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Crosia (Cosenza) - Il Circolo culturale di Mirto promotore di una tavola rotonda sul tema: “Vogliamo capire perché l’Ospedale di Cariati deve chiudere”


Si è puntualmente tenuta, presso il Circolo Culturale di Mirto, la prevista tavola rotonda sul tema: “Vogliamo capire perché l’Ospedale di Cariati deve chiudere”.  Il Presidente del Circolo, Ing. Francesco Rizzo, nella sua introduzione ha spiegato che, poiché fra le finalità del Circolo c’è anche quella di promuovere l’informazione verso i Soci ed i Cittadini tutti sui temi più interessanti per la vita civile della Comunità, si è ritenuto utile, in un momento di grave incertezza per il prossimo futuro dell’organizzazione del diritto alla salute nel comprensorio dello Jonio cosentino, mettere a confronto le diverse posizioni dei tecnici della sanità e dei Rappresentanti delle Istituzioni locali per capire quale è il destino della rete ospedaliera che va da Cariati a Trebisacce nell’ambito del Piano Sanitario Regionale. Si è quindi dato il via alla tavola rotonda con l’intervento del dott. Nicola Cosentino, cardiologo dell’Ospedale di Cariati, il quale, dopo aver affermato che la chiusura dell’Ospedale di Cariati, prevista per il 2012, avrà riflessi su tutta la Sibaritide, ha notato come già oggi nella Sibaritide siamo ad un numero di posti letto per mille abitanti inferiore al 3,2 della Regione Calabria, a sua volte inferiore al 4,00 previsto in Italia, e che, con la prevista chiusura degli Ospedali di Cariati e di Trebisacce, quel rapporto è destinato a peggiorare con disagi, disguidi e disservizi facili di immaginare. Il Dott. Cosentino si è quindi soffermato sulla filosofia che sta alla base dell’odierna moderna organizzazione della sanità dimostrando come , con l’attuazione del Piano sanitario calabrese, tale filosofia verrà stravolta e vanificata. Ha concluso affermando che in tale moderna prospettiva l’ospedalizzazione di Cariati non va chiusa ma va riconvertita verso la media-bassa complessità per una funzionale integrazione oggi con Rossano e Corigliano, domani con il nuovo Ospedale della Sibaritide.   E’ poi intervenuto il Consigliere Regionale, on.le Giuseppe Caputo, il quale ha ricordato come il declino della buona sanità in Calabria viene da lontano e che è maturo il tempo per una coraggiosa riorganizzazione che abbatta costi superflui e dia servizi migliori e più funzionali. Ha continuato affermando che il piano che attuerà il Presidente-Commissario Scopelliti è quello progettato dal Presidente Loiero, ritenuto a suo tempo di ottima qualità, e che, se è vero che CariAti perderà la degenza, è anche vero che vedrà potenziati altri importanti servizi. Ha chiuso il suo intervento dicendo che penalizzante per la Sibaritide è stata la riduzione a 5 delle ASL calabresi e che non è stata saggia la decisione di progettare un nuovo Ospedale per la Sibaritide essendo, dal punto di vista dell’edilizia, sia Rossano che Corigliano capaci di essere utilmente ristrutturati per accogliere un Ospedale di alta complessità. Nel suo intervento il Sindaco di Crosia, Gerardo Aiello, ha subito affermato che il Piano Sanitario di Scopelliti non rispetta le esigenze ed i diritti dello Jonio cosentino. Ha quindi osservato che, a Piano attuato, sullo Jonio fra Montegiordano e Crotone rimarrebbe un solo Ospedale; il rapporto posti letto/residenti scenderebbe all’1 per mille; i Paesi interni, come ed esempio Longobucco e Campana, soffrirebbero difficoltà insopportabili. Ha poi chiuso stigmatizzando il rifiuto di Scopelliti ad un confronto con i Sindaci della Sibaritide; sostenendo che non è vero che Roma non avrebbe accettato qualche utile e doverosa correzione; che la stessa correzione del deficit da 2, 2 a 1,2 miliardi doveva portare ad una nuova e migliore stesura del Piano; che ci attendono anni di grandi disagi perché il nuovo Ospedale della Sibaritite non aprirà prima di una decina di anni. Sono quindi seguiti vari interventi del pubblico presente fra i quali quelli del Sindaco di Mandatoriccio, del Sindaco di Cariati e del Prof. Fullone. A tutti ha replicato l’on.le Caputo asserendo che per adesso è necessario andare avanti sulla strada tracciata, che si farà carico di invitare a Rossano il Presidente Scopelliti per meglio illustrare il Piano in attuazione e che, ove, dopo le prime verifiche sul campo, si dovessero constatare disaggi insopportabili per il territorio, sarà il primo a chiedere una revisione della politica sanitaria regionale per il comprensorio.            

di Redazione | 25/11/2010

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