprogettare il nostro cammino; le modalità di riprogettazione del futuro dell’Umanità nell’epoca della  globalizzazione; le relazioni fra il corretto funzionamento dell’economia e la fraternità, la giustizia distributiva, la giustizia sociale, la gratuità, la comunione, l'ambiente naturale, i nuovi stili di vita, le catastrofi indotte dalle guerre, la solitudine, la solidarietà, il fenomeno delle migrazioni, la violazione della dignità del lavoro umano, il conflitto tra persona-lavoratrice e persona-consumatrice. Quindi si tratta della urgenza di una saggia riforma delle Nazioni Unite, del progresso tecnologico, della pace, dei mezzi di comunicazione sociale, della bioetica, del virtuoso intreccio fra ragione e fede. E’ un punto di vista estremamente importante per capire in che mondo oggi viviamo, quali sono oggi i problemi più urgenti dell’Umanità, per riflettere sui modi e sui tempi per la realizzazione di un futuro migliore per un quanti aspirano allo sviluppo integrale dell’uomo.    

di Redazione | 09/04/2010

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