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Udine (Udine) - Anche Udine tra le città italiane che protesteranno contro i tagli alla cultura. Domani manifestazione nazionale “Porte chiuse, luci accese sulla cultura”


Anche Udine, come molte altre città d’Italia, domani 12 novembre protesterà contro i tagli alla cultura. “Una protesta simbolica – spiega il sindaco del capoluogo friulano, Furio Honsell(nella foto)  – per attirare l’attenzione sull’importanza che la cultura riveste per tutti i cittadini e sulla quale è necessaria un’inversione di tendenza rispetto a quanto, invece, sta accadendo a livello nazionale con continui tagli”. Così, anche in città – riferisce testualmente una nota dell’Ufficio stampa del Comune di Udine - si è deciso di aderire alla manifestazione “Porte chiuse, luci accese sulla cultura”, iniziativa promossa da Federculture (la federazione delle aziende dei servizi pubblici locali per la cultura) e dall’Anci, con il sostegno del Fai. E a Udine le luci si accenderanno domani in particolare su palazzo Giacomelli, sede del nuovo Museo Etnografico del Friuli, e su palazzo Morpurgo, sede delle Gallerie del Progetto. Le due sedi museali cittadine, infatti, chiuderanno un’ora dopo il normale orario di apertura al pubblico: alle 18 palazzo Giacomelli e alle 19 le Gallerie del Progetto. “Anche la nostra città – prosegue Honsell – ha deciso di unirsi alla protesta degli altri comuni italiani, che, in diversi modi, hanno indetto una mobilitazione nazionale modificando orari di apertura o chiudendo centinaia di siti archeologici, musei, parchi e biblioteche”. La manifestazione, alla quale hanno aderito numerose amministrazioni locali di diverso orientamento politico, aziende e associazioni del settore, - continua la nota dell’Ufficio stampa comunale - nasce come protesta all’ultima manovra del Governo. Oltre ai tagli previsti, circa 280 milioni tra quelli diretti al Ministero per i Beni e le Attività culturali, il decurtamento del Fus e dei trasferimenti statali agli enti culturali, si aggiungono forti riduzioni a carico delle amministrazioni locali che, secondo le prime stime, potrebbero pesare sul settore per circa 800 milioni di euro. Ma tra le norme contestate, c’è anche quella che prevede, per le amministrazioni locali, un tetto di spesa per l’organizzazione delle mostre pari al 20 per cento di quanto speso nel 2009. La Federculture denuncia il combinato degli articoli contenuti nella legge, la cui applicazione disegnerà un quadro generale per cui il pubblico dovrà rinunciare di fatto alla possibilità di attuare politiche culturali, sia a livello nazionale che locale.  “La cultura non è una spesa – sottolinea il direttore generale dei Civici Musei di Udine, Marco Biscione –, ma un investimento. Mentre alcuni Paesi europei come Francia e Germania si decide di investire in questo settore per rilanciare l’economia in un momento di crisi – conclude –, l’Italia sembra andare esattamente nel verso opposto”.  

di Redazione | 11/11/2010

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